La mappa dei data center: rallenta la Lombardia, il Piemonte sale al secondo posto. Come cambia la classifica nazionale
La mappa dei data center: rallenta la Lombardia, il Piemonte sale al secondo posto. Come cambia la classifica nazionale
Le novità nei dati di Terna al 31 luglio. Le domande di connessione alla rete elettrica registrate a Milano e nelle altre città lombarde scendono sotto il 50% del totale nazionale dei Gigawatt richiesti

di Angela Zoppo 18/08/2026 17:43

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L’estate cambia la classifica nazionale della corsa ai data center. Le richieste di connessione alla rete sfiorano i 96 Gigawatt, secondo i dati registrati da Terna al 31 luglio 2026. Ma c’è una novità: altre regioni stanno crescendo e, se la Lombardia resta comunque di gran lunga la primatista assoluta del boom digitale, per la prima volta il suo peso sul totale nazionale dei Gw richiesti scende sotto il 50%. L’altra sorpresa dell’ultimo aggiornamento di Terna è il sorpasso del Piemonte sul Lazio.

Guardando i numeri nel dettaglio, al 31 luglio, nel pieno dell’estate dei picchi di consumo da caldoTerna ha registrato in Lombardia richieste per 44,96 Gw, una percentuale pari al 47% circa dei 95,86 Gw cumulati in tutta Italia. Più che di un frenata della regione (che è stata anche la prima a varare una legge sul settore), però, è corretto attribuire il dato alla diffusione dei progetti per le infrastrutture digitali in altre aree del Paese.

La nuova mappa dei data center: cresce il Piemonte

La principale sorpresa, infatti, è l’avanzata del Piemonte, che nel confronto tra giugno e luglio 2026 ha visto aumentare le pratiche da 59 a 64 e la potenza richiesta da 12,16 a 13,13 Gw, con un incremento di 970 Mw. Il Piemonte arriva così al 13,7% del totale, scavalca il Lazio e diventa la seconda regione italiana alle spalle della Lombardia, seppure ancora a parecchie lunghezze di distanza. Si consolida così il ruolo delle regioni settentrionali, non a caso individuate dal governo come l’area dove creare una sorta di Silicon Valley italiana.

II Lazio, scivolato dal secondo al terzo posto, ha visto le pratiche passare da 43 a 41 e la potenza da 13 a 11,79 Gw, con ben 1,21 Gw in meno rispetto a giugno. La regione conserva comunque una quota del 12,3% del totale nazionale e rimane uno dei tre principali poli italiani insieme a Lombardia e Piemonte.

La classifica delle regioni italiane per potenza richiesta

Al quarto posto si conferma la Puglia, sostanzialmente stabile con 29 pratiche per 7,76 Gw, l’8,1% del totale. Cambiano invece le posizioni immediatamente successive. L’Emilia-Romagna sale da 5,38 a 5,59 Gw (da 37 a 39 domande) e conquista il quinto posto, superando il Veneto, sceso da 24 a 21 pratiche e da 5,54 a 5,20 Gw.

Le prime sei regioni raccolgono insieme 88,43 Gw, oltre il 92% della potenza domandata in Italia. Il settore resta dunque concentrato in poche aree, nonostante il progressivo allargamento della sua geografia. La Lombardia, pur frenando nei Gw, mantiene il primato anche per numero di iniziative: le sue 289 pratiche sono il 54,6% delle 529 censite a livello nazionale.

Cosa indicano davvero i dati sulle connessioni Terna

Considerando tutti gli utenti di consumo, al 31 luglio Terna conta 865 pratiche per 109,20 Gw. Ai data center fa capo l’87,79% della potenza totale, ma il 61,2% delle pratiche. Gli altri richiedenti hanno presentato 325 domande per 12,89 Gw, mentre il cold ironing, cioè l’alimentazione elettrica delle navi ferme nei porti, conta 11 pratiche per 450 Mw.

I quasi 96 Gw, va precisato, non indicano la potenza per la quale è stato chiesto l’allaccio alla rete, non quella di data center già autorizzati o destinati con certezza a entrare in funzione. Se è vero che Terna ha l’obbligo di connettere alla rete tutti i soggetti che ne facciano richiesta, tra la domanda iniziale, le autorizzazioni e l’apertura dei cantieri può esserci una scrematura molto forte. Il dato misura quindi la pressione potenziale esercitata dal settore sulla rete e la distribuzione territoriale delle iniziative, ma non ancora il futuro consumo effettivo dei centri dati italiani. (riproduzione riservata)