Nexi, cambio al vertice. Bernardo Mingrone nuovo ceo al posto di Paolo Bertoluzzo
Nexi, cambio al vertice. Bernardo Mingrone nuovo ceo al posto di Paolo Bertoluzzo
Lascia lo storico manager da 10 anni alla guida del gruppo dei pagamenti partecipato da Cdp. Paga il trend negativo in borsa che nemmeno il nuovo piano industriale di inizio marzo è riuscito a interrompere

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 25/03/2026 22:15

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Cambio al vertice di Nexi, il gruppo di pagamenti partecipato da Cdp al 19,1%: il deputy general manager Bernardo Mingrone succede a Paolo Bertoluzzo, che ha guidato la società dal 2016 traghettandola dall’acquisizione da parte dei fondi di private equity alla quotazione fino alle operazioni straordinarie con Sia e con la danese Nets creando la prima paytech europa. Mingrone – che è anche ceo di Nexi Payments e che i rumors volevano in arrivo a Tinexta – sarà direttore generale e amministratore delegato del gruppo.

La decisione del cda è stata annunciata nella serata di mercoledì 25. Il presidente Marcello Sala ha dichiarato: «Mingrone è la persona più idonea a guidare Nexi nella sua nuova fase di sviluppo. Conosce profondamente il gruppo e porta con sé una comprovata capacità di esecuzione in contesti complessi ed in evoluzione».

La transizione e il delicato rilancio

L’avvicendamento cade in una fase delicata per Nexi. A Piazza Affari la paytech è lontana non soltanto dai 19,4 euro di luglio 2021 all'indomani del closing con Nets, ma anche dai circa 7 euro del capital markets day del 2022. E il recente incontro di Bertoluzzo con la comunità finanziaria per illustrare il piano industriale al 2028 si è chiuso con un tonfo in borsa di oltre il 16% a 2,82 euro, nuovo minimo storico.

Solo nell’ultimo anno il titolo ha perso il 40%, mentre da inizio 2026 il ribasso è stato del 26%. L’avvicendamento al vertice sarebbe stato deciso a Cdp d’intesa con l’altro azionista H&F (22,23%) in tempi rapidi ma senza nessuna accelerazione dettata dall’onda emotiva. C’è da dire che già in occasione dell’ultimo rinnovo lo scorso anno i fondi volevano un cambio nel ruolo di ceo, mentre in Cassa che è progressivamente cresciuta nel capitale avevano spinto per una riconferma di Bertoluzzo per un altro mandato.
 

Il gruppo di via Goito, dove in prospettiva si cerca di blindare l’asset strategico non solo per il Paese ma per tutto il Vecchio Continente, ha una visione di lungo periodo e ha giudicato positivamente il piano del ceo, ma evidentemente il mercato – che in un primo momento ha accusato il mancato buyback nel 2026 – ha perso anche fiducia nel manager. L’obiettivo è non solo quello di uscire dalla fase di appannamento, ma di farlo in tempi rapidi puntando su un nuovo capoazienda che conosce bene la società e il settore di riferimento. 

Mingrone è infatti in Nexi dal 2016 ed è stato cfo fino al 2023 per poi diventare deputy general manager. Il dirigente, ex banchiere, ha lavorato in grandi istituzioni finanziarie, da Unicredit (di cui è stato cfo dal 2015 al 2016) a Mps (di cui è stato vice dg dal 2012 al 2015) fino ad Amundi.  La sfida non è semplice. Secondo alcuni analisti non è chiaro come evolverà il settore in un mercato europeo dominato dalla concorrenza non soltanto dei diretti competitor come Worldline, Adyen e Stripe ma anche di operatori nuovi come Revolut.

Il neo ceo ha dichiarato: «Desidero ringraziare il cda e gli azionisti per la fiducia che mi hanno accordato. Nexi svolge un ruolo essenziale nell'ecosistema dei pagamenti e parte da fondamenta solide: una scala unica a livello europeo, una forte capacità di generazione di cassa e un significativo potenziale di crescita, in un mercato in rapida evoluzione». «Sono orgoglioso di ciò che abbiamo realizzato negli ultimi 10 anni, trasformando Nexi da una piccola realtà locale nel leader europeo dei pagamenti, con solide radici italiane e un posizionamento e capacità unici», è il commento di Bertoluzzo. (riproduzione riservata)