Mps batte le attese: 543 milioni di utile nel trimestre, payout fino al 100% e ricavi in crescita
Mps batte le attese: 543 milioni di utile nel trimestre, payout fino al 100% e ricavi in crescita
Nei nove mesi i profitti salgono del 21,2%, sostenuti da interessi e commissioni. Costi stabili e capitale robusto. Il cda esprimerà la sua valutazione sull’opas di Intesa Sanpaolo entro novembre

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 06/11/2026 08:04

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Mps supera le attese del mercato e chiude il terzo trimestre con un utile netto di 543 milioni di euro, contro i 533 milioni previsti dal consensus degli analisti. La sorpresa positiva riguarda anche il resto del conto economico, con ricavi per 1,998 miliardi, superiori agli 1,978 miliardi stimati, e un risultato operativo netto di 1,024 miliardi, a fronte dei 965 milioni attesi. Numeri che confermano la tenuta della redditività del gruppo guidato da Luigi Lovaglio, mentre resta aperta la partita dell'opas promossa da Intesa Sanpaolo.

L'andamento dell'utile e la politica di remunerazione

Nei primi nove mesi del 2026 l'utile netto ha raggiunto 1,657 miliardi, in crescita del 21,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre il risultato del solo terzo trimestre segna un incremento del 14,6% su base annua, pur risultando inferiore ai 606 milioni del secondo trimestre. La banca conferma inoltre una politica di remunerazione degli azionisti che prevede un payout fino al 100% dell'utile netto, sostenuta dalla solidità patrimoniale. Una prospettiva che segue la distribuzione di 2,6 miliardi di dividendi relativi all'esercizio 2025, anche se l'importo della prossima cedola non è ancora stato definito.

La crescita dell'attività bancaria e il margine di interesse

A sostenere i risultati è soprattutto la crescita dell'attività bancaria. Nei nove mesi i ricavi sono aumentati del 5,6%, a oltre 6 miliardi, grazie al contributo del margine di interesse, salito del 3%, e delle commissioni, cresciute del 3,5%. Nel trimestre il margine di interesse ha registrato un'accelerazione del 4,4% rispetto ai tre mesi precedenti, beneficiando dell'aumento dei finanziamenti alla clientela e del miglioramento della forbice tra tassi attivi e passivi. Una dinamica che ha compensato in parte la flessione delle commissioni, penalizzate dalla stagionalità estiva e dal confronto con un secondo trimestre particolarmente favorevole per alcune operazioni di investment banking.

Controllo dei costi e qualità del credito

Anche il controllo dei costi ha contribuito alla crescita della redditività. Le