Asia in rosso giovedì 5 novembre, all’indomani dei festeggiamenti post midterm, con la vittoria secca dei dem al Congresso Usa e la sconfitta del presidente Donald Trump. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei perde l’1,8%, il Kospi il 6%, Shanghai è sotto la parità mentre Hong Kong balza del 3,4% grazie all’intervento di Pechino. E’ rally dei T bond: il rendimento del Teeasury decennale scende dal 4,87% al 4,84% mentre i futures su Wall Street sono in rosso per l’1,15%. Il petrolio, intanto, cala ancora: il Wti a 87, il Brent a 94 dollari il barile.
L’indice Nikkei 225 scende sotto quota 62.000 punti mentre i titoli tecnologici restano sotto pressione per i crescenti timori legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Gli investitori sono diventati più cauti di fronte alla possibilità di una stretta normativa sugli investimenti nei data center, dopo la vittoria dei democratici nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Tra i maggiori ribassi figurano Kioxia Holdings (-6%), Advantest (-9,2%) e Ibiden (-12,9%).
Gli acquisti si sono invece concentrati su altri settori, in particolare beni di consumo e finanziari, sostenendo Fast Retailing (+6%), Toyota Motor (+5,8%) e Mitsubishi UFJ (+3,2%). L’esito elettorale ha inoltre innescato una brusca flessione dei prezzi del petrolio, sulle attese di una possibile soluzione al conflitto in Medio Oriente. Infine, i verbali della riunione di settembre della Bank of Japan hanno rafforzato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi d’interesse.
L’indice Hang Seng prolung i rialzi per la seconda seduta consecutiva. Il benchmark ha raggiunto il livello più alto delle ultime cinque settimane, registrando il maggiore progresso giornaliero da maggio 2025. A sostenere il listino è il miglioramento della propensione al rischio sui mercati globali dopo le vittorie dei democratici nelle elezioni di metà mandato Usa, che hanno alimentato le speranze di una ripresa degli sforzi per porre fine al conflitto in Medio Oriente. Il Brent è crollato di oltre l’8% attenuando i timori sull’inflazione. A favorire gli acquisti hanno contribuito anche il calo dei rendimenti dei Treasury americani e l’indebolimento del dollaro, oltre al forte rimbalzo di Wall Street: mercoledì l’S&P 500 ha guadagnato l’1,6%, mettendo a segno il maggiore rialzo giornaliero degli ultimi tre mesi, mentre il Dow ha corso per l’1,8%, il miglior guadagno degli ultimi 18 mesi.
Sul fronte interno, il sentiment ha beneficiato delle misure di Pechino a sostegno del mercato: i fondi statali hanno investito circa 11,5 miliardi di dollari in nove Etf, mentre le richieste di finanziamenti per il buyback di azioni, sostenuti dalla People’s Bank of China, hanno superato i 200 miliardi di yuan (circa 30 miliardi di dollari). Tra i maggiori rialzi Tencent (+4,9%), Xiaomi (+4%), Meituan (+5,6%) e Alibaba (+2,6%). (riproduzione riservata)