I conti di Netflix del quarto trimestre 2025 non sono piaciuti al mercato, con il titolo che a Wall Street nell’after hours ha registrato un calo del 5% (82,12 dollari per azione), fiaccato dall’incertezza legata all’esito della battaglia per conquistare Warner Bros Discovery. Nel dettaglio, il colosso dello streaming ha registrato un utile netto di 2,42 miliardi di dollari (56 centesimi per azione), nei tre mesi conclusi a dicembre, in aumento rispetto a 1,87 miliardi di dollari (43 centesimi) riportati nello stesso periodo dello scorso anno e di poco superiore ai 55 centesimi attesi dagli analisti. Il fatturato è cresciuto invece del 18% a 12,05 miliardi di dollari, contro 11,97 miliardi stimati dal consenso.
Il gruppo di Los Gatos (California) ha attribuito la crescita all'incremento degli abbonati (per un totale di 325 milioni a livello globale), all'aumento dei prezzi degli abbonamenti e al maggiore contributo generato dai ricavi pubblicitari. Ha inoltre ribadito i commenti precedenti sull’imminente acquisizione di Warner Bros Discovery, sebbene il percorso possa essere ancora lungo, anche dopo la decisione di passare a un’offerta totalmente in cash.
Guardando al 2026, Neftlix ha stimato ricavi annui compresi tra 50,7 e 51,7 miliardi di dollari (pari a una crescita del 12%-14% su base annua), trainati dall'aumento degli abbonamenti e dei prezzi, nonché da «un previsto raddoppio dei ricavi pubblicitari nel 2026» rispetto all'anno precedente. Il margine operativo è atteso invece al 31,5%. «Ci concentreremo sul miglioramento del core business, e lo facciamo aumentando la varietà e la qualità delle nostre serie e dei nostri film», ha affermato il co-ceo Ted Sarandos nel corso della conference call degli analisti.
Netflix ha anche evidenziato alcune aree di investimento per il 2026, tra cui lo sviluppo del suo modello tecnologico pubblicitario e del team di go-to-market, gli eventi live (soprattutto al di fuori degli Stati Uniti) e la spesa per i contenuti, sia originali che in licenza.
«Nel complesso, in assenza di notizie su Warner, questo trimestre è stato leggermente al di sotto delle aspettative, date le prospettive di costi più elevati» commentano gli analisti di Raymond James che mantengono il rating neutrale (market perform) data l'incertezza sull'impatto dell'accordo Warner, con le azioni che ritengono correttamente valutate a un p/e (prezzo/utile) implicito di 23 volte. Gli specialisti di Jefferies sono invece più ottimisti e confermano il rating buy (comprare) con un prezzo obiettivo di 134 dollari. Giudizio positivo (overweight) anche dagli esperti di Piper Sadler che abbassano tuttavia il target price da 140 a 103 dollari. (riproduzione riservata)