Nagel (Bundesbank) indica un rialzo dei tassi Bce il 10 settembre, ma non si sbilancia sulle mosse future
Nagel (Bundesbank) indica un rialzo dei tassi Bce il 10 settembre, ma non si sbilancia sulle mosse future
Per il numero uno della banca centrale tedesca i mercati hanno una buona comprensione della reazione della Bce

di Francesco Ninfole 02/09/2026 10:48

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Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel indica che la Bce alzerà i tassi dal 2,25 al 2,5% nella riunione del 10 settembre, ma non si sbilancia sulle mosse dei prossimi mesi. «I mercati scontano una probabilità superiore al 95% che aumenteremo i tassi di interesse nella riunione di settembre, e direi che i mercati hanno una comprensione piuttosto buona di come probabilmente reagiremo in questa fase», ha detto a Le Monde.

Tuttavia, il presidente della Bundesbank non si è sbilanciato su eventuali ulteriori misure, precisando che «il nostro approccio caso per caso ci ha dato buoni risultati in passato e sicuramente lo farà anche in futuro». Nagel ha aggiunto che «al di là della riunione di settembre, tuttavia, sono cauto nel fornire indicazioni specifiche», ha aggiunto. «I prezzi del petrolio e del gas continuano a fluttuare. I mercati finanziari sono altamente volatili. C’è molta incertezza. È una situazione scomoda, anche dal punto di vista della politica monetaria».

Il rialzo dell’inflazione

L’inflazione è salita al 3,3% ad agosto nell’Eurozona rispetto al 2,9% di luglio, raggiungendo così il livello più alto da settembre 2023 e rafforzando le aspettative di un aumento dei tassi Bce il 10 settembre. L’aumento del valore su base annua è stato in linea con le attese degli analisti e ha risentito dell’aumento dei prezzi dell’energia (+14,3%, dal +10,3% di luglio) legato al conflitto in Medio Oriente.

La buona notizia è che l’inflazione di fondo, al netto di energia e cibo, è scesa al 2,4% (dal 2,5% di luglio). Questo vuol dire che gli aumenti di gas e petrolio per il momento non si stanno trasferendo in misura rilevante agli altri prezzi. Anche il dato nei servizi è calato al 3% (dal 3,3%). Il carovita alimentare è rimasto stabile all’1,2%.

Un’analisi di economisti Bce ha evidenziato che nel 2026 l’aumento dell’inflazione è stato determinato quasi del tutto dall’aumento dei costi energetici. Nel 2021-22 invece si sono manifestati anche altri fattori di grande impatto, ovvero le carenze di approvvigionamento legate alla pandemia, la forte domanda dopo i lockdown e il sostegno da parte dei governi. Perciò la reazione della Bce è stata quest’anno più misurata.

I mercati scontano un rialzo dei tassi Bce il 10 settembre e vedono altre due strette l’anno prossimo (entro febbraio 2027 e poi entro giugno). (riproduzione riservata)