Questa mattina il titolo Nexi (+6,3%), azienda di pagamenti digitali quotata sul Ftse Mib, ha superato la resistenza a 3,6 euro e si è spinta oltre i 3,83 euro. Il quadro tecnico è migliorato e, dopo una fisiologica fase di consolidamento, il rialzo potrebbe proseguire con un primo obiettivo in area 3,87-3,9 euro.
Il sentiment di mercato ha ricevuto uno spinta positiva grazie al via libera del Parlamento europeo sull’euro digitale. Questo voto cruciale apre ufficialmente la strada ai negoziati tra le istituzioni dell’Unione Europea e Nexi ricopre un ruolo di primo piano, essendo stata scelta dalla Bce per collaborare allo sviluppo tecnologico dell’opera.
Come riportato da Bloomberg il volume di scambi giornalieri è di 13,2 milioni di azioni, mentre oggi è salito a quota 16,4 milioni. Sintomo che, secondo alcuni osservatori, potrebbe indicare che qualche investitore importante si sta muovendo direttamente sul mercato.
Risale a inizio giugno la salita nel capitale di Nexi da parte di Cassa Depositi e Prestiti al 27,6%. In quell’occasione l’ad di Cdp Dario Scannapieco aveva precisato che l’operazione non era finalizzata a una fusione con la francese Worldline.
Intanto Banca Akros ha confermato il rating neutrale e mantenuto un prezzo obiettivo di 3 euro in attesa della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, fissata per il 29 luglio. Anche Equita ha confermato il giudizio hold con target price di 3,1 euro.
Secondo le stime, il secondo trimestre continuerà a risentire della perdita di alcuni contratti bancari. I ricavi sono attesi sostanzialmente stabili su base annua, a 905,5 milioni di euro, mentre la divisione Merchant Solutions dovrebbe registrare un calo dello 0,5% a circa 519 milioni, a causa delle dinamiche contrattuali negative già emerse nel primo trimestre 2026.
Come anticipato dal management, la perdita di un importante cliente italiano dovrebbe iniziare a pesare anche sulla divisione Issuing Solutions, i cui ricavi sono previsti sostanzialmente invariati a 290 milioni di euro (+0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).
I costi operativi totali sono stimati a 441,1 milioni di euro, in aumento del 4,3% su base annua. L’ebitda è atteso a 464,4 milioni di euro, con una conseguente contrazione del margine di circa 200 punti base rispetto all’anno precedente.
Gli analisti prevedono ricavi per 917 milioni (+1%), sostenuti dalla divisione Issuing Solutions, che compensa la debolezza del Merchant Acquiring. L’ebitda adjusted è atteso a 477 milioni (-1%), mentre il free cash flow del semestre dovrebbe essere pari a 352 milioni e la posizione finanziaria netta a 5,1 miliardi.
Secondo Equita il management confermerà la guidance 2026 che segna ricavi in aumento del 2%, ebitda adjusted stabile e free cash flow di circa 750 milioni.