Titolo Nexi tra i peggiori del Ftse Mib mercoledì 20. L’azione scende contro corrente rispetto al mercato e chiude a -2,21% a quota 3,42 euro dopo che Exoduspoint ha aumentato la posizione short sulla paytech italiana del 12,73% fino a 7,27 milioni di azioni, pari allo 0,62% del capitale. Viceversa Two Sigma Investments ha ridotto la sua posizione corta del 7,53%, portandola a 15,8 milioni di azioni, pari all’1,35%.
Almeno cinque investitori hanno dichiarato posizioni short su Nexi: rappresentano 53,1 milioni di azioni, pari al 4,53% delle azioni in circolazione. E questo nonostante Nexi abbia riportato un primo trimestre del 2026 solido, «anche se più guidato degli investimenti operativi (che non sono ancora aumentati, ndr) che da una sovraperformance reale dei fondamentali sottostanti», commenta Jefferies in un report del 20 maggio. Proprio il mancato avvio degli investimenti operativi ha portato a un ebitda nel primo trimestre superiore del 4% alle attese a 396,5 milioni (+3% anno su anno).
Con revisioni limitate alle stime sugli utili e con lo stacco della cedola questa settimana (18 maggio): 30 centesimi per azione, pari a un rendimento dell’8%, «riteniamo che il titolo rimarrà in un range laterale fino a quando i venti contrari sui ricavi, 821 milioni +1% nel primo trimestre, non saranno completamente assorbiti e non si riuscirà a raggiungere una crescita sostenibile a media singola cifra», precisa Jefferies.
D’altra parte, mentre la divisione Issuing Solutions ha registrato nei primi tre mesi dell’anno meno venti contrari, il segmento Issuing Solutions deve affrontare il rinnovo e l’uscita di contratti bancari iniziati solo nel secondo trimestre, il che significa che il primo ha mostrato una performance migliore del previsto, continua Jefferies.
Quanto alla divisione Merchant Solutions, ha sottoperformato con una crescita sottostante di solo il 3%. Al contempo, l’Italia è rimasta debole con crescita piatta, anche se 200 punti base migliore rispetto al +2% del quarto trimestre del 2025.
In attesa dei risultati del primo semestre del 2026 il prossimo 29 luglio, Jefferies per il 2026 stima con maggior cautela una crescita organica piatta a 3,62 miliardi, l’1% sotto il consenso Visible Alpha e inferiore alla guidance della società di un +2%. L’ebitda e il margine dovrebbero raggiungere, rispettivamente, 1,896 miliardi (da 1,42 miliardi del 2025) e il 52,3% (da 46,7%), in linea con la guidance e con il consenso.
Con il titolo Nexi che tratta a 6x il p/e a 12 mesi rispetto alla media degli ultimi 4 anni di 10x, mentre sul multiplo ev/ebitda a 12 mesi tratta a 6x contro una media storica di 9x, Jefferies ha ribadito il rating hold e il prezzo obiettivo a 3,40 euro, in linea con la quotazione attuale.
Ma nello scenario migliore, che prevede maggior numero di contratti di outsourcing per la divisione Issuing Solutions, riconquista quote di mercato in Italia, espansione dei margini superiore a 10 punti percentuali, tasso medio annuo di crescita implicito dei ricavi 2025-2030 del 4% e margine medio implicito dell’ebitda adjusted 2026-2030 al 52%, il titolo può arrivare a valere 5 euro.
Il consenso Bloomberg vede prevale i rating hold (14) sull’azione contro 3 buy e 2 sell con un prezzo obiettivo medio a 3,85 euro che comunque offre un potenziale upside dell’11,9% rispetto alla quotazione attuale. (riproduzione riservata)