Mps supera le attese nel primo trimestre: utile a 521 milioni e commissioni in crescita. Lovaglio: l’incertezza è alle spalle
Mps supera le attese nel primo trimestre: utile a 521 milioni e commissioni in crescita. Lovaglio: l’incertezza è alle spalle
La banca chiude il trimestre sopra il consenso. Contributo di 131 milioni da Generali. Avanza il percorso di integrazione con Mediobanca che per il ceo è centrale. Il 30% delle sinergie già quest’anno che chiuderà con utile ante imposte di 3,5 miliardi 

di Luca Gualtieri 12/05/2026 07:19

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Mps trae i primi benefici dall’acquisto di Mediobanca. Nel primo trimestre di quest’anno il gruppo guidato dal ceo Luigi Lovaglio ha superato le attese del mercato mostrando un’accelerazione della redditività sostenuta dall’ampliamento del perimetro, dalla crescita delle commissioni e dal contributo delle attività di wealth management e corporate investment banking. In borsa, dopo un’apertura in rosso, il titolo ha virato in positivo e ora scambia poco sopra la parità

Per Lovaglio, riconfermato dall’assemblea di aprile dopo un duro confronto con il cda uscente, «Il messaggio è semplice, l'incertezza è alle spalle, ora l'attenzione è sull'esecuzione strategica con l'integrazione con Mediobanca che rimane centrale Dopo un trimestre forte», ha aggiunto il banchiere aprendo la conference call, «Mps entra nella fase successiva con una governance pienamente consolidata, priorità allineate e una forte orientamento al raggiungimento degli obiettivi. Il nuovo cda garantisce la continuità della leadership, rafforzando al tempo stesso le nostre competenze e le capacità operative».

Lovaglio ha la guidance, «con la fiducia di raggiungere a fine anno un utile ante imposte di circa 3,5 miliardi di euro» anche grazie al fatto che «il 30% delle sinergie previste sono già garantite per il 2026, sostenute da monitoraggio ed esecuzione rigorosi». L’intero blocco delle sinergie (700 milioni) è stato confermato entro il 2028.

Il conto economico del trimestre

I ricavi si attestano a 1,96 miliardi di euro, sopra il consensus fermo a 1,915 miliardi, mentre il risultato operativo netto sale a 947 milioni rispetto agli 877 milioni attesi. L’utile netto consolidato raggiunge 521 milioni, oltre i 511 milioni stimati dagli analisti.

Il trimestre conferma il cambio di profilo industriale della banca dopo l’integrazione con Mediobanca. La crescita dei ricavi non dipende più soltanto dal margine di interesse ma sempre di più dalle commissioni e dalle attività di consulenza, gestione e investment banking. Le commissioni nette crescono del 2,8% rispetto al trimestre precedente, con un’accelerazione del 7,6% nel comparto wealth management e advisory. Anche il margine di interesse continua a salire (+1,9% trimestre su trimestre), sostenuto dalla crescita degli impieghi e dal minore costo della raccolta.

Mps ha archiviato un trimestre «solido, caratterizzato da un'esecuzione disciplinata e da un chiaro lancio strategico con un mix di ricavi di alta qualità e ben diversificato, redditività in miglioramento, rigorosa disciplina dei costi, solida posizione patrimoniale e remunerazione degli azionisti tra le più alte del settore», ha commentato Lovaglio, in conference call con gli analisti. «Al centro rimane la forza della nostra rete, una base clienti ampia e resiliente che comprende famiglie, imprenditori, piccole e medie imprese, grandi gruppi e comunità locali, supportata da un modello di servizio coerente e di alta qualità», ha aggiunto il banchiere. «Stiamo costruendo un gruppo bancario più diversificato e resiliente, restando ancorati alla nostra identità e ai bisogni di oltre 7 milioni di clienti».

La diversificazione dei ricavi

Il margine di interesse continua a rappresentare una componente centrale dei ricavi, con un aumento dell’1,9% trimestre su trimestre riconducibile alla crescita dei volumi di impiego che ha compensato la normalizzazione della politica monetaria, ma il contributo delle commissioni assume un peso crescente.

