Sul giacimento di Kashagan è guerra legale: il consorzio Ncoc con Eni, Exxon e Shell contro la multa miliardaria in Kazakistan
Sul giacimento di Kashagan è guerra legale: il consorzio Ncoc con Eni, Exxon e Shell contro la multa miliardaria in Kazakistan
Il governo kazako vuole passare alla riscossione della sanzione da 5 miliardi di euro per presunti danni ambientali nel maxi-giacimento, nonostante siano ancora in corso gli arbitrati

di Angela Zoppo  20/07/2026 18:00

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Il governo kazako vuole riscuotere la maxi-multa da 5 miliardi di dollari (2,3 miliardi di tenge) comminata al consorzio Ncoc (North Caspian Operating Company) che sviluppa il giacimento super giant di Kashagan di cui fanno parte anche Eni, Shell ed ExxonMobil. Il ministero della Giustizia del Kazakistan ha stabilito che che la sanzione avrebbe potuto essere pagata volontariamente entro il 20 luglio, e che passata quella data potrebbero essere adottate misure di esecuzione contro il consorzio, con l’applicazione di una mora pari al 10% dell’importo. In disaccordo con i partner, una sola oil company si è detta disponibile a pagare; si tratta, non a caso, della compagnia energetica nazionale KazMunayGas.

Le due facce del contenzioso

La multa riguarda presunte violazioni di norme ambientali. Un tribunale kazako ha stabilito l’obbligo di pagamento, contestato anche nel merito dagli altri membri del consorzio.

La risposta di Ncoc non si è fatta attendere, ricordando che un tribunale arbitrale internazionale ha emesso un ordine restrittivo che vieta al Kazakistan di esigere il pagamento della multa e «di adottare qualsiasi misura mentre l’arbitrato è in corso».

«Ncoc e le società appaltanti respingono la multa e le accuse che la sostengono, e le stanno contestando con tutti i mezzi disponibili», hanno ribadito. 

Gli arbitrati sono in corso all’Icsid, Il Centro Internazionale per il regolamento delle controversie relative agli investimenti, l’altro all’Uncitral (Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale), dove è stato emesso il provvedimento cautelare che congela la riscossione.

Il nuovo scontro legale segue di poche settimane un incontro di tutt’altro tenore tra le autorità kazake e le grandi compagnie energetiche internazionali per sostenere il piano che punta a portare gli investimenti diretti esteri dai 20,5 miliardi di dollari nel 2025 a 25,5 miliardi entro il 2026. ll primo ministro Olzhas Bektenov ha ricevuto i manager delle big oil presenti nel Paese. Tra questi, anche Luca Vignati, global natural resources upstream director di Eni per fare il punto sui principali progetti sviluppati dal gruppo in Kazakistan, compresa la centrale ibrida da 247 Megawatt in via di realizzazione a Zhanaozen. (riproduzione riservata)