Nvidia compra Hugging Face per 12,9 miliardi di dollari e scommette sull’AI open source
Nvidia compra Hugging Face per 12,9 miliardi di dollari e scommette sull’AI open source
La società di Jensen Huang acquisisce la piattaforma di intelligenza artificiale open source e accelera la diversificazione oltre i chip. L’operazione è la seconda più grande nella storia di Nvidia. I titoli salgono a Wall Street

di Giusy Iorlano 03/09/2026 20:58

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Nvidia mette un altro tassello nella sua trasformazione da produttore di chip a protagonista a tutto campo dell’intelligenza artificiale. Il colosso guidato da Jensen Huang ha concordato l’acquisizione di Hugging Face, piattaforma di riferimento per l’AI open source, per 12,9 miliardi di dollari. 

L’accordo, anticipato la scorsa settimana da The Information, conferma la strategia di Nvidia di ampliare il proprio raggio d’azione oltre l’hardware. Hugging Face, nata come piattaforma per la condivisione di modelli e strumenti di AI, manterrà la propria natura aperta e continuerà a servire l’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale.

«Hugging Face rimarrà una piattaforma aperta per l’intero ecosistema dell’AI», ha dichiarato Huang in un post sul blog aziendale. «Insieme potenzieremo la piattaforma di Hugging Face, ne rafforzeremo l’infrastruttura ed espanderemo l’accesso all’AI per sviluppatori e istituzioni in tutto il mondo».

La scommessa sull’open source

Per Nvidia l’acquisizione non è soltanto un investimento tecnologico, ma anche una scommessa sul ruolo crescente dell’open source nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Hugging Face rappresenta infatti uno dei principali punti di incontro per ricercatori, sviluppatori e aziende che utilizzano e condividono modelli di AI.

Clément Delangue, cofondatore e amministratore delegato di Hugging Face, ha raccontato alla Cnbc che l’idea dell’operazione è maturata rapidamente. «Nel corso dell’estate, credo ci siamo resi conto che Hugging Face, e l’AI open source in generale, si trovavano a un punto di svolta e che necessitavano di qualcosa in più: più risorse, maggiore scala e maggiore visibilità», ha spiegato.

Secondo Delangue è stata la stessa Hugging Face a contattare Huang durante l’estate per proporre un accordo. «Poche settimane dopo, eccoci qui», ha aggiunto.

Nvidia va oltre le Gpu

L’operazione rafforza una tendenza ormai evidente nella strategia di Nvidia: utilizzare la posizione dominante conquistata nel mercato delle unità di elaborazione grafica (Gpu) per costruire un ecosistema più ampio attorno all'intelligenza artificiale.

La domanda per le sue unità di elaborazione grafica ha trasformato Nvidia nel principale beneficiario della corsa all’AI generativa, spingendo la società ai vertici delle classifiche mondiali per capitalizzazione. Ma il prossimo terreno di competizione non riguarda soltanto la capacità di calcolo. Software, modelli, infrastrutture e strumenti per gli sviluppatori stanno diventando altrettanto strategici.

In questo senso Hugging Face offre a Nvidia un accesso diretto a una comunità globale di sviluppatori e ricercatori, oltre a una piattaforma sulla quale vengono costruiti, condivisi e utilizzati modelli di intelligenza artificiale.

La seconda acquisizione più grande

Con un valore di 12,9 miliardi di dollari, l’acquisizione di Hugging Face diventa la seconda operazione più grande mai realizzata da Nvidia. Al primo posto resta l’operazione da circa 20 miliardi di dollari sugli asset del produttore di chip Groq, annunciata lo scorso dicembre.

Prima di queste operazioni, il principale deal nella storia del gruppo era stato l’acquisto della società israeliana di semiconduttori Mellanox, rilevata nel 2019 per quasi 7 miliardi di dollari.

Wall Street guarda alla nuova Nvidia

Il mercato sembra per ora approvare la direzione strategica. I titoli Nvidia, sulla spinta dell’annuncio, salgono dell’1,70% a Wall Street.

La reazione degli investitori riflette una lettura precisa dell’operazione: Nvidia è molto più di una semplice azienda produttrice di chip e non intende limitarsi a beneficiare della corsa alle Gpu, ma punta a consolidare la propria posizione lungo tutta la filiera dell’AI. (riproduzione riservata)