La Bce rispetta le attese e alza i tassi di 25 punti base, al 2,25%. Cosa cambia per chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile?
L’ultima operazione al rialzo da parte della Bce risale a luglio 2023. Nonostante ciò l’euribor aveva già iniziato a salire dallo scoppio della guerra in Iran: un aumento di 30 punti base tra i giorni precedenti al conflitto in Medio Oriente e la scorsa settimana, arrivando al 2,31%.
L’indice si è quindi mosso, come accade di consueto, anticipando le mosse della Bce.
Secondo l’analisi di Facile.it basata su un mutuo di 126 mila euro a 25 anni, la rata potrebbe crescere di circa 50 euro da qui alla fine dell’anno a sia del rialzo avvenuto oggi 11 giugno, sia di un probabile altro aumento di 25 punti base nella seconda parte del 2026.
Il movimento dell’euribor di 30 punti base tra marzo e inizio giugno, ha già provocato, nell’esempio proposto da Facile.it un aumento della rata da 579 a 590 euro.
Il rialzo operato oggi era stato quindi in parte già assorbito, in previsione, dal mercato, ma secondo gli esperti di Facile.it, il fatto che l’aumento si sia in effetti realizzato potrà comportare un rincaro della rata di 16 euro, facendola arrivare a 606 nell’immediato.
Ciò a cui guardano ora gli esperti è la prossima mossa della Bce, un rialzo di altri 25 punti base verosimilmente a settembre. La rata del mutuo potrebbe quindi crescere ancora nei prossimi mesi e arrivare a circa 626 euro entro la fine dell’anno. Se queste previsioni si avvereranno, considerando che a gennaio 2026 la rata del mutuo sopra indicato era pari a 578 euro, nel 2026 l’aumento complessivo della rata media sarebbe pari a circa 50 euro.
Quale differenza quindi con il tasso fisso? Quale differenza quindi con il tasso fisso? Secondo Mutuionline.it, su un mutuo ventennale da 100 mila euro, la scelta del variabile consentiva un risparmio medio di circa 40 euro al mese rispetto al fisso, con una rata di 534 euro contro 574 euro. A seguito del rialzo BCE da 25 punti base, tuttavia, il tan medio del variabile è destinato a salire al 2,83% con la rata mensile che arriverà a 546 euro, riducendo il differenziale rispetto al fisso a 28 euro. Sull’intera durata del mutuo, il risparmio complessivo scenderà così da circa 12.000 euro a 6.650 euro. Con un altro riazo il risparmio scenderebbe a 3.650 euro, 15 al mese. (riproduzione riservata)