Il Nikkei 225 balza dell’1% mercoledì 18 febbraio superando quota 57.000, mentre il Topix guadagna l’1% a 3.800 punti, recuperando le perdite di inizio settimana dopo che il Giappone ha registrato una forte crescita delle esportazioni. Intanto le borse cinesi restano chiuse per le festività del Capodanno Lunare.
Le esportazioni sono aumentate del 16,8% su base annua a gennaio, segnando l’espansione più rapida degli ultimi quattro anni grazie alle spedizioni verso Asia ed Europa occidentale. Le esportazioni verso la Cina, principale partner commerciale del Giappone, sono balzate del 32%, in ripresa rispetto al modesto +5,6% di dicembre, penalizzato dalle tensioni diplomatiche.
Intanto, il Giappone ha annunciato un piano di investimenti da 36 miliardi di dollari in progetti statunitensi nel settore petrolio, gas e minerali critici, nell’ambito dell’impegno da 550 miliardi di dollari previsto da un accordo commerciale con il presidente Usa, Donald Trump. A guidare il rally sono stati i titoli finanziari, con Mitsubishi Financial Group, Mizuho Financial e Sumitomo Financial Group in rialzo tra il 2,1% e il 3,2%. In progresso anche alcuni titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale, tra cui Tokyo Electron (+3%), Fujikura Ltd. (+3,2%) e Lasertec Corp. (+1,7%). Nel frattempo, i futures sul Nasdaq scambiano in territorio positivo (+0,25%).
Le esportazioni giapponesi sono aumentate del 16,8% su base annua a gennaio 2026, in accelerazione rispetto al +5,1% di dicembre, segnando la crescita più rapida da novembre 2022, sostenute dalla forte domanda proveniente dalla Cina e da altri mercati asiatici in vista del Capodanno lunare. Al contrario, le importazioni sono scese inaspettatamente del 2,5%, riducendo il deficit commerciale.
La Reserve Bank of New Zealand ha mantenuto il tasso ufficiale invariato al 2,25% nella riunione di febbraio, in linea con le attese, mantenendo il costo del denaro ai minimi dal 2022.
La banca centrale ha segnalato che la politica monetaria resterà accomodante ancora per un certo periodo, con i precedenti tagli dei tassi che continuano a sostenere la ripresa economica e ad assorbire gradualmente la capacità inutilizzata. Anche se l’inflazione viaggia poco sopra l’intervallo obiettivo dell’1–3%, le pressioni di fondo su prezzi e salari si stanno attenuando e l’inflazione dovrebbe tornare verso il punto medio del 2% nel corso del prossimo anno.
Il momentum economico è migliorato, con il pil in espansione negli ultimi trimestri grazie a prezzi delle esportazioni più solide, investimenti residenziali e aziendali più forti e un miglioramento della fiducia delle imprese, anche se la spesa delle famiglie e le condizioni del mercato del lavoro restano deboli. Il board ha definito i rischi per le prospettive «nel complesso bilanciati» e ha ribadito che le future mosse di politica monetaria saranno guidate dai dati economici e dall’andamento dell’inflazione. (riproduzione riservata)