Il nuovo San Siro si chiamerà Generali Stadium, accordo di 20 anni da 600 milioni con Inter e Milan
Il nuovo San Siro si chiamerà Generali Stadium, accordo di 20 anni da 600 milioni con Inter e Milan
Il nuovo stadio di Milano verrà realizzato per debuttare nella stagione 2031-2032, in tempo per gli Europei del 2032 organizzati da Italia e Turchia. Il Leone sarà anche insurance official partner dei due club

di Alberto Mapelli 29/10/2026 19:11

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Il nuovo stadio di Milano, che sarà la casa di Inter e Milan al posto del Giuseppe Meazza, ha già un nome: si chiamerà Generali Stadium. L'annuncio della sponsorizzazione è arrivato nella serata di ieri, insieme alla presentazione del progetto disegnato dalle archistar lord Norman Foster di Foster + Partners e David Manica di Manica, già partner per il nuovo Wembley Stadium di Londra. L'accordo per i naming right del Generali Stadium, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sarebbe uno dei più redditizi della storia nel mondo degli impianti: si parla di oltre 600 milioni per una durata ventennale della sponsorizzazione, che riconosce ai due club intorno a 30 milioni a stagione, più un'altra somma che copre il periodo di tempo tra l'inizio dei lavori e l'effettiva entrata in funzione dell'impianto. L'inizio dei lavori è previsto nel 2027, con il trasloco di Inter e Milan al Generali Stadium a partire dalla stagione 2031-2032: si tratta di una tempistica che consentirebbe al nuovo impianto di ospitare gli Europei del 2032, organizzati da Italia e Turchia.

Generali sarà anche official insurance partner di entrambi i club.

Il senso dell'operazione

La presentazione al Castello Sforzesco ha visto coinvolte entrambe le archistar, la dirigenza e proprietà dell'Inter - tra gli altri presenti il presidente Giuseppe Marotta e i manager di Oaktree, parte della piattaforma di credito di Brookfield, Katherine Ralph e Alejandro Cano - e massimi rappresentanti del Milan della RedBird Capital Partners di Gerry Cardinale, tra cui il presidente Paolo Scaroni. Per gli azionisti dei due club si tratta di un investimento strategico per entrambe le organizzazioni, poiché crea un'infrastruttura necessaria per sostenere i risultati sportivi e aprire opportunità di crescita per competere e vincere ai massimi livelli internazionali.

Dal punto di vista della città e dell'Italia, invece, il progetto vuole contribuire a modernizzare il calcio italiano e agevolare il consolidamento di Milano a livello globale.

I dettagli della struttura

La volontà dei progettisti, è stato spiegato nella presentazione che ha preceduto l'evento serale, è stata quella di trasportare «l'anima di San Siro e di Milano» in un impianto più moderno e funzionale. Lo stadio sorgerà su un podio e avrà la forma di un catino diviso su due anelli, con una struttura a X in cemento che si sviluppa dai colonnati.

La volontà è di richiamare le tradizioni ingegneristiche e architettoniche milanesi e italiani. Gli ingressi saranno a forma di diamante e su di essi verranno proiettati led e colori del club.

La capienza prevista del Generali Stadium è di circa 71.500 persone, suddivisa su due anelli. Le due curve puntano a generare due muri di persone, protese verso il campo e inclinate fino a 37 gradi. Il nuovo impianto sarà inserito in un progetto di rigenerazione urbana di 281 mila metri quadrati, che andrà a trasformare, dopo la demolizione di San Siro, anche l'area adiacente al nuovo Generali Stadium.

Per Generali è segno del progresso di Milano

«Il nuovo stadio di Milano rafforzerà il ruolo della città come uno dei grandi palcoscenici italiani riconosciuti a livello globale. Generali rappresenta da sempre l'Italia nel mondo, ed è per questo che abbiamo scelto di affiancare, fin dall’inizio di questo entusiasmante progetto, due club italiani che vantano un grande
seguito a livello internazionale. Il Generali Stadium sarà un nuovo simbolo di Milano, e con il nostro impegno vogliamo esprimere la fiducia nel continuo progresso della città e di tutto il Paese, e la volontà di contribuire a un'eredità duratura per le prossime generazioni», hanno commentato il presidente di Generali, Andrea Sironi, e il ceo, Philippe Donnet.

Come Generali, «promuoviamo lo sport come strumento di benessere, inclusione e crescita per le persone e per le comunità, in Italia come negli oltre 50 Paesi in cui operiamo. Per questo il nostro ruolo va ben oltre il nome dello stadio: vogliamo essere parte di ogni emozione, di ogni esperienza che lo renderà vivo», hanno concluso i due top manager del Leone.