Nomine, in scadenza i vertici di 155 partecipate pubbliche che capitalizzano oltre 282,6 miliardi. Ecco quali
Nomine, in scadenza i vertici di 155 partecipate pubbliche che capitalizzano oltre 282,6 miliardi. Ecco quali
Nei prossimi mesi scadranno 842 incarichi negli organi sociali delle partecipate statali, secondo il centro studi CoMar. Tra consigli di amministrazione e collegi sindacali, il ministero dell’Economia si prepara a un massiccio turnover

di Silvia Valente 07/04/2026 14:24

Ftse Mib
45.503,77 16.51.59

-0,27%

Dax 30
22.961,39 16.51.51

-0,89%

Dow Jones
46.399,75 16.56.50

-0,58%

Nasdaq
21.709,09 16.52.00

-1,31%

Euro/Dollaro
1,1578 16.36.38

+0,29%

Spread
90,16 17.06.43

+3,16

Nel corso del 2026 scadono i vertici di 155 società partecipate dal ministero dell’Economia, la cui capitalizzazione in borsa (al 2 aprile) era superiore ai 282,6 miliardi di euro. Lo ha calcolato il centro studi CoMar, presieduto da Massimo Rossi, nel recente report sulle partecipate statali, anticipato da MF-Milano Finanza lo scorso 1 aprile.

Da sottolineare inoltre che, stando agli ultimi bilanci, i ricavi delle società coinvolte nei rinnovi nel 2026 valgono 206 miliardi, gli utili 16,5 miliardi e i loro dipendenti complessivi sono 288.120.

Sono in scadenza nei prossimi mesi 842 persone negli organi sociali delle partecipate statali, di cui 516 siedono in 118 consigli di amministrazione e 326 in 96 collegi sindacali. Più in dettaglio 158 siedono in 21 società controllate direttamente dal Mef (118 consiglieri e 40 sindaci), mentre 684 sono in 134 controllate indirette (398 consiglieri e 286 sindaci), attraverso le sue diverse capogruppo.

Tra le 155 società in scadenza nel 2026, ci sono le big quotate (Banca Mps, Enav, Enel, Eni, Leonardo, Poste Italiane, Terna), oltre ad Amco, Consap, Equitalia Giustizia, Infratel, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, PagoPa, Rete autostrade mediterranee spa, Rfi, Trenitalia, Sogesid, Sogin, Sport e Salute, Stretto di Messina, Sviluppo lavoro Italia, Techno Sky, Valvitalia,

L’equilibrio di genere

Il rapporto di CoMar sottolinea, inoltre, l’importanza di mantenere l’equilibrio di genere nel risiko delle nomine: sugli 842 componenti degli organi sociali uscenti in questi mesi, le donne sono 322, pari al 38,2% del totale. Le donne sono maggiormente presenti nelle società controllate direttamente dal Mef (51 donne amministratrici su 118 amministratori totali, equivalenti al 43,2%) rispetto alle indirette (163 amministratrici su 398 amministratori totali, ovvero il 41,1%). Ancora più bassa la percentuale nei collegi sindacali in scadenza: le donne sono 108 su 326 e, quindi, il 33,1%. (riproduzione riservata)