«Irrilevanti ai fini della validità delle tre liste per il Cda di Mps»: così fonti della Consob qualificano le obiezioni sollevate nell’esposto di Mps presentato giovedì 26 alla stessa Consob, alla Bce e alla Banca d’Italia in merito ai dubbi di legittimità sulla lista presentata dal socio Plt.
Nel corso di una riunione tenutasi nella notte tra giovedì e venerdì dopo il comunicato di mercoledì 25 e le indiscrezioni di stampa di giovedì sera che riportavano la notizia dell’esposto, Consob e Bce hanno sollecitato una rettifica da parte della banca senese per chiarire che la presentazione di tutte e tre le liste risulta compatibile e coerente rispetto al quadro normativo di riferimento, in particolare Tuf e Regolamento Emittenti.
«Non ci sono dubbi di legittimità sulla validità di tutte e tre le liste«, si fa presente in Consob con riferimento alla precisazione diffusa venerdì mattina da Mps, in cui si parla di «preliminari interlocuzioni con le Autorità, Consob e Banca centrale europea». Questa, viene sottolineato, non è una valutazione meramente «preliminare».
Proprio in questi giorni i proxy advisor sono al lavoro per individuare la lista su cui indirizzare le raccomandazioni di voto in vista dell’assemblea del prossimo 15 aprile. Anche per questo, fanno notare le stesse fonti, è importante che il mercato finanziario abbia un quadro informativo corretto.
Dunque nella guerra di posizione (fatta anche tramite la comunicazione) in vista dell’assemblea fra Mps, il gruppo Caltagirone che sostiene la lista del cda e il ceo uscente Luigi Lovaglio, la lista di Plt Holding incassa l’ok di Bce e Consob.
Lo aveva fatto sapere già la banca, su richiesta della Consob, venerdì 27 prima dell’apertura dei mercati: «Con riferimento al comunicato stampa dello scorso 25 marzo 2026, la banca precisa che alla luce delle preliminari interlocuzioni con le autorità Consob e Banca Centrale Europea, per quanto di rispettiva competenza, e sulla base delle informazioni ricevute sinora, tutte e tre le liste posso essere votate dagli azionisti».
Oltre alla rosa dei candidati del board uscente che presenta l’amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo (vicino al costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone) come candidato ceo a sostituire Lovaglio, e a quella (sempre di maggioranza) del patron di Plt Holding Pierluigi Tortora, c’è anche la lista di minoranza di Assogestioni.
Giovedì 26 era stato fatto filtrare che l’istituto aveva presentato tre esposti alla Bce, a Consob e a Bankitalia contro la lista presentata da Plt Holding. Secondo i pareri legali a disposizione della banca, Lovaglio avrebbe dovuto comunicare in anticipo l’accordo con Tortora, per i doveri nei confronti di banca e board. Inoltre data l’influenza rilevante del profilo di amministratore delegato, la lista di candidati avrebbe dovuto essere approvata dalla Bce, con cui pare che le interlocuzioni ci siano invece state.
Anche per queste ragioni a Lovaglio il cda della banca presieduto da Nicola Maione ha tolto le deleghe – Lovaglio comunque resta nel consiglio – e lo ha sospeso dalla carica di direttore generale,
Lovaglio come candidato nella lista Tortora sta imbastendo i colloqui con gli investitori e con i proxy advisor. Tramite il candidato consigliere Carlo Corradini (ex Banca Imi) sarebbe stato già incontrato Iss ed ora è in agenda un incontro con Glass Lewis. Il 2 aprile è la record date per il deposito delle azioni per poter partecipare all’assemblea.
Proprio giovedì 26 Tortora ha scritto agli azionisti Mps per spiegare l’importanza della permanenza dell’attuale capoazienda al timone del gruppo per i cantieri in corso della fusione con Mediobanca. In gioco ci sono i 700 milioni di sinergie e l’execution del piano industriale che promette ai soci 16 miliardi di dividendi in cinque anni. (riproduzione riservata)