Nuovi equilibri a Washington, nuove rotte per gli investimenti: cosa c'è sotto la lente degli analisti
Nuovi equilibri a Washington, nuove rotte per gli investimenti: cosa c'è sotto la lente degli analisti
Tra rinnovabili, banche, difesa e tecnologia gli analisti rivedono le strategie d'investimento. L'oro torna a brillare e i Btp conquistano più spazio

di Francesca Gerosa 08/11/2026 06:00

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La nuova maggioranza democratica al Congresso americano può complicare la vita a Donald Trump, ma non necessariamente quella degli investitori. Dove si concentreranno allora gli effetti della nuova stagione politica? Il settore tecnologico sarà probabilmente tra i più osservati. L'espansione dei data center e degli investimenti nell'intelligenza artificiale potrebbe incontrare maggiori ostacoli, soprattutto per quanto riguarda autorizzazioni, consumi energetici, tariffe elettriche e utilizzo dei dati.

Proprio qui emerge un interessante paradosso: se da una parte i data center potrebbero essere sottoposti a controlli più stringenti, dall'altra le infrastrutture necessarie a sostenerli potrebbero diventare uno dei terreni di maggior convergenza politica. Reti elettriche, elettrificazione, produzione energetica e manifattura nazionale sono temi sui quali Democratici e Repubblicani possono trovare più facilmente un accordo. Anche le energie rinnovabili potrebbero beneficiare di un clima politico più favorevole. Ma altri quattro settori sono sotto osservazione. Scoprite quali.

Il nuovo equilibrio a Washington può contribuire a ridurre le tensioni geopolitiche e, con una possibile de-escalation in Medio Oriente, anche la pressione sui prezzi del petrolio. In questo scenario, secondo Société Générale, la strategia d'investimento guarda sempre più al di là degli Stati Uniti. La preferenza di Société Générale si orienta verso l'Europa, anche in campo obbligazionario, con un occhio di riguardo ai Btp italiani.

L’oro è tornato sopra quota 4.000 dollari l’oncia dopo la vittoria democratica alle elezioni americane di midterm. Merito di una combinazione di fattori favorevoli: dollaro più debole, rendimenti dei Treasury in discesa e nuove incertezze politiche e geopolitiche. A dare ulteriore supporto al metallo giallo contribuiscono gli acquisti delle banche centrali e gli afflussi negli Etf. Insomma, quando la fiducia nelle valute e nella stabilità geopolitica vacilla, l'oro torna a ricordare perché è considerato il bene rifugio per eccellenza.

In casa Banco Bpm ha presentato una trimestrale a luci e ombre. L'utile netto di 453 milioni ha superato le attese, grazie soprattutto al controllo dei costi e ai minori accantonamenti sui crediti deteriorati. Bene anche il capitale, con un Cet1 al 14,27%, e la qualità degli attivi, in miglioramento. Meno brillante, invece, la dinamica dei ricavi, penalizzata soprattutto dalla debolezza delle commissioni. Jefferies avanza qualche dubbio sui prossimi trimestri e come altri broker non vede margini di upside per il titolo in borsa.

E se nel settore bancario il mercato chiede conferme, nel comparto della difesa ha già pagato in anticipo parecchie delle buone notizie. Dopo anni di forti rialzi, le società europee dell'aerospazio e difesa trattano a circa 26,6 volte gli utili attesi, valutazioni ormai vicine a quelle di Hermès. A quanto pare, i carri armati sono diventati un bene di lusso! Per AlphaValue, il settore è troppo caro e sarebbe opportuno ridurre l'esposizione, pur mantenendo alcune preferenze selettive.

Una storia diversa è quella di Avio, che può rappresentare un'interessante eccezione. Mediobanca Research vede infatti per il gruppo italiano una prospettiva di crescita molto ambiziosa, sostenuta da tre motori: il mercato americano dei motori a razzo, l'aumento degli investimenti europei nello spazio e la domanda in crescita di sistemi missilistici. Le stime della banca d’affari indicano ricavi potenzialmente superiori a 2,3 miliardi di euro nel 2035, oltre tre volte quelli attuali, con una quota di fatturato negli Stati Uniti che potrebbe raggiungere il 40%. Tanto da meritare un rating outperform sull’azione.

Dall'altra parte dell'Atlantico, le Magnifiche 7 stanno scoprendo che investire nell'intelligenza artificiale è una cosa, trasformare quegli investimenti in cassa è un'altra. Gli utili continuano a crescere, ma i costi colossali per data center e infrastrutture stanno mettendo sotto pressione il free cash flow. Le reazioni alle trimestrali lo dimostrano: Alphabet ha perso terreno, Meta ha visto peggiorare l'outlook sul rating e anche Apple ha deluso il mercato nonostante ricavi record. Ma c'è ancora chi può dare soddisfazioni.

Ed è proprio qui che emerge il rischio forse meno visibile, ma potenzialmente più importante: quello legato al finanziamento del boom dell'intelligenza artificiale. Secondo Scope Ratings, una possibile correzione del credito AI potrebbe propagarsi ben oltre il settore tecnologico. Il fatto che il debito sia distribuito tra obbligazioni, private credit e prestiti garantiti da asset non significa necessariamente che il rischio sia davvero diversificato: molte strutture finanziarie dipendono, in fondo, dalle stesse aspettative di crescita dell'intelligenza artificiale.

È tutto per oggi. Continuate a seguirci per ulteriori approfondimenti nel prossimo numero di Follow the report e se pensate che possa interessare a qualcuno inoltrate la newsletter.

Francesca