Novo Nordisk sceglie un manager italiano per la direzione finanziaria e migliora le prospettive per il 2026, grazie soprattutto alla crescita delle vendite della pillola dimagrante Wegovy.
Il gruppo farmaceutico danese ha nominato Luigi La Corte nuovo chief financial officer, al posto di Karsten Munk Knudsen, che lascerà l’incarico alla fine di dicembre dopo 27 anni nel gruppo.
La Corte arriva da Galderma, dove ricopre il ruolo di cfo dal maggio 2026, e in precedenza ha guidato la finanza di Recordati dal novembre 2019 al 2025. Nel 2022 era entrato anche nel consiglio di amministrazione della società farmaceutica italiana, dove mantiene tuttora l’incarico.
Nel suo percorso professionale figurano inoltre ruoli in GlaxoSmithKline, AstraZeneca e Alliance Unichem, oltre a esperienze in Pladis, Bain & Company, PepsiCo e Procter & Gamble. Laureato alla Luiss, vanta oltre 30 anni di esperienza internazionale nei settori healthcare e consumer.
La nomina arriva in una fase delicata per Novo, impegnata nella competizione con la statunitense Eli Lilly per conquistare quote nel mercato globale dei farmaci contro l’obesità. Il gruppo ha intanto rivisto al rialzo le stime per l’intero esercizio, sostenuto dalla risposta commerciale della versione orale di Wegovy, lanciata negli Stati Uniti a gennaio.
Per il 2026 prevede ora una variazione delle vendite e dell’utile operativo rettificati compresa tra una crescita del 2% e una contrazione del 2% a cambi costanti. La precedente guidance indicava un intervallo tra una crescita nulla e un calo del 6%. Si tratta di un miglioramento significativo delle prospettive, anche se il gruppo resta esposto alla pressione competitiva e alle incertezze sull’evoluzione del mercato.
Nel terzo trimestre la pillola Wegovy ha generato vendite per 5,39 miliardi di corone danesi, pari a circa 810 milioni di dollari, in aumento del 53% rispetto al trimestre precedente e sopra le attese degli analisti, che si fermavano a 4,62 miliardi. Il prodotto rappresenta ancora una quota limitata del fatturato, ma è considerato centrale per il rilancio della crescita di Novo dopo due anni difficili. Le vendite rettificate del gruppo hanno raggiunto 79,2 miliardi di corone, superando le previsioni, mentre l’utile operativo rettificato si è attestato a 31,72 miliardi, in aumento del 27% a cambi costanti.
La revisione della guidance riflette il maggiore contributo atteso dai farmaci a base di GLP-1, ma non cancella le incognite sulla tenuta della crescita. Secondo gli analisti di Citi, le prescrizioni della pillola avrebbero mostrato segnali di stabilizzazione. Inoltre, gli investitori guardano con attenzione alla prossima generazione di trattamenti, a partire da CagriSema, il farmaco iniettabile che negli studi clinici non ha raggiunto i livelli di perdita di peso attesi dal mercato.
La concorrenza di Eli Lilly resta quindi uno dei principali fattori di pressione. La società americana ha alzato le proprie previsioni la settimana scorsa, sostenuta dalla forte domanda dei medicinali. Da inizio anno le azioni Novo Nordisk hanno perso circa il 17%, mentre quelle di Lilly hanno guadagnato il 31%. (riproduzione riservata)