Arriva da Francoforte il via libera alle nozze Mediobanca-Montepaschi. Come anticipato da MF-Milano Finanza, la banca senese guidata da Luigi Lovaglio ha comunicato di aver ricevuto dalla Bce le autorizzazioni per la fusione per incorporazione di Mediobanca in Rocca Salimbeni e per le altre operazioni di riorganizzazione societaria inerenti alle fabbriche prodotto previste dal progetto.
Secondo il piano disegnato da Lovaglio, su cui i soci dovranno accendere il disco verde autorizzando la fusione fra i due gruppi, le attività di corporate & investment banking e private banking confluiranno in una nuova Mediobanca spa, controllata dal Monte mentre le attività retail e affluent di Mediobanca Premier saranno invece integrate in Widiba, creando un unico polo wealth e distributivo. La Bce ha inoltre autorizzato le conseguenti modifiche statutarie.
L’ok dell’Eurotower, per cui l’istituto toscano aveva inviato la richiesta di autorizzazione a metà settembre, consente a Rocca Salimbeni di aggiungere un tassello decisivo al progetto di integrazione della merchant bank milanese, di cui Mps controlla l’86,3% dopo l’operazione da quasi 14 miliardi di euro.
Il prossimo passaggio sarà ora quello societario. Per completare la fusione serviranno le delibere degli azionisti con la maggioranza qualificata dei due terzi. L’ipotesi è che il via libera venga portato all’assemblea Mps già convocata per il 29 ottobre, evitando una nuova convocazione a distanza di pochi giorni.
L’assemblea sarà chiamata anche a esprimersi sulla maxi-cedola da 4,5 miliardi di euro e sugli aumenti di capitale destinati a finanziare le operazioni carta contro carta su Banca Generali e Banco Bpm.
Il dividendo straordinario prevede 1 miliardo in contanti e 3,5 miliardi in azioni Generali, partecipazione di cui Mps detiene il 13,3%. Servirà per incentivare la partecipazione e il voto favorevole degli azionisti mentre Mps è finita oggetto di un’opas da parte di Intesa Sanpaolo.
Per Lovaglio, il via libera della Bce rappresenta un passaggio cruciale verso la chiusura dei cantieri dell’integrazione entro la fine dell’esercizio. L’obiettivo è far emergere già nei conti 2026 i primi benefici economici del riassetto e consolidare il nuovo perimetro del gruppo bancario senese. (riproduzione riservata)