Nucleare, Meloni accelera: governo già al lavoro sui decreti attuativi. Ecco le priorità
Nucleare, Meloni accelera: governo già al lavoro sui decreti attuativi. Ecco le priorità
Intervistata da MF-Milano Finanza la presidente del Consiglio promette velocità e concretezza per il ritorno dei reattori. A settembre riprenderà l’iter di approvazione della legge delega, ma intanto si accelera sulle misure per la scelta di tecnologie e siti e il sostegno agli investimenti

di Angela Zoppo  17/08/2026 15:30

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Il governo gioca d’anticipo sul ritorno del nucleare e, in attesa dell’approvazione finale della legge delega, mette mano ai decreti che dovranno renderla operativa. A dettare la tabella di marcia è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, come anticipato nell’intervista rilasciata a MF-Milano Finanza il 14 agosto. «Siamo determinati ad andare avanti, con grande velocità e concretezza», ha detto, per poi precisare: «La legge delega è stata già approvata in prima lettura alla Camera e ora manca il via libera definitivo del Senato. Intanto, il governo sta già lavorando ai decreti attuativi, che intendiamo definire altrettanto rapidamente».

L’iter parlamentare ripartirà a settembre, dopo la pausa estiva. Il testo concede al governo 12 mesi dall’entrata in vigore della legge per adottare uno o più decreti legislativi. Ma il lavoro, come ha spiegato Meloni, è già cominciato perché saranno questi provvedimenti-satellite a stabilire quali tipi di impianti potranno essere realizzati, dove potranno sorgere, come saranno autorizzati e quali forme di sostegno potranno accompagnare gli investimenti.

La delega è la cornice che copre l’intero ciclo di vita del nucleare: sperimentazione, localizzazione, costruzione, esercizio e disattivazione degli impianti, fabbricazione e riprocessamento del combustibile, gestione dei rifiuti radioattivi. Nel perimetro entrano anche la fusione, ovvero il cosiddetto nucleare pulito come quello sviluppato da Eni negli Stati Uniti, e l’impiego dell’energia nucleare nel settore navale e marittimo.

Le priorità dei decreti e il ruolo di Nuclitalia

Una delle prime scelte riguarderà le tecnologie. Nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, i decreti dovranno individuare le tipologie di impianti «abilitabili», come recita la delega: in sostanza, quali tecnologie nucleari potranno essere autorizzate e utilizzate in Italia. La scelta dovrà essere fatta sulla base di criteri di sostenibilità, sicurezza e delle migliori tecnologie disponibili, comprese quelle modulari e avanzate. La legge, dunque, non circoscrive il nuovo nucleare a una sola tecnologia.

Sul fronte industriale il lavoro è già partito con Nuclitalia, la newco controllata al 51% da Enel, e partecipata da Ansaldo Energia al 39% e Leonardo al 10%, costituita per valutare le tecnologie di nuova generazione più adatte al sistema italiano. Il focus iniziale è sugli Smr raffreddati ad acqua: la società deve valutare i design più maturi e innovativi e selezionare le soluzioni più promettenti attraverso un’analisi tecnico-economica. Nuclitalia è stata anche audita il 1° luglio dalla commissione Ambiente del Senato proprio nell’ambito dell’esame della legge delega.

Regole specifiche dovranno essere definite anche per la sperimentazione delle tecnologie avanzate. Andranno stabiliti condizioni, criteri e modalità e individuati i siti idonei, con la possibilità di utilizzare anche siti esistenti o già destinati alla ricerca. 

Dove e come, lo snodo più delicato

Poi ci sono localizzazione e autorizzazioni, due dei nodi più delicati per centrare i tempi previsti dal governo. I decreti dovranno fissare i criteri per individuare i siti e definire procedimenti abilitativi integrati, di competenza del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, per la sperimentazione, la costruzione o l’installazione e l’esercizio degli impianti e delle opere connesse. Dovranno essere disciplinati anche il riconoscimento di titoli e certificazioni rilasciati dalle autorità competenti di altri Paesi e le condizioni per l’attività degli operatori privati.

Sul fronte della sicurezza, la delega prevede il riordino delle funzioni di vigilanza e controllo e lascia aperta la possibilità di istituire un’autorità amministrativa indipendente per la sicurezza nucleare. I decreti dovranno inoltre prevedere garanzie finanziarie per la gestione dell’intero ciclo di vita degli impianti, con oneri esclusivamente a carico dei soggetti abilitati, oltre agli strumenti di copertura finanziaria e assicurativa contro i rischi dell’attività nucleare.

Per imprese e investitori uno dei punti più importanti riguarda i sostegni. La delega affida al governo la disciplina delle eventuali forme di sostegno alla realizzazione degli impianti e alla produzione di energia nucleare e da fusione, coerentemente con il Programma nazionale. Il modello non è indicato nella legge e dovrà quindi essere definito con i decreti.

La normativa delegata dovrà occuparsi anche dei territori destinati a ospitare gli impianti. Il testo prevede misure per la loro promozione e valorizzazione e la partecipazione dei soggetti abilitati allo sviluppo delle aree interessate, contemplando anche la possibilità di misure compensative per superare eventuali no ai reattori.

Il quadro sarà completato dal Programma nazionale per il nucleare sostenibile e la fusione. I decreti dovranno disciplinarne approvazione, attuazione e monitoraggio e coordinare le nuove norme con quelle che regolano il mercato dell’energia.

L’intervento servirà infine a riordinare una legislazione stratificata negli anni: saranno abrogate le disposizioni incompatibili col nuovo assetto, coordinate quelle destinate a restare in vigore e definite le norme transitorie. (riproduzione riservata)