Spunta un nuovo socio nel capitale di Banca Montepaschi alla vigilia dell’assemblea che il 29 ottobre sarà chiamata a esprimersi sul piano difensivo in funzione anti-Intesa Sanpaolo varato da Luigi Lovaglio.
A pagina 2 del corposo report stilato dal proxy advisor americano Glass Lewis contenente le raccomandazioni di voto per i soci istituzionali figura la lista dei 20 maggiori azionisti della banca, compagine fra cui con una quota dello 0,93% c’è Fincalabra. Glass Lewis, che per la redazione dei propri documenti si appoggia a Capital IQ, piattaforma di analisi finanziaria del gruppo S&P Global, definisce Fincalabra come un gestore italiano di investimenti titolare di un pacchetto accreditato di quasi l’1% in base a dati raccolti ad agosto.
Fincalabra è la finanziaria della Calabria, attiva dagli anni ‘90, che gestisce gli investimenti della Regione guidata da Roberto Occhiuto.
La fotografia di Glass Lewis risale ad agosto e all’assemblea di aprile di Mps, che ha rinnovato il consiglio di amministrazione confermando in carica come ceo Lovaglio, la finanziaria non era presente. Ciò suggerisce che il pacchetto sia stato costruito negli ultimi mesi, proprio nel periodo in cui Intesa Sanpaolo lanciava la sua opas da oltre 31 miliardi di euro su Rocca Salimbeni. Ai valori di ieri la quota in Mps di Fincalabra valeva circa 300 milioni.
Non è stato possibile raccogliere un commento da parte della finanziaria e il pacchetto non risultava dagli ultimi documenti contabili, che però risalgono al 31 dicembre 2025. Per una società come Fincalabra, che nel bilancio del 2025 registrava un patrimonio netto di 8 milioni, quasi 26 milioni di immobilizzazioni finanziarie e una cassa di circa 200 milioni, si tratta comunque di un investimento anomalo, specie perché effettuato fuori dalla regione di appartenenza. Ma i legami fra la finanziaria e la banca toscana sono consolidati.
Dal 2023 Rocca Salimbeni è tesoriere del Consiglio Regionale della Calabria, mentre dal 2017 l’istituto è tra le banche ammesse a gestire temporaneamente la liquidità di Fincalabra. Sono inoltre documentati servizi bancari effettivi alla finanziaria presieduta da Giuseppe Romano. Intanto giovedì 22 ottobre, in un’intervista rilasciata a Rai Toscana, Lovaglio ha puntato il dito contro Intesa Sanpaolo in vista dell’assemblea.
Ca’ de Sass «ha scelto la strada di trasformare l'assise di Mps in un referendum sull'operazione e finché l'assemblea non vota la partita non si può considerare chiusa. Se usiamo una metafora calcistica - ha aggiunto il banchiere - c'è una squadra in campo, che è Intesa, e una chiusa nello spogliatoio, che è Mps, in attesa che il voto favorevole dell'assemblea le consenta di scendere in campo e giocare la partita. Intesa ha detto che se l'assemblea decide di aprire la porta allora esce dal campo e questo è il gesto di chi non vuole che la partita si giochi davvero». Lovaglio si attende infine un voto favorevole sulla fusione con Mediobanca. (riproduzione riservata)