Mps, Mario Turco (M5S): il governo chiarisca il suo ruolo nel risiko bancario
Mps, Mario Turco (M5S): il governo chiarisca il suo ruolo nel risiko bancario
Il Movimento 5 Stelle esige chiarimenti dal governo sul suo coinvolgimento nella gestione di Mps, sollevando interrogativi sulle comunicazioni tra esponenti politici e il Tesoro durante il risiko bancario

di Silvia Valente 20/08/2026 20:48

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«Che Monte dei Paschi debba mantenere identità, unità e valore è una posizione che sosteniamo da tempo», ha ribadito Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e Delegato alla Politica economica e fiscale. Anche perché Mps è stata «risanata anche con ingenti risorse pubbliche e rappresenta un patrimonio che va tutelato nell'interesse del Paese, dei lavoratori, dei territori, degli azionisti e dei risparmiatori».

Le parole della premier Giorgia Meloni, che è intervenuta direttamente per rivendicare la salvaguardia dell'unità e dell'identità di Mps, «sconfessano la narrazione di un Governo estraneo al risiko bancario» e confermano che Palazzo Chigi «questa partita l'ha seguita sin dall'inizio e che non ne è mai stato un osservatore neutrale».

In particolare, aggiunge il senatore pentastellato, è «singolare che proprio adesso Meloni si presenti come difensore dell'identità della banca, mentre sono in corso indagini e accertamenti su alcuni dei passaggi che hanno accompagnato la ridefinizione degli equilibri del sistema bancario».

Prima di «rivendicare il ruolo di garante dell'unità di Mps, Palazzo Chigi deve spiegare fino in fondo quale ruolo abbia avuto nella partita». È questo il punto politico che da mesi poniamo al governo, tanto che «abbiamo presentato numerose interrogazioni parlamentari sulle modalità della cessione della quota pubblica di Mps, sul ruolo del Mef e sugli sviluppi del risiko, molte delle quali sono rimaste senza risposta, nonché abbiamo inoltre portato la questione all'attenzione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario». Serve inoltre «piena trasparenza sulle chat emerse tra l'allora direttore generale del Tesoro Marcello Sala e importanti esponenti del Governo e della maggioranza, tra cui Giorgetti, Salvini, Leo, Freni e Fazzolari, che la Procura di Milano chiede di poter utilizzare nell'inchiesta in corso». 

Nessuno pretende di anticipare delle valutazioni che competono alla magistratura, ma «sul piano politico è doveroso conoscere quali interlocuzioni ci siano state e quale ruolo abbiano avuto nei passaggi che hanno contribuito a ridisegnare gli equilibri del sistema bancario italiano». Insomma «Meloni e Giorgetti vengano in Parlamento, rispondano alle interrogazioni e chiariscano tutto». Il silenzio del governo, ha ribadito Turco, non è più accettabile. (riproduzione riservata)