Il tasso fisso resta la scelta preferita dagli italiani nel secondo trimestre del 2026 secondo i dati dell’osservatorio di Mutuionline.it, «segno che la stabilità della rata resta la priorità per le famiglie», spiega Matteo Favaro, coo Italia del portale di comparazione.
La quota di richieste di finanziamenti a rata bloccata è più alta a Torino (93,9% nel mix tra i vari tipi di mutuo) e più bassa a Bari (91,1%). La rata variabile viene preferita a Catania (5,2%), forte di un incremento del 73,3% nella richiesta siììdi questo tipo di mutuo.
Cresce anche la durata dei finanziamenti, in particolare «si osserva un progressivo allungamento dei mutui nelle principali città, con valori più elevati nel Centro-Nord e più contenuti al Sud. Il dato rispecchia il trend dell’intero Paese, dove la durata dei finanziamenti immobiliari ha raggiunto il record storico, anche se le variazioni tra città confermano dinamiche locali ancora molto eterogenee», spiega Favaro.
Bologna è la città con i mutui richiesti più lunghi nel secondo trimestre (26 anni) seguita, come sottolineato dall’esperto, da altre città del Centro-Nord come Torino (24 anni e 10 mesi), Milano (25 anni e 9 mesi) e Roma (25 anni e 2 mesi). Catania, con 23 anni e 7 mesi, è la città dove il debito di lungo periodo viene chiesto di meno.
Guardando alle variazioni rispetto al trimestre precedente, Palermo è la città in cui la durata cresce di più (+2%), mentre Brescia segna il calo più evidente (-3,6%); rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, invece, a Bergamo si registra l’aumento maggiore (+3,7%) mentre Verona è la città dove la durata media dei mutui è diminuita di più (-1,6%).
Per quanto riguarda gli importi, Milano è ovviamente il mercato dove vengono richiesti i mutui più cospicui (182.224 euro in media nel secondo semestre 2026, in crescita del 2,8% rispetto al trimestre precedente) per via del prezzo degli immobili, non comparabile con nessun altra città (297.734 euro). All’estremo opposto si colloca Palermo, con 123.972 euro di importo medio richiesto e 177.855 euro di valore immobiliare.
«Il divario con il Sud resta marcato, ma i movimenti più recenti - tra crescita a Catania e rallentamento a Firenze - confermano un mercato immobiliare sempre più dinamico e differenziato a livello locale», commenta Favaro. Nel trimestre appena concluso infatti la città etnea ha conosciuto in rialzo a doppia cifra nel valore degli immobili e negli importi richiesti per i mutui. Il capoluogo toscano invece ha visto un calo sia in termini di importi sia in termini di valori del mattone (rispettivamente -8,9% e -13,7% rispetto al primo trimestre dell’anno e -1,4% e -9,4% rispetto allo stesso periodo del 2025).
Diventa quindi rilevante osservare il loan to value (ltv), ossia il rapporto tra la somma erogata come finanziamento e il valore dell’immobile per cui il mutuo viene acceso.
Prendendo in considerazione tutte le finalità di finanziamento, la maggior copertura viene concessa a Bergamo (76,5%), mentre l’incidenza più bassa si vede a Roma (67,5%).
Osservando invece solo i mutui accesi per la prima casa, in tutte le città si registrano ltv oltre il 70%, con Palermo e Verona rispettivamente all’81,8% e all’81,6%.
«I livelli elevati, soprattutto sulla prima casa, indicano come le famiglie tendano a massimizzare il finanziamento disponibile, pur in un contesto in cui l’erogato resta più selettivo rispetto alle richieste».
Quanti anni ha chi chiede un mutuo? Catania registra l’età media più alta (41 anni e 11 mesi), seguita da altre piazze del Sud, mentre Brescia si posiziona all’estremo opposto con 38 anni e 4 mesi. Sempre a Catania si registra l’incremento anagrafico maggiore tra i mutuatari (+5,5%), mentre il maggior calo si vede a Milano (-0,5%), %), indicando un ingresso nel emrcato immobiliare leggermente più consistente di profili più giovani. (riproduzione riservata)