Netflix, il titolo perde il 10% dopo l’uscita di Reed Hastings e la trimestrale. Ma a ragione? Il parere degli analisti
Netflix, il titolo perde il 10% dopo l’uscita di Reed Hastings e la trimestrale. Ma a ragione? Il parere degli analisti
Il gruppo di Los Gatos risente della forte concorrenza dei social media e dovrà fare i conti con la nuova realtà Paramount-Warner tramite la piattaforma Hbo Max-Paramount+

di di Ester Corvi 24/04/2026 21:00

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Quanto pesano le aspettative nel decretate il ribasso o il rialzo di un titolo a Wall Street? Molto. Un caso esemplare a questo riguardo è Netflix, che pur annunciando la scorsa settimana per il primo trimestre 2026 ricavi e margini in crescita, è stata punita dal mercato con un ribasso del 10%, scendendo così nuovamente sotto quota 100 dollari, a causa di una guidance per l’intero anno inferiore alle attese. Sul sentiment degli investitori ha pesato anche l’annuncio del cofondatore del colosso dello streaming Reed Hastings che si dimetterà dal ruolo di presidente del cda entro giugno, chiudendo definitivamente il suo percorso quasi trentennale alla guida dell’azienda. Una notizia simbolica, che segna la fine di un’era per il gruppo di Los Gatos, che risente della forte concorrenza dei social media e che dovrà fare i conti con la nuova realtà Paramount-Warner, a seguito di un’operazione da 110 miliardi di dollari, la cui validità dal punto di vista operativo, anche a causa dell’alto debito, si potrà verificare nei prossimi mesi.

Il responso del mercato

Netflix, che a Wall Street da inizio anno è in calo dell’1% e a un anno dell’11,6%, non è l’unica ad avere accusato da gennaio performance negative: Paramount ha perso il 16% e Disney il 9%, mentre Warner in 12 mesi è cresciuta del 223%, sulla spinta delle offerte al rialzo per conquistarla. Il colosso di Los Gatos, in lizza per comprarla, ha poi rinunciato lasciando via libera alla major guidata da David Ellison, figlio del fondatore di Oracle. Per il gigante dello streaming video lo scenario è diventato più complesso, ma merita un prezzo così basso? Pur riconoscendo le molte incognite all’orizzonte, la maggior parte degli analisti ha espresso pareri positivi, andando oltre una visione di breve periodo. Per esempio Laurent Yoon di Bernstein ha mantenuto il rating outperform (performance superiore al mercato) con un prezzo obiettivo di 115 dollari. A suo avviso, la concorrenza per i contenuti locali/glocal si sta intensificando. Altri operatori globali (come Disney, Amazon) stanno espandendo i loro cataloghi negli stessi mercati, mentre le piattaforme nazionali stanno reagendo con programmi locali (ad esempio TVing in Corea). In questi mercati la crescita dell'engagement potrebbe essere inferiore a quella degli abbonati, o addirittura diminuire. Per questa ragione la piattaforma guidata da Ted Sarandos, deve continuare a investire in modo aggressivo nei contenuti (18 miliardi nel 2026), al fine di «rafforzare la propria posizione nell'intrattenimento generale, crescere in ulteriori categorie (sport, eventi dal vivo) e formati (come i contenuti verticali) e approfondire l'offerta locale un'area in cui Netflix ha storicamente detenuto un vantaggio rispetto ad altri concorrenti».

James Heaney di Jefferies, che conferma il rating buy (comprare) con target price 128 dollari, spiega che Il problema principale che ha fatto scendere il titolo dopo la trimestrale è «rappresentato da aspettative eccessivamente ottimistiche riguardo a prezzi e margini negli Stati Uniti, piuttosto che da un effettivo peggioramento dei fondamentali». Consiglio positivo (outperform) anche da parte di Alicia Reese di Wedbush, con un prezzo obiettivo di 118 dollari, perché mentre Netflix «continua ad ampliare la sua offerta di contenuti, per generare un coinvolgimento sempre maggiore, mi aspetto una crescita sostanziale della pubblicità globale. Gli ultimi aumenti dei prezzo potrebbero inoltre dare quest'anno un impulso significativo alla redditività».

La concorrenza

Paramount-Warner sarà un concorrente temibile? Ci sono ancora molte incognite: ad esempio come avverrà l'integrazione tra Hbo Max e Paramount+. Quali saranno i prezzi degli abbonamenti? «Il nuovo servizio di streaming, frutto della fusione, rappresenterà un'offerta molto allettante per i clienti grazie ai contenuti premium in lingua inglese» dice Tony Gunnarsson, senior principal analyst, tv, video & advertising di Omdia. «Ma sono meno convinto» prosegue l’analista «che il super-servizio Hbo Max-Paramount+ sarà forte quanto Netflix riguardo i contenuti internazionali: penso ai contenuti asiatici ed europei non in lingua inglese. Netflix, così come Disney e in una certa misura Amazon, hanno investito massicciamente nei titoli non in lingua inglese e si può dire che sia stata una strategia vincente per la crescita internazionale. Ma forse non sarà un problema così grave: la nuova piattaforma unificata eliminerà la necessità per i clienti di acquistare un altro servizio importante (due servizi al prezzo di uno)». Un vantaggio non da poco, in un settore nel quale la variabile prezzo/contenuti è sempre più al centro dell’attenzione del pubblico. (riproduzione riservata)