Nikkei da record, petrolio in calo e yen ai minimi da 40 anni mentre Usa e Iran trattano su Hormuz
Nikkei da record, petrolio in calo e yen ai minimi da 40 anni mentre Usa e Iran trattano su Hormuz
L’Asia apre la settimana ad andamento misto, sullo sfondo il summit in Svizzera di Usa e Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. In calo il petrolio, mentre la Cina tiene i tassi ai minimi storici

di Elena Dal Maso 22/06/2026 07:35

Ftse Mib
52.848,93 8.30.11

+0,31%

Dax 30
24.985,82 23.30.18

-0,16%

Dow Jones
51.564,70 8.29.30

+0,14%

Nasdaq
26.507,05 7.25.15

+1,91%

Euro/Dollaro
1,1455 8.44.37

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Spread
70,57 9.14.39

-0,46

L’Asia apre la settimana con un nuovo record del Nikkei, lunedì 22 giugno, parallelo al calo storico dello yen (+1,85% alle ore 7:30 italiane), mentre l’Hang Seng cede l’1% e Shanghai sale dello 0,23%. I futures sul Nasdaq viaggiano in calo dello 0,3% durante i colloqui di pace fra Usa e Iran in corso in Svizzera.

Iran: importanti progressi con gli Usa

Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che sono stati compiuti «importanti progressi» dopo una giornata di colloqui con gli Stati Uniti finalizzati a trasformare il fragile accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz in un’intesa permanente che ponga fine alla guerra tra i due Paesi.

I negoziati, che si sono svolti in una località montana svizzera, si sono concentrati sul conflitto tra Israele e Hezbollah in Libano che minaccia di compromettere gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran, dopo che le due parti avevano firmato un memorandum d’intesa all’inizio di questo mese.

I prezzi del petrolio riprendono la discesa

I prezzi del petrolio sono tornati a scendere dopo le notizie secondo cui Stati Uniti e Iran avrebbero concordato una tabella di marcia finalizzata a raggiungere un accordo di pace definitivo entro 60 giorni. Le quotazioni avevano iniziato la seduta in rialzo dopo che entrambe le parti si erano scambiate minacce riguardo alle ostilità in Libano, mentre i negoziati erano ancora in corso. Il greggio Wti cede il 2,6% a 75,3 dollari il barile, il Brent il 2% a 79 dollari.

Nikkei a nuovi massimi 

L’indice Nikkei 225 è balzato dell’1,85% superando quota 72.565 punti, lunedì toccando nuovi massimi storici, sostenuto dalle società giapponesi legate al boom delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, che hanno continuato a trainare il mercato.

Gli investitori, nel frattempo, sono in attesa degli ultimi dati Pmi del Giappone per ottenere indicazioni sullo stato dell’economia, oltre al Sommario delle Opinioni della Banca del Giappone relativo alla riunione di giugno, durante la quale i responsabili della politica monetaria hanno aumentato i tassi d’interesse di 25 punti base, portandoli all’1%.

La Cina mantiene i tassi (Lpr) ai minimi storici per il tredicesimo mese consecutivo

La Banca Popolare Cinese ha mantenuto invariati a giugno 2026 i principali tassi di riferimento per i prestiti, tenendoli ai minimi storici per il tredicesimo mese consecutivo, come previsto. La decisione riflette la cautela rispetto alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente, nonostante la crescita abbia recentemente mostrato segnali di rallentamento in un contesto di dati economici contrastanti.

Il Loan Prime Rate (Lpr) a un anno, riferimento per la maggior parte dei prestiti a imprese e famiglie, è rimasto al 3,0%, mentre l’Lpr a cinque anni, utilizzato come riferimento per i mutui immobiliari, è stato mantenuto al 3,5%. Le pressioni sui prezzi al consumo e alla produzione sono proseguite a causa dell’aumento dei costi energetici e delle interruzioni delle catene di approvvigionamento legate al conflitto in Medio Oriente. A maggio le vendite al dettaglio sono scese inaspettatamente per la prima volta da dicembre 2022, mentre nello stesso mese la crescita della produzione industriale ha accelerato. I prezzi delle abitazioni hanno continuato a scendere a maggio, evidenziando la persistente debolezza del settore immobiliare.

Lo yen scivola verso i minimi degli ultimi 40 anni

Lunedì lo yen giapponese si è indebolito fino a circa 161,5 per dollaro, mantenendosi vicino ai livelli più bassi dal 1986, mentre i ripetuti interventi verbali delle autorità di Tokyo non sono riusciti a fermare il deprezzamento della valuta. Il ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha dichiarato che le autorità sono pronte ad adottare in qualsiasi momento misure appropriate contro movimenti eccessivi del mercato valutario, ribadendo precedenti avvertimenti.

Lo yen ha ormai annullato tutti i guadagni registrati il 30 aprile, quando le autorità erano intervenute sul mercato con un’operazione di sostegno alla valuta di dimensioni record. L’ultimo calo si è verificato nonostante il processo di normalizzazione della politica monetaria della Banca del Giappone, che la scorsa settimana ha aumentato i tassi d’interesse di 25 punti base portandoli all’1%. La valuta è rimasta inoltre sotto pressione a causa dell’intensa attività di carry trade, con gli investitori che continuano a privilegiare posizioni corte sullo yen in presenza di un differenziale dei tassi d’interesse ancora ampio tra Giappone e Stati Uniti. (riproduzione riservata)