Novo Nordisk torna a produrre in Italia il farmaco anti-obesità Wegovy. Ma congela investimenti per un miliardo
Novo Nordisk torna a produrre in Italia il farmaco anti-obesità Wegovy. Ma congela investimenti per un miliardo
A maggio 2026 la pharma danese potrebbe riattivare le linee della fabbrica tricolore ad Anagni. La Regione Lazio accelera: via libera entro giugno

di di Sara Bichicchi 31/03/2026 02:00

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A breve la fabbrica italiana di Novo Nordisk potrebbe tornare a produrre il farmaco anti-obesità Wegovy. La casa farmaceutica danese è proprietaria di un stabilimento ad Anagni, nel Lazio, entrato nel gruppo con l’acquisizione di Catalent per 16,5 miliardi di dollari nel 2024. Tuttavia, lo scorso autunno i dazi imposti dagli Stati Uniti ai prodotti esteri, insieme ad alcune questioni procedurali, hanno spinto il gruppo a rallentare fino a decidere un fermo produttivo. Negli stessi mesi anche il maxi investimento di 2,2 miliardi di euro in cinque anni, in ballo con la Regione Lazio, è stato messo in discussione. Ma ora qualcosa sembra muoversi.

La ripresa della produzione e il nodo degli investimenti

Nello specifico, pare che la produzione potrà riprendere a maggio. Lo avrebbe promesso l’azienda in un incontro con i vertici dello stabilimento ripreso da alcuni media locali nel fine settimana. Gli investimenti scenderebbero però a un miliardo di euro, la metà rispetto alle aspettative iniziali. Il secondo miliardo al momento risulta congelato. La Regione Lazio intanto ha accelerato le pratiche per dare il via libera all’ampliamento della fabbrica. A gennaio ha completato la conferenza istruttoria e l’iter dovrebbe concludersi entro fine giugno.

La sfida con Eli Lilly

Lo stand-by si inserisce in un contesto di crescente concorrenza e di revisione della strategia globale di Novo Nordisk. La rivale in ascesa è la società statunitense Eli Lilly, che in Italia produce i farmaci per obesità e diabete in provincia di Firenze contribuendo in modo decisivo al boom dell’export del capoluogo toscano: nel 2025 le esportazioni di farmaci prodotti a Firenze sono passate da 7,9 a 18,7 miliardi.

Secondo i risultati di uno studio diffuso a febbraio, il nuovo farmaco di Novo Nordisk, Cagrisema, sarebbe meno efficace dei trattamenti di Eli Lilly. A ciò si aggiunge un piano di ristrutturazione del gruppo danese che prevede il taglio di 9 mila dipendenti, circa l’11% del totale. Di qui i timori che la scure potesse abbattersi anche su Anagni. Il sito, sottolinea la segreteria territoriale Uiltec, resta «strategico» per la società e rappresenta uno degli investimenti europei più significativi di Novo Nordisk.

Novo Nordisk ed Eli Lilly in borsa

Le difficoltà di Novo Nordisk si riflettono sull’andamento del titolo in borsa. Le azioni della casa farmaceutica scambiano intorno a 230 corone danesi alla borsa di Copenaghen. Rispetto a un anno fa dunque il calo è di oltre il 50%. Eli Lilly al contrario, nonostante un rallentamento negli ultimi mesi (-18% da inizio anno), viaggia poco sotto 890 dollari per azione a Wall Street, con un rialzo di quasi l’8% in 12 mesi. (riproduzione riservata)