Banco Bpm deciderà in zona Cesarini come votare all’assemblea che il prossimo 15 aprile nominerà il nuovo cda di Mps. L’istituto guidato da Giuseppe Castagna avrebbe depositato il suo 3,7% e potrebbe formalizzare i propri orientamenti in un cda convocato per martedì 14. Non serve una delibera formale del board, ma per decisioni di questa rilevanza è prassi un’informativa agli amministratori.
Due le opzioni sul tavolo: il sì alla lista del consiglio che candida per il ruolo di ad l’attuale numero uno di Acea Fabrizio Palermo e l’astensione. La riserva sarà sciolta solo a cavallo del fine settimana, così come faranno altri soci rilevanti del Montepaschi. Anche Delfin (che ha depositato l’intero 17,5%) dovrebbe tenere un cda a ridosso dell'assise per scegliere tra astensione o appoggio alla terza lista (di minoranza) presentata da Assogestioni.
Il comitato dei gestori potrebbe contare anche sul sostegno di Algebris, Amundi, BancoPosta, Eurizon, Fideuram e Mediolanum che hanno depositato le azioni a sostegno della rosa. Quanto ai grandi asset manager come BlackRock (5%), Vanguard e State Street, il loro voto potrebbe essere condizionato dalle raccomandazioni dei proxy a supporto della lista del board, mentre hedge fund e family office avranno le mani libere.
Proprio ieri il California State Teachers' Retirement System (Calstrs, 0,09% di Mps) ha annunciato il voto a favore della lista presentata da Pierluigi Tortora attraverso Plt Holding che conferma l’ad uscente Luigi Lovaglio.
Ma soprattutto la rosa che candida Palermo conta sul sostegno di Francesco Gaetano Caltagirone (molto vicino al top manager) che ha investito circa mezzo miliardo per incrementare la propria quota dall’11,5 al 13,5%. I Benetton invece (1,4%) dovrebbero tenere le carte coperte fino all'ultimo e la scorsa settimana la cassaforte Edizione ha tenuto un board che ha conferito delega al presidente Alessandro Benetton per decidere il da farsi.
Un sostegno alla lista del consiglio viene però ritenuto probabile. Questa potrebbe essere la scelta anche delle casse di previdenza Enasarco (1,15%) e Enpam (0,1%) che pure non avrebbero ancora assunto una posizione definitiva. Come già accaduto per l’assemblea del 4 febbraio sulle modifiche allo statuto, non ha invece depositato le azioni il Tesoro (4,86%).
La scelta della piena neutralità risulta in linea con le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha pubblicamente chiarito: «Non parteciperemo alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di controllo». Il dato sull’affluenza è in costante aggiornamento e in rapido aumento rispetto al 2% registrato a inizio settimana.
Secondo stime di mercato la percentuale finale dovrebbe superare il 68% raggiunto con l’assemblea di febbraio e avvicinarsi al 74% dell’assise che un anno fa approvò l’aumento di capitale a favore dell’ops su Mediobanca. La lista del cda (con Palermo che però passerà sotto i raggi X della Bce) viene data in vantaggio su quella presentata da Tortora. Ma non si escludono colpi di scena nella seconda votazione introdotta dalla Legge Capitali.
Il proxy advisor Iss ha consigliato di bocciare le candidature del presidente Nicola Maione, di Domenico Lombardi, attuale numero uno del comitato nomine, e dei consiglieri Alessandro Caltagirone, Elena De Simone, Gianmarco Montanari, Simonetta Iarlori, Francesca Pace e Rosa Cipriotti. Glass Lewis invece ha annunciato disco rosso per Caltagirone jr e Lombardi. Raccomandazioni che potrebbero pesare sulle decisioni degli azionisti. (riproduzione riservata)