Nozze Equita-Xenon, il patrimonio gestito raddoppia a 2 miliardi.  Tutti i particolari dell’operazione
Nozze Equita-Xenon, il patrimonio gestito raddoppia a 2 miliardi. Tutti i particolari dell’operazione
Equita rileva il gruppo di private equity. Al termine dell’operazione, il patto parasociale, esteso ai soci del fondo, sarà primo azionista

di di Lucio Sironi 18/03/2026 23:45

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Nozze nel private equity italiano tra Equita Group e Xenon. La investment bank e il gestore di fondi alternativi di private equity hanno firmato un accordo vincolante che mira alla loro integrazione. Xenon Private Equity, oltre 30 anni di storia alle spalle, conta su un team di 25 professionisti e una piattaforma da 1 miliardo di asset in gestione. Gli accordi prevedono che Equita acquisti per intero Xenon Aifm e Xenon GP, più il 20% delle azioni B dei fondi Xenon in fase di investimento, aventi diritto al carried interest, e il diritto a sottoscrivere il 20% delle azioni B dei fondi che saranno raccolti in futuro, alle stesse condizioni del management.

Quanto vale l’operazione

Tra il 2027 e il 2030 e sulla base delle commissioni che matureranno sui fondi attivi e su quelli previsti in raccolta - e includendo la stima conservativa del carried interest di competenza - il contributo medio annuo di Xenon all'utile netto del gruppo Equita è atteso di oltre 7 milioni. L'operazione dovrebbe perfezionarsi nella seconda metà dell'anno e il corrispettivo, incluse le azioni di classe B, è pari a 70 milioni di euro, di cui fino a 35 milioni da corrispondere per cassa e il resto in azioni Equita di nuova emissione (soggette a vincoli di lock-up) derivanti da un aumento di capitale riservato, da coprire conferendo azioni Xenon. Il prezzo di emissione delle azioni Equita è stato concordato in 5,8253 euro cadauna, assegnate ai soci di Xenon, che però non avranno diritto a percepire dividendi a valere sull'utile 2025. Parte del corrispettivo in azioni, per un controvalore pari a 15 milioni, sarà depositato a garanzia in un conto dedicato e sarà soggetto a un meccanismo di claw-back qualora Xenon non raggiunga determinati obiettivi di fundraising nei prossimi anni. Le risorse che saranno raccolte tramite l'aumento di capitale riservato a Iccrea Banca, la cui esecuzione è prevista prima del closing dell'acquisizione di Xenon, saranno utilizzate per finanziare parte della componente cash dell'operazione.

Gli azionisti

Dopo i closing delle due operazioni annunciate il patto parasociale, inclusivo delle quote dei soci di Xenon, si confermerà primo azionista di Equita con oltre il 30% del capitale, mentre Iccrea Banca avrà il 13% circa, affiancandosi a diverse famiglie ed imprenditori vicini al gruppo dal 2022, che - insieme a Fenera Holding, azionista dalla quotazione - deterranno più del 14%.

Gli asset in gestione al raddoppio

La partnership tra Equita e Xenon presenta, secondo chi l’ha promossa, diversi punti di forza: la complementarità tra asset class e base investitori, le solide relazioni di Equita con investitori istituzionali domestici e i rapporti di Xenon in vari mercati europei e nordamericani. Da tutto questo ci si aspetta opportunità di cross selling nella raccolta di nuovi prodotti. In ogni caso gli asset in gestione del gruppo Equita raddoppieranno, da 1 a 2 miliardi, e le commissioni annuali di gestione triplicheranno già dal 2026, da 9 a più di 30 milioni. Aumenterà così il peso dei ricavi della divisione Alternative Asset Management, al 25% circa dei ricavi consolidati di gruppo derivanti da attività con i clienti, alzando la componente ricorrente dei ricavi del gruppo. Nel 2025 Xenon ha conseguito 20,7 milioni di ricavi da commissioni e un utile netto pari a 4,9 milioni (carried interest escluso), con una marginalità superiore al 23%.