Mutui, crescono gli importi in Lombardia. E i richiedenti sono più giovani
Mutui, crescono gli importi in Lombardia. E i richiedenti sono più giovani
Nella prima parte dell’anno il valore medio richiesto è di 151.500, in crescita del 2,3% rispetto al 2025

di di Raffaele Crocitti 20/06/2026 10:00

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In attesa di vedere quali effetti avranno le mosse, compiute e future, della Bce sulle scelte dei mutui da parte dei cittadini, nei primi mesi del 2026 in Lombardia è cresciuto l’importo richiesto da parte dei mutuatari.

Secondo l’osservatorio di Facile.it, la cifra media richiesta nella regione da gennaio a maggio si è attestata a poco più di 151.500 euro, una cifra in crescita del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. «L’aumento dei principali parametri legati alla richiesta di mutui in Lombardia è un buon segnale che conferma, ancora una volta, come il mercato immobiliare lombardo, trainato da Milano, resti dinamico e resiliente, nonostante il complesso scenario internazionale», spiegano gli esperti di Facile.it.

Le differenze nei mutui tra le province lombarde

All’interno di questo valore, come detto, Milano gioca un ruolo centrale, dato il prezzo degli immobili senza pari, con un importo chiesto a finanziamento poco inferiore a 172 mila euro. Una differenza netta tra le altre province come Monza, seconda a 145.058, e Brescia, con importi poco distanti rispetto alla provincia brianzola.

Segue Como che brilla per il mercato del lusso sulle rive del lago mentre per quanto riguarda il segmento residenziale medio, per cui la richiesta del mutuo è più frequente, si trova in linea con le altre province. Chiudono la classifica Cremona e Pavia, con un importo medio di circa 120 mila euro, ben al di sotto della media nazionale, che si avvicina ai 140 mila euro, come si vede nella tabella in pagina.

In Lombardia il valore medio dell’immobile per cui viene richiesto un finanziamento ipotecario è 226.448 euro, un loan to value dunque di circa il 67%.

Nel 2026 si registra poi un calo nell’età media dei richiedenti: dai 39 anni e mezzo del 2025 si è passati a 38 anni nei primi mesi del 2026.

Crescono le preferenze per il variabile

Guardando alla tipologia di tasso richiesto, il fisso resta quello preferito dai lombardi, ma sale la quota di chi ha puntato a un tasso variabile o misto, che passa in dodici mesi da meno dell’1% all’8,4% del totale. Un aumento significativo, spiegato, secondo Facile.it, poiché «da tempo ormai questa offerta è mediamente più conveniente rispetto a quella fissa», ma stando in guardia: «l’intervento della Bce di giugno, e la possibilità di nuovi aumenti entro fine anno, potrebbero erodere parte di questa convenienza», motivo per cui, concludono, «il consiglio per quando si è alle prese con la richiesta del finanziamento, è di non limitarsi a guardare il tasso».

Guardando alle migliori offerte sul mercato, secondo le simulazioni su un finanziamento da 126.000 euro con piano di ammortamento in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile, il tasso variabile rappresenta la soluzione più conveniente, con tan disponibili online a partire da 2,32% e una rata iniziale di 554 euro, mentre i migliori tassi fissi partono da un tan del 3,2% e una rata di 611 euro, vale a dire quasi 60 euro in più rispetto a quella variabile. Un gap destinato a ridursi nel 2026 a causa degli interventi Bce. (riproduzione riservata)