La Norvegia si prepara a rivedere le regole etiche del suo fondo sovrano da 2.300 miliardi di dollari gestito da Norges Bank Investment Management (Nbim) sulla base delle conclusioni di una commissione nominata dal governo, a un anno dalla sospensione dei disinvestimenti dopo le pressioni degli Stati Uniti.
Il fondo sovrano dovrebbe avere ora la possibilità di acquistare società che producono armi nucleari per i Paesi alleati, raccomanda la commissione, aprendo la strada a partecipazioni in alcuni dei maggiori gruppi della difesa a livello mondiale. Il governo di Oslo intende presentare in primavera al Parlamento un piano che comprenderà queste e altre possibili modifiche al quadro etico che disciplina gli investimenti del fondo.
L’eccezione si applicherebbe alle società con sede nei Paesi dotati di armi nucleari alleati della Norvegia, membro fondatore della Nato. Il ministro delle Finanze Jens Stoltenberg, già segretario generale dell’Alleanza atlantica, ha dichiarato giovedì a Oslo che la proposta riflette la crescente importanza della deterrenza nucleare della Nato in un contesto di maggiori tensioni geopolitiche.
L’amministrazione Trump aveva contestato la decisione del fondo di disinvestire da Caterpillar, a causa dell’utilizzo delle ruspe dell’azienda americana a Gaza e in Cisgiordania, territorio palestinese occupato. Poche settimane dopo, il Parlamento norvegese aveva votato a favore della sospensione dei disinvestimenti motivati da ragioni etiche da parte del più grande fondo sovrano al mondo, in attesa dei risultati di una revisione.
Il governo ha negato che la decisione fosse dettata dai timori per le possibili conseguenze di un deterioramento dei rapporti con Washington, dove è investito oltre il 50% degli asset del fondo.
Prima della sospensione, il Consiglio etico, organismo indipendente incaricato di vigilare sul rispetto dei principi etici negli investimenti, formulava raccomandazioni di disinvestimento e le trasmetteva al consiglio direttivo della banca centrale, cui spettava la decisione finale. Il board seguiva generalmente le indicazioni del Consiglio.
Dopo la sospensione, tutte le raccomandazioni sono state invece inviate a Norges Bank Investment Management, la società che gestisce il fondo, e nel periodo non è stato effettuato alcun disinvestimento. Il ministro delle Finanze Jens Stoltenberg ha definito la tutela del fondo, che finanzia un quarto della spesa pubblica norvegese, «una delle cose più importanti che facciamo in Norvegia».
«Il mondo sta cambiando e le catene del valore sono sempre più integrate. È difficile distinguere tra prodotti civili e militari», ha dichiarato a Reuters mercoledì 15.
Stoltenberg ha inoltre richiamato l’attenzione sulla concentrazione del valore del fondo in un numero limitato di società, soprattutto grandi gruppi tecnologici statunitensi come Nvidia, Apple e Amazon. Dieci aziende rappresentano ormai oltre il 20% del valore del portafoglio azionario. «Questo tipo di concentrazione fa sì che le singole decisioni possano avere conseguenze molto più rilevanti rispetto al passato», ha spiegato Stoltenberg, ex segretario generale della Nato, aggiungendo che la sua priorità è mantenere il fondo ampiamente diversificato. «Non dovremmo fare nulla che possa compromettere questo obiettivo. Allo stesso tempo, dobbiamo disporre di un quadro etico solido», ha sottolineato al Parlamento norvegese. Le proposte della commissione costituiranno la base per le decisioni del governo, che saranno inserite nel rapporto annuale sul fondo sovrano, atteso nella primavera del 2027.
Una modifica riguarda il divieto di investire nelle aziende che producono armi nucleari o componenti essenziali per il loro funzionamento, una regola che di fatto esclude dal portafoglio alcuni dei maggiori gruppi mondiali della difesa. Stoltenberg ha chiesto alla commissione di valutare se considerare anche il ruolo delle armi nucleari come strumento di deterrenza.
Se la commissione proponesse di eliminare il divieto, il fondo potrebbe investire nei principali gruppi del settore. Nell’attuale lista di esclusione figurano Lockheed Martin, Boeing, Airbus, BAE Systems, Safran, Thales, BWX Technologies, Northrop Grumman, Fluor, General Dynamics, Huntington Ingalls Industries, Jacobs Solutions, L3Harris Technologies e L&T.
Organizzazioni quali la Croce Rossa norvegese sostengono che una simile modifica legittimerebbe gli investimenti nelle armi di distruzione di massa. «Le ingenti somme investite dalla Norvegia contribuiscono a definire standard a livello globale», ha dichiarato la Croce Rossa nella memoria presentata alla commissione.
Stoltenberg aveva già detto che la trasparenza con cui il fondo pubblica le motivazioni dei disinvestimenti pone alcuni dilemmi. Quando il fondo vende tutte le proprie partecipazioni in una società, il Consiglio etico pubblica integralmente la propria raccomandazione, comprese le motivazioni elaborate sulla base di indagini che possono durare mesi o anni. Questi documenti rappresentano una fonte d’informazione preziosa per l’opinione pubblica e per gli altri investitori.
L’ipotesi che le raccomandazioni possano non essere più rese pubbliche ha suscitato preoccupazione tra le organizzazioni della società civile, secondo cui la divulgazione costituisce una fonte d’informazione fondamentale sia per i cittadini sia per gli operatori finanziari. Alcuni attivisti temono inoltre che il Consiglio etico possa essere del tutto abolito. (riproduzione riservata)