Commonwealth Fusion Systems, la società spin-off del Mit, di cui Eni è il principale investitore, accenderà nel 2027 il suo prototipo Sparc, il reattore dimostrativo che promette di aprire la strada alla produzione illimitata di energia attraverso la tecnologia della fusione a confinamento magnetico. Nei piani di Cfs, Sparc farà da apripista per i successivi impianti commerciali denominati Arc. Ad annunciare le tappe per la fusione è stato il ceo e co-fondatore di Cfs, Bob Mungaard. La percentuale di avanzamento dei lavori per il primo reattore ha già superato il 70%.
Per la società nata da una costola del Massachussetts Institute of Technology di Boston, il 2026 è partito all’insegna dell’implementazione del piano industriale, ma anche del rafforzamento della governance.
Tra le novità di inizio anno c’è un nuovo ingresso nel board, dov’è entrato come consigliere indipendente Stephane Bancel, amministratore delegato di Moderna, una delle società farmaceutiche dei vaccini contro il Covid 19. Bancel, che è stato anche tra i primi a investire in Cfs, secondo Mungaard «porta competenze nella gestione di organizzazioni chiamate a scalare tecnologie complesse in tempi rapidi». La nomina segue quella, avvenuta nell’agosto 2025, di Chris Liddell, ex chief financial officer di Microsoft e General Motors ed ex funzionario della Casa Bianca, entrato nel cda a sua volta come indipendente.
La raccolta fondi, intanto, ha raggiunto quota 3 miliardi di dollari di capitali privati, in gran parte convogliati nello sviluppo di Sparc, l’impianto che dovrà dimostrare di poter ottenere energia netta dalla fusione, cioè di produrre più potenza di quanta ne sia necessaria per alimentarla. Il superamento di questa soglia — indicata in ambito scientifico come Q>1 — rappresenterebbe un passaggio chiave per validare fisica, ingegneria e tecnologia alla base della fase successiva del programma industriale.
Il passo seguente sarà Arc, l’impianto da 400 Megawatt che dal 2030 potrà immettere elettricità in rete da un sito già individuato nella contea di Chesterfield, in Virginia. Intanto arrivano segnali di avanzamento dal cantiere della fusione. Cfs ha completato e consegnato il primo magnete superconduttore ad alta temperatura destinato a Sparc, trasportato dallo stabilimento al sito dell’impianto nel campus di Devens, Massachusetts. Il componente — una struttura rivestita in acciaio da circa 24 tonnellate — è il primo dei 18 magneti toroidali necessari alla macchina e un passaggio chiave verso l’accensione del prototipo.
Secondo la società, il risultato riflette non solo la maturazione della tecnologia ma anche la capacità di costruire una filiera industriale dedicata: oltre al magnete, è stata realizzata una fabbrica progettata per produrne in serie. Un elemento ritenuto cruciale anche in prospettiva, qualora il modello dovesse essere replicato su scala più ampia.
Sparc appartiene alla famiglia dei tokamak, dispositivi che utilizzano campi magnetici estremamente intensi per confinare il plasma — una nube di particelle cariche riscaldata fino a circa 100 milioni di gradi Celsius — nelle condizioni necessarie alla fusione.
La macchina integra tre tipologie di magneti — toroidali, poloidali e solenoide centrale — e utilizza una configurazione definita Nint (non insulated, non twisted), che prevede nastri superconduttori disposti in una scanalatura a spirale all’interno di piastre di acciaio. Una singola unità è composta da sedici strati sovrapposti.
I partner che nel frattempo si sono aggiunti al progetto ne garantiranno l’infrastruttura digitale: Siemens per i software di progettazione e la gestione dei dati ingegneristici, Nvidia per l’ intelligenza artificiale che svilupperà un gemello digitale tridimensionale della macchina. Con Cfs c’è anche Google DeepMind per applicare strumenti di AI alla simulazione del plasma e alla configurazione dei parametri operativi — dal rifornimento di combustibile al riscaldamento a radiofrequenza. Sia Nvidia che Google figurano tra gli investitori del round Series B2 da 863 milioni di dollari chiuso nel 2025. (riproduzione riservata)