Musk sfida Verizon e AT&T: SpaceX entra nella telefonia mobile. Ecco perché la trimestrale ha deluso
Musk sfida Verizon e AT&T: SpaceX entra nella telefonia mobile. Ecco perché la trimestrale ha deluso
L'ingresso di Starlink nella telefonia mobile, confermato dopo la trimestrale, spaventa Verizon, AT&T e T-Mobile, ma gli analisti sono divisi sulla capacità di Musk di scalfire il predominio dei grandi operatori

di Elena Dal Maso 05/08/2026 09:45

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Elon Musk punta a rivoluzionare un altro settore dopo auto elettriche, spazio e intelligenza artificiale. Questa volta il bersaglio è il mercato statunitense della telefonia mobile, dominato da Verizon, AT&T e T-Mobile. SpaceX ha infatti annunciato l'intenzione di trasformare Starlink da operatore di connettività satellitare a vero e proprio operatore mobile, combinando la rete spaziale con un'infrastruttura terrestre. La novità ha provocato un immediato scossone in borsa: nelle contrattazioni after hours i tre principali operatori statunitensi hanno perso tra il 2,2% e il 4%.

Il piano annunciato dopo la trimestrale

L'annuncio è arrivato durante la conference call successiva alla pubblicazione della prima trimestrale di SpaceX da società quotata. La presidente Gwynne Shotwell ha confermato che il gruppo utilizzerà i 65 MHz di frequenze wireless acquistati da EchoStar per sviluppare una rete terrestre che affiancherà Starlink, con l'obiettivo di offrire «un vero servizio mobile» e conquistare «un numero considerevole di clienti» ai grandi operatori americani. Le frequenze fanno parte di un'operazione approvata nei mesi scorsi dalla Federal Communications Commission (FCC), che ha autorizzato il trasferimento dello spettro da EchoStar a SpaceX.

Il progetto rappresenta un'evoluzione della strategia di Starlink. Oggi il servizio satellitare viene utilizzato soprattutto per garantire copertura Internet nelle aree prive di rete terrestre e, grazie alla partnership con T-Mobile, offre già connettività diretta agli smartphone compatibili quando manca il segnale cellulare. L'obiettivo ora è andare oltre questo modello complementare e costruire una vera rete mobile nazionale.

Una vera sfida? Analisti a confronto

Non tutti gli analisti, però, ritengono che la minaccia sia immediata. Craig Moffett, di MoffettNathanson, osserva che senza un accordo come operatore mobile virtuale (MVNO) con uno dei grandi incumbent sarà molto difficile competere direttamente nei prossimi cinque anni. David Barden, di New Street Research, sottolinea inoltre che replicare trent'anni di investimenti infrastrutturali con appena 65 MHz di spettro rappresenta una sfida enorme. Più ottimisti alcuni investitori, convinti che il mercato stia sottovalutando la capacità di Musk di rompere gli equilibri del settore.

Perché la prima trimestrale di SpaceX ha deluso

L'annuncio arriva però all'indomani di una trimestrale che, pur mostrando una forte crescita del business, ha deluso gli investitori. Nel secondo trimestre SpaceX ha quasi raddoppiato i ricavi, saliti a 7,8 miliardi di dollari dai 4,1 miliardi dello stesso periodo del 2025, grazie soprattutto a Starlink, che oggi conta circa 12 milioni di clienti nel mondo e genera oltre metà del fatturato del gruppo. Anche il business dell'intelligenza artificiale è cresciuto rapidamente, con ricavi in aumento del 250%.

A pesare sul titolo sono stati soprattutto gli investimenti. Le spese in conto capitale sono balzate da 10,1 a 18,4 miliardi di dollari nel trimestre, gran parte dei quali destinati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale e dei data center. Il mercato ha interpretato l'accelerazione degli investimenti come un fattore di rischio per la redditività futura, facendo scendere il titolo di circa il 7% nelle contrattazioni afterhours.

La nuova offensiva nelle telecomunicazioni conferma comunque la strategia di Musk: utilizzare la crescita di Starlink come leva per entrare in mercati adiacenti e creare un ecosistema sempre più integrato tra connettività satellitare, servizi mobili e infrastrutture digitali. Se il progetto dovesse concretizzarsi, la sfida non riguarderebbe più soltanto Internet via satellite, ma l'intero mercato delle telecomunicazioni mobili negli Stati Uniti. (riproduzione riservata)