All’epoca dei rendimenti ai massimi il Btp Valore si fa in due: niente vincoli, rendimenti competitivi con gli attuali, e due profili diversi per le differenti esigenze di risparmio. Ma attenzione, perché due titoli avranno anche comportamenti diversi se liquidati prima della scadenza.
E reagiranno diversamente ai movimenti di mercato. «Si potranno acquistare entrambi, o separati. Ma ricordiamoci che, pur con le loro differenze, il rendimento finanziario resta equivalente», spiega Davide Iacovoni, direttore del Debito Pubblico presso il ministero dell’Economia e delle Finanze.
Domanda. Perché due Btp Valore invece che uno?
Risposta. È una novità assoluta. Per la prima volta offriamo ai risparmiatori due titoli differenti nello stesso momento. Ciascuno potrà scegliere di acquistare l’uno, l’altro, oppure entrambi, negli importi desiderati, con un investimento minimo di mille euro.
D. Quali sono le differenze?
R. Il Btp Valore tradizionale prevede cedole trimestrali con tassi crescenti: un primo livello per i primi due anni, uno più elevato per i due successivi e un ulteriore incremento nell’ultimo anno. Il nuovo Btp Valore Insieme, invece, non distribuisce cedole durante la vita del titolo, ma prevede un unico pagamento degli interessi alla scadenza, insieme al rimborso del capitale.
D. La durata è cinque anni. Una vita media. Ma chi prende cedola solo alla fine riceverà un corrispettivo per aver aspettato?
R. Sì, la cedola finale del Btp Valore Insieme terrà conto del fatto che il risparmiatore non ha ricevuto interessi durante i cinque anni. Sarà quindi superiore alla semplice somma delle cedole del Btp Valore tradizionale. I due strumenti sono infatti finanziariamente equivalenti, pur prevedendo modalità di pagamento differenti.
D. Gli interessi maturati vengono capitalizzati?
R. Nel Btp Valore tradizionale il risparmiatore riceve cedole ogni tre mesi, che può utilizzare per integrare il proprio reddito o la pensione, oppure reinvestire sul mercato ottenendo un rendimento aggiuntivo. Nel Btp Valore Insieme gli interessi vengono invece corrisposti soltanto alla scadenza. La cedola finale terrà quindi conto proprio della mancata possibilità di reinvestire periodicamente queste somme.
D. Per questo definite equivalente il rendimento finanziario
R. Esattamente. È importante che il risparmiatore sappia che, acquistando l’uno o l’altro titolo, ottiene lo stesso rendimento finanziario. Cambiano invece la frequenza e l’ammontare dei pagamenti.
D. E se si vende prima della scadenza?
R. Non abbiamo previsto alcun vincolo. Il titolo può essere venduto sul mercato in qualsiasi momento e l’investitore riceverà anche la quota degli interessi maturati fino a quel momento. Ricordo inoltre che per nessuna delle due emissioni è previsto un premio fedeltà.
D. È importante dire che se si vende lo si farà ai prezzi di mercato. E i prezzi dei due titoli, per come sono costruiti, reagiranno diversamente alle oscillazioni dei tassi
R. Certamente. Il Btp Valore tradizionale, distribuendo cedole fin dal primo trimestre, ha una durata finanziaria inferiore, e quindi una minore sensibilità alle variazioni dei tassi di mercato. Il suo prezzo tende a essere più stabile rispetto a quello del Btp Valore Insieme.
D Sul Btp Valore insieme ci aspettiamo quindi una maggiore volatilità?
R. Avendo una durata finanziaria più elevata, è maggiormente esposto alle oscillazioni dei prezzi. Anche questo elemento contribuisce a spiegare la maggiorazione riconosciuta attraverso la cedola unica finale.
D. Il Btp Valore tradizionale come potrebbe invece comportarsi rispetto agli titoli di Stato?
R. Se i tassi dovessero salire il meccanismo delle cedole crescenti offre una maggiore resistenza dei prezzi rispetto a un Btp ordinario. Se invece i tassi dovessero diminuire, il Btp Valore potrebbe registrare una crescita del prezzo anche superiore e più rapida rispetto ai titoli tradizionali.
D. Il momento di mercato è particolarmente sfidante, con rendimenti ai massimi. Voi fisserete il tasso finale venerdì 16. Quanto saranno competitivi?
R. Monitoriamo continuamente l’andamento dei rendimenti lungo la curva dei Btp. Siamo in una fase di tassi storicamente elevati, non soltanto per l’Italia ma per l’intera Eurozona. Per ritrovare livelli analoghi bisogna risalire a prima della grande crisi finanziaria internazionale del 2007-08. Quindi il nostro punto di partenza sarà il livello dei rendimenti dei Btp ordinari che registreremo venerdì 16 ottobre. Come sempre, prevederemo anche una certa premialità per il pubblico retail.
D. Saranno definitivi?
R. Saranno i rendimenti minimi garantiti. Durante il collocamento, che inizierà lunedì 19 ottobre e terminerà venerdì 23 alle ore 13, potremo eventualmente ritoccarli al rialzo, ma di certo non al ribasso.
D. Avete fissato un tetto massimo alla raccolta?
R. No, non ci sono limiti. Il lotto minimo è di mille euro, ma tutte le richieste che arriveranno durante il collocamento saranno soddisfatte integralmente.
D. Cosa vi aspettate? Avete elaborato delle proiezioni?
R. Le novità introdotte rendono più difficile formulare previsioni. Abbiamo una doppia emissione e, all’interno di questa, uno strumento completamente nuovo. Sappiamo però che intorno al Btp Valore tradizionale c’è molto interesse, come emerge anche dai riscontri che riceviamo attraverso gli intermediari.
D. E per il nuovo Btp Valore Insieme?
R. Si rivolge a una clientela che non ha bisogno di un flusso periodico di reddito, ma che può accantonare una somma per cinque anni e vederla crescere significativamente alla scadenza. Sappiamo che questa categoria di risparmiatori esiste e che c’è interesse, anche se quantificarlo è più difficile.
D. Nel complesso, quale risultato vi attendete?
R. Pensiamo che la risposta dei risparmiatori sarà sicuramente importante, in linea, se non addirittura superiore, a quella delle ultimissime emissioni. (riproduzione riservata)