Nvidia è sempre più la società dei record. Dopo una striscia di sei rialzi consecutivi (uno dei quali superiori al 5%) nella seduta di Wall Street di mercoledì 13 maggio il colosso dei semiconduttori per l’intelligenza artificiale guidato da Jensen Huang ha superato i 5.500 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.
Una cifra astronomica che nessuna azienda aveva mai toccato prima. Basti pensare che, allo stato attuale, il valore di mercato di Nvidia è oltre il doppio dell’intero pil italiano.
A favorire la corsa del titolo, che sarà chiamato nei prossimi giorni all’appuntamento con il mercato per la comunicazione dei numeri di bilancio trimestrale, c’è una molteplicità di fattori: uno su tutti, il momentum dell’industria dei chip, favorito dalla fortissima domanda per infrastrutture e data center legati all’AI. E stando ai bilanci delle big tech per ora gli utili sembrano tenere di fronte all’immensa mole di investimenti fatti per l’intelligenza artificiale.
Ma c’è anche un altro fattore che potrebbe aver contribuito alla corsa di Nvidia delle ultime ore: Jensen Huang, a sorpresa, si è infatti unito alla delegazione di Donald Trump che incontrerà Xi Jinping e gli altri vertici cinesi a Pechino.
Trump avrebbe chiamato personalmente Huang dopo che il ceo di Nvidia inizialmente non era stato inserito nell’elenco degli ospiti, e Huang ha volato così fino in Alaska per salire a bordo dell’Air Force One.
La presenza del numero uno di Nvidia a Pechino non è casuale: la Cina sta premendo per ottenere maggiore accesso ai chip per intelligenza artificiale del colosso Usa: un mercato che Huang ha stimato in 50 miliardi di dollari.
Huang è in buona compagnia: della delegazione a Pechino fanno parte anche figure di primo piano come Elon Musk di Tesla e Space X e Tim Cook di Apple, per il quale questo vertice sarà probabilmente l’ultima uscita ufficiale come ceo della Mela di Cupertino.
Accanto a questi leader industriali c’è un folto gruppo di top manager di Wall Street, tra cui Larry Fink di BlackRock, David Solomon di Goldman Sachs e Jane Fraser di Citigroup. Sarebbero presenti anche dirigenti di Meta, Mastercard e Visa, in rappresentanza di un’ampia coalizione di interessi economici statunitensi. (riproduzione riservata)