Mps, colpo di mano di Caltagirone, il comitato nomine esclude il ceo Lovaglio dalla lista del cda. Palermo in pole, c’è anche Vivaldi
Mps, colpo di mano di Caltagirone, il comitato nomine esclude il ceo Lovaglio dalla lista del cda. Palermo in pole, c’è anche Vivaldi
Colpo di scena nella partita sulle nomine della banca senese. Il cda si riunisce mercoledì 4 per varare la rosa

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 03/03/2026 22:57

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Colpo di scena al vertice del Montepaschi. Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, dopo una lunga riunione conclusasi solo attorno alle 21 di martedì 3 il comitato nomine della banca senese avrebbe deciso di escludere il ceo uscente Luigi Lovaglio dalla lista che il cda presenterà per il rinnovo di aprile. La scelta sarebbe maturata dopo due giorni di confronti molto tesi al vertice dell’istituto.

L’organo endoconsiliare di Rocca Salimbeni avrebbe fondato la decisione su diversi pareri legali e gli sviluppi recenti dell’inchiesta per presunto concorso in concerto di Lovaglio con lo stesso Caltagirone e Francesco Milleri, numero uno di Delfin (famiglia Del Vecchio), esposti dalla procura di Milano alla Commissione Banche del Senato, sarebbero stati addotti come motivazioni per escludere il ceo uscente.

Ma un ruolo chiave nella partita lo avrebbe avuto il socio forte Francesco Gaetano Caltagirone (11% del capitale), da tempo in contrasto con Lovaglio perché contrario all’idea di accelerare sull’integrazione di Mediobanca, che preferirebbe lasciare quotata, autonoma e con dentro la partecipazione del 13,2% in Generali.

Alle 17.30 di mercoledì 4 il comitato nomine dovrebbe presentare al consiglio di Mps una rosa di 20 nomi comprendente due ipotesi per il ruolo di ceo. I nomi sarebbero quelli del ceo di Acea ed ex numero uno di Cassa depositi e prestiti Fabrizio Palermo – dato per favorito – e quello dell’ex co-chief operating officer di Unicredit Carlo Vivaldi. Non dovrebbe invece comparire in lista il nome di Lovaglio, mentre ci sarà l'ex ceo di Intesa Sanpaolo e fondatore di Illimity Corrado Passera per il quale si è ipotizzato il ruolo di presidente.

Le reazioni dei grandi soci

Se tutto ciò avvenisse, è il commento al ministero dell’Economia, si arriverebbe all’assurdo che chi ha salvato Mps dal fallimento verrebbe punito. Qualche settimana fa del resto via XX Settembre aveva fatto filtrare un netto endorsement a favore di Lovaglio che aveva incassato anche il sostegno del primo socio Delfin (17,5% di Mps).

La famiglia Del Vecchio però ha un solo rappresentante nel cda attuale (Barbara Tadolini), mentre il Mef (che pure esprime sei consiglieri su 14, oltre al presidente Maione e Lovaglio, anche Paola Lucantoni, Domenico Lombardi, Renato Sala e Gianluca Brancadoro) potrebbe non esporsi. È insomma molto probabile che alla conta di mercoledì 4 la rosa ottenga i due terzi dei voti richiesti dalla Legge Capitali. (riproduzione riservata)