Mutui verso altri rincari con la strette Bce di dicembre. Ma la garanzia under 36 si estende al 2029
Mutui verso altri rincari con la strette Bce di dicembre. Ma la garanzia under 36 si estende al 2029
Con il probabilissimo rialzo nella prossima riunione di Francoforte, il variabile si avvicina al fisso, che però non smette di crescere. Intanto la manovra prevede nuovi beneficiari per il Fondo Prima Casa Consap

di Raffaele Crocitti 07/11/2026 09:00

Ftse Mib
50.052,96 7.00.13

-0,90%

Dax 30
25.820,36 23.50.51

-1,92%

Dow Jones
51.285,73 10.39.22

-0,46%

Nasdaq
24.573,21 23.50.51

+1,09%

Euro/Dollaro
1,1145 23.00.29

-0,85%

Spread
108,39 17.29.26

-1,00

«Alla luce della situazione attuale è probabile che non ci sia modo di evitare un aumento dei tassi», ha detto il 3 novembre il presidente della Bundesbank Joachim Nagel. L’ultimo dato sull’inflazione dell’Eurozona, salito dal 3,8 al 4%, fa presagire in modo chiaro l’esito della riunione Bce di dicembre, la penultima presieduta da Christine Lagarde.

Il rialzo dei tassi di dicembre si farà sentire soprattutto sui mutui. Il tan medio del variabile, secondo le previsioni fatte da Mutuionline per Milano Finanza, salirà dall’attuale 2,94% al 3,19% nelle settimane appena successive alla stretta. E se nella prima parte del 2027 si assisterà a un’altra stretta di Francoforte, ecco che il variabile salirebbe al 3,34%.

Il fisso è quindi più conveniente? Risposta negativa. Per quanto riguarda il tasso fisso le attuali previsioni sui rendimenti dei Bund tedeschi trentennali indicano un aumento dall’attuale 3,68% al 3,82% a marzo 2027 fino al 3,86% a giugno. Si tratterebbe quindi di una crescita complessiva di circa 18 punti base.

Per capire che cosa significano questi rialzi per le tasche degli italiani che vogliono comprare casa si prenda a esempio un finanziamento a 20 anni da 150.000 euro per un immobile da 200.000 euro. Con il rialzo di 25 punti base di dicembre la rata mensile del tasso variabile passerebbe dagli attuali 827 euro a 846 euro, con un aumento di 19 euro al mese e di oltre 4.500 euro considerando gli interessi complessivamente pagati nell’arco del finanziamento. Il fisso invece, che oggi comporta una rata di 867 euro, potrebbe costare 881,55 euro a dicembre e 893 euro a giugno 2027: livelli che non si toccavano da fine 2023.

Fisso o variabile, cosa scegliere?

Tra fisso e variabile gli italiani prediligono di gran lunga la prima opzione, atteggiamento non scalfito neanche dalla particolare convenienza del variabile negli due ultimi anni. Il risparmio dato da questo tipo di finanziamento si sta riducendo da diversi mesi e un ulteriore rialzo della Bce a dicembre continuerebbe ad assottigliare la differenza di prezzo tra le rate, a svantaggio del variabile. «Oggi la distanza tra le due soluzioni è pari a 68 punti base in termini di tan medio, a 52 euro sulla rata mensile e a circa 12.400 euro considerando l’intera durata del mutuo», commenta Matteo Favaro, coo & managing director financial products di Mutuionline. «In caso di un rialzo di 25 punti base del variabile queste differenze potrebbero ridursi rispettivamente a 43 punti base, 33 euro al mese e circa 7.900 euro complessivi nell’arco dei 20 anni».

Garanzia Consap estesa al 2029. E ci sono nuovi beneficiari

Per chi vuole comprare casa tramite un mutuo comunque qualche buona notizia c’è e arriva dal disegno della manovra. Con due stanziamenti di 200 milioni di euro per il 2028 e per il 2029 è stato prolungato il Fondo di Garanzia per i Mutui Prima Casa gestito da Consap. L’iniziativa, lanciata nel 2014 e rafforzata nel 2021, ha l’obiettivo di fornire una garanzia statale per quei soggetti che altrimenti farebbero fatica ad accedere al mercato del credito.

Gli under 36 sono stati tra i primi beneficiari di questa misura, platea estesa nel 2026 alle persone con disabilità permanente grave e - a determinate condizioni - ai loro familiari conviventi. La manovra vuole allargare il sostegno pubblico a nuovi soggetti, tra cui le famiglie numerose, per le quali la garanzia può arrivare fino al 90% del valore dell’immobile in funzione del numero di figli, dell’Isee e di altre condizioni previste dalla normativa.
Una misura che gli operatori del settore aspettavano da tempo e che rappresenta uno strumento prezioso per rendere vivo il mercato immobiliare. «La garanzia Consap continuerà ad avere un ruolo importante quando chi vuole acquistare la prima casa dispone di un reddito adeguato a sostenere la rata, ma non ha ancora accumulato il capitale necessario per coprire una parte significativa del prezzo dell’immobile. È una situazione frequente soprattutto tra i giovani, ma che può riguardare anche altri nuclei con una minore disponibilità di risparmio», conclude Favaro. (riproduzione riservata)