Mps, via libera della Bce alla fusione con Mediobanca
Mps, via libera della Bce alla fusione con Mediobanca
Come anticipato da MF-Milano Finanza, Francoforte ha autorizzato l'integrazione. L'assemblea Mps del 29 ottobre sarà decisiva per completare l'operazione 

di Andrea Deugeni 03/09/2026 23:00

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Arriva da Francoforte il via libera alle nozze Mediobanca-Montepaschi. Come anticipato da MF-Milano Finanza, la banca senese guidata da Luigi Lovaglio ha comunicato di aver ricevuto dalla Bce le autorizzazioni per la fusione per incorporazione di Mediobanca in Rocca Salimbeni e per le altre operazioni di riorganizzazione societaria inerenti alle fabbriche prodotto previste dal progetto.

Secondo il piano disegnato da Lovaglio, su cui i soci dovranno accendere il disco verde autorizzando la fusione fra i due gruppi, le attività di corporate & investment banking e private banking confluiranno in una nuova Mediobanca spa, controllata dal Monte mentre le attività retail e affluent di Mediobanca Premier saranno invece integrate in Widiba, creando un unico polo wealth e distributivo. La Bce ha inoltre autorizzato le conseguenti modifiche statutarie.

L’ok dell’Eurotower, per cui l’istituto toscano aveva inviato la richiesta di autorizzazione a metà settembre, consente a Rocca Salimbeni di aggiungere un tassello decisivo al progetto di integrazione della merchant bank milanese, di cui Mps controlla l’86,3% dopo l’operazione da quasi 14 miliardi di euro.

I prossimi passaggi societari e l'assemblea degli azionisti

Il prossimo passaggio sarà ora quello societario. Per completare la fusione serviranno le delibere degli azionisti con la maggioranza qualificata dei due terzi. L’ipotesi è che il via libera venga portato all’assemblea Mps già convocata per il 29 ottobre, evitando una nuova convocazione a distanza di pochi giorni.

L’assemblea sarà chiamata anche a esprimersi sulla maxi-cedola da 4,5 miliardi di euro e sugli aumenti di capitale destinati a finanziare le operazioni carta contro carta su Banca Generali e Banco Bpm.

Il dividendo straordinario prevede 1 miliardo in contanti e 3,5 miliardi in azioni Generali, partecipazione di cui Mps detiene il 13,3%. Servirà per incentivare la partecipazione e il voto favorevole degli azionisti mentre Mps è finita oggetto di un’opas da parte di Intesa Sanpaolo.

Gli obiettivi economici e i benefici per il gruppo Mps

Per Lovaglio, il via libera della Bce rappresenta un passaggio cruciale verso la chiusura dei cantieri dell’integrazione entro la fine dell’esercizio. L’obiettivo è far emergere già nei conti 2026 i primi benefici economici del riassetto e consolidare il nuovo perimetro del gruppo bancario senese. (riproduzione riservata)