Nasce un nuovo think tank in Europa. Mario Draghi e Patrick Collison (fondatore e ad di Stripe e membro del consiglio d'amministrazione di Meta) mettono insieme economisti, imprenditori, accademici e protagonisti della politica europea, sotto l’etichetta del Rhine Group. L’obiettivo è trasformare le proposte del rapporto Draghi sulla competitività in un’agenda concreta di riforme. Nel gruppo anche una nutrita pattuglia italiana, da Andrea Pignataro, patron di Ion, e Luca Ferrari di Bending Spoons, società milanese da poco quotata a WallStreet.
Il legal notice del Rhine Group lo qualifica come associazione svizzera con sede presso la società fiduciaria L&S Trust Services di Ginevra, rappresentata da Luis Garicano, economista spagnolo ed ex eurodeputato. A lui è affidata, infatti, la direzione operativa del gruppo.
Si tratta di «un'associazione indipendente e apartitica il cui scopo è favorire il dialogo educativo e sviluppare e promuovere soluzioni di politica pubblica basate sulle evidenze», si legge. Ecco che il progetto prevede ricerche commissionate a esperti e riunioni almeno annuali tra economisti, politici e imprese.
Lo scopo si evince chiaramente dal manifesto di Rhine Group: «Il declino non è inevitabile, ma è la direzione verso cui ci stiamo muovendo se non agiamo con urgenza». E la risposta non dovrebbe essere quella di rassegnarsi a un’Europa trasformata in una potenza di seconda fascia. Al contrario: il continente deve tornare a competere, costruire e crescere.
Nello specifico, andrebbero tradotte in fatti le raccomandazioni del rapporto Draghi sulla competitività. Nel 2025 la Commissione sosteneva di aver già completato oltre la metà delle iniziative previste dalla Bussola per la competitività, ispirata al rapporto stilato da Mario Draghi. Tuttavia, un audit indipendente citato dal Financial Times considerava invece pienamente attuate solo 60 raccomandazioni su 383.
Tra gli italiani chiamati a sedersi a tavolo del gruppo svizzero ci sono Andrea Pignataro, fondatore di Ion Group, conglomerato che fornisce software, infrastrutture informatiche e servizi essenziali al settore finanziario italiano, e non solo.
Nell'elenco anche Luca Ferrari di Bending Spoons, società milanese decisamente vivace nel mercato delle acquisizioni. Dopo l'acquisto di Evernote, WeTransfer, Vimeo e Aol, il gruppo milanese si è quotato nel 2026 a Wall Street con una valutazione di circa 18,4 miliardi di dollari.
Accanto agli imprenditori siede Lucrezia Reichlin, professoressa alla London Business School, dal 2005 al 2008 ha diretto la ricerca della Bce e siede nei consigli di Morgan Stanley, Ageas e Messaggerie Italiane. È figlia dello storico dirigente del Pci Alfredo Reichlin e dell’ex parlamentare Luciana Castellina. Altra presenza accademica è Francesco Decarolis, professore alla Bocconi. Si occupa di antitrust, appalti e piattaforme digitali. Ha collaborato con Commissione europea, Palazzo Chigi e Autorità garante della concorrenza ed è tra i contributori del rapporto Draghi del 2024. E infine Beatrice Weder di Mauro, economista con cittadinanza svizzera e italiana, presiede il Centre for Economic policy research. È oggi nel consiglio di sorveglianza di Robert Bosch e nel consiglio di Unigestion. In precedenza ha ricoperto incarichi in UBS, Roche e ThyssenKrupp.
Si aggiungono poi Francesco Giavazzi, consigliere economico di Palazzo Chigi al lavoro anche sul Pnrr, e anche Vittorio Colao, ministro per l'Innovazione tecnologica e la Transizione digitale nel governo Draghi ed ex amministratore delegato di Vodafone. (riproduzione riservata)