Le commissioni nette sono salite del 2,8%, con un’accelerazione nelle attività di gestione/intermediazione e consulenza, trainate dai servizi di intermediazione e collocamento titoli e valute grazie alla maggiore operatività riferibile al Cib di Mediobanca, mentre l’attività bancaria commerciale cala del 6,2% anno su anno.

Il contenimento dei costi resta uno degli elementi più evidenti del trimestre. I costi operativi sono diminuiti del 3,1% rispetto al trimestre precedente, mentre il cost/income è sceso al 44%, tre punti percentuali in meno rispetto a fine 2025. La banca continua inoltre a mantenere sotto controllo il costo del rischio, fermo a 42 punti base.

Un forte contributo alla redditività di Siena è arrivato dala voce dividendi, proventi simili e utili delle partecipazioni ha beneficiato soprattutto del contributo di 131 milioni arrivato da Mediobanca e riferibile quasi integralmente alla valorizzazione all'equity method di Generali.

Crescono impieghi e raccolta

Sul fronte commerciale prosegue la crescita degli impieghi, aumentati dell’1% rispetto al trimestre precedente e del 5,2% su base annua. Mps evidenzia, in particolare, il ruolo nelle erogazioni di mutui ipotecari alle famiglie, pari a 1,7 miliardi, e nel credito al consumo, che ha raggiunto 2,7 miliardi.

Anche la raccolta mostra un’evoluzione positiva. La raccolta totale si attesta intorno a 290 miliardi di euro, oltre 16 miliardi in più rispetto al primo trimestre del 2025. In aumento anche i flussi lordi nel wealth management, cresciuti del 10% trimestre su trimestre, segnale di una maggiore capacità commerciale nelle attività di risparmio gestito e consulenza finanziaria.

Capitale e qualità del credito

La banca conferma livelli patrimoniali elevati nel confronto con il sistema bancario europeo. Il Cet1 fully loaded si attesta al 15,9%, già al netto dei dividendi maturati nel trimestre sulla base di un payout del 100%. Il dato è in calo rispetto ai 19,6% di marzo 2025 e al 16,2% di fine 2025 ma il buffer rispetto ai requisiti regolamentari resta ampio, intorno ai 650 punti base.

Sul fronte della qualità dell’attivo continua la riduzione del peso dei crediti deteriorati. Lo stock lordo degli Npl è pari a 3,7 miliardi di euro, con un Npe ratio lordo al 2,5% e netto all’1,3%. La copertura complessiva dei crediti deteriorati è al 50,6%.

Il costo del credito resta contenuto a 42 punti base, ma Mps segnala un aumento degli accantonamenti nel consumer finance e sui nuovi ingressi a deteriorato.

Resta solida anche la posizione di liquidità, con una counterbalancing capacity non impegnata pari a 49 miliardi di euro. Gli indicatori regolamentari si mantengono su livelli ampiamente superiori ai requisiti: l’Lcr è al 157% e il Nsfr al 121%.

Prosegue l’integrazione di Mediobanca

Nel comunicato il gruppo richiama anche il processo di integrazione con Mediobanca, indicato come uno dei passaggi chiave per completare la riorganizzazione nelle cinque aree di attività del gruppo e accelerare la creazione di valore. L’operazione resta uno dei principali dossier strategici per la banca nel medio periodo, insieme all’attuazione del nuovo piano industriale. L’operazione, ha insistito Lovaglio in conference call, «rimane centrale, procede in linea con il piano ed è supportata da un chiaro modello operativo volto a preservare i punti di forza del brand e liberando sinergie ed economie di scala».

Il banchiere ha precisato inoltre che l'integrazione prevede «l'incorporazione delle reti di consulenti finanziari di Mediobanca Premier in Widiba, che adotterà una nuova denominazione sociale che includerà anche il marchio Mediobanca, mentre la partecipazione azionaria detenuta in Generali sarà in capo alla nuova 'Mediobanca spa».

Contestualmente ai risultati il board ha verificato l'indipendenza della maggioranza dei membri del nuovo consiglio eletto dall'assemblea dello scorso 15 aprile. (riproduzione riservata)