Il destino del rinnovo dei vertici della Consob e dell’Antitrust è davvero interconnesso come aveva ribadito più volte il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e aveva anticipato a MF-Milano Finanza, Il sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Durigon.
Dopo mesi di discussioni, veti e rinvii, è attesa nel cdm di oggi - 14 luglio - pomeriggio una doppia fumata bianca. Alla presidenza della Consob dovrebbe essere chiamato Guido Stazi e a quella dell’Antitrust, stando a quanto risulta a milanofinanza.it, Saverio Valentino.
La nomina del successore di Paolo Savona, il cui mandato è scaduto 4 mesi fa (l’8 marzo), arriva il giorno dopo la relazione annuale della Consob, sotto l’egida della presidenza vicaria Chiara Mosca.
Stazi, nato a Roma nel 1957, è segretario generale dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato dall'8 marzo 2022, come si legge nel suo profilo sul sito dell'Agcm, in cui si ricorda che nella stessa authority in precedenza è stato responsabile del Comitato valutazioni economiche. L'economista, inoltre, è stato capo di gabinetto dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (2005-2012) e segretario generale della Consob (2013- 2017). Dopo la laurea in giurisprudenza all'Università degli Studi di Roma La Sapienza, si ricorda sempre nel profilo, è stato assistente di Politica economica presso la facoltà di Giurisprudenza della Sapienza e di Scienza delle finanze alla Luiss di Roma. Stazi ha, inoltre, insegnato Economia e politica della concorrenza nella facoltà di Scienze economiche e bancarie dell'Università di Siena, ed è stato editorialista del quotidiano MF-Milano Finanza e autore di scritti e volumi in materia di antitrust, regolazione, economia digitale.
L’iter di scelta di Stazi prevede diversi passaggi. Il presidente del Consiglio propone un nome che deve essere deliberato dal cdm. A quel punto la palla passa al Parlamento, dove ottenere il parere delle commissioni competenti, ossia la Finanze di Camera e Senato. La decisione ufficiale avviene con un decreto del presidente della Repubblica.
Dopo la scadenza del mandato di Roberto Rustichelli lo scorso 4 maggio e la reggenza di Elisabetta Iossa, dovrebbe essere presto nominato presidente dell’Autorità per la concorrenza e il mercato l’avvocato Saverio Valentino, componente dell’Agcm dal 2023.
Iscritto all’ordine degli avvocati di Roma dal 1999 e di New York dal 2001, si legge sulla pagina a lui dedicato dell’Antitrust, Valentino si è prevalentemente occupato di diritto della concorrenza italiano ed europeo, patrocinando dinanzi alle corti dell’Unione europea, a quelle amministrative e civili italiane, nonché alla Commissione europea, all’Autorità garante e ad altre autorità di concorrenza in diversi Paesi del mondo.
Laureato con lode in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza nel 1995, ha collaborato per un periodo di sei mesi con la Direzione Generale I della Commissione europea, nell’unità che si occupava di politiche commerciali multilaterali e di questioni legate all’Organizzazione mondiale del commercio e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Partecipa regolarmente in qualità di relatore a convegni ed è autore di varie pubblicazioni giuridiche.
La promozione di Valentino a presidente, voluta da FI e sostenuta da Fratelli d’Italia, implicherebbe però la nomina di un altro consigliere. Solo così, infatti, l’Agcm manterrebbe l’assetto a tre consiglieri.
La nomina del numero uno dell’Authority (con maggiore anzianità, 36 anni, dopo la Consob) è decisa d’intesa tra i presidenti di Camera e Senato, ma l’indicazione, seppure informale, arriverà proprio da Palazzo Chigi a valle dell’intesa raggiunta all’interno della maggioranza. Ecco il legame con la Consob.
Non si chiude certo così il rebus nomine per il governo Meloni. Basti pensare che dal 17 gennaio è vacante una sedia nel collegio del Garante della Privacy, dopo le dimissioni di Guido Scorza, alla luce dell’inchiesta della Procura di Roma sulla gestione delle spese dell’ente.
Ancora più lunga è lo stallo sulla Rai, che da quasi due anni è senza presidente. La poltrona sarebbe destinata a Simona Agnes (indicata dal cda), figlia di quel Biagio Agnes direttore generale della tv di Stato all’epoca del conflitto con Silvio Berlusconi, che adesso è sostenuta da Tajani e Forza Italia. La nomina è tuttavia rimasta impantanata in commissione di Vigilanza sulla Rai (che deve approvare il nome con due terzi dei voti, comprendendo anche l’opposizione), tanto da causare le dimissioni di massa di tutti i suoi componenti.
A settembre saranno in ballo anche i vertici dell'Autorità Anticorruzione, sotto la presidenza di Giuseppe Busia, nominato all'epoca del Conte-2. Qui la nomina segue regole diverse. La designazione spetta al governo, su proposta del ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e con il parere delle commissioni parlamentari.
Presto da trovare un sostituto per l’Enac, il garante pubblico della sicurezza nei cieli. Pierluigi Di Palma ha chiuso il mandato il primo luglio 2026 ma resterà in carica – potendo adottare solo «atti di ordinaria amministrazione» o, al massimo, «atti urgenti e indifferibili» – fino al 15 agosto. (riproduzione riservata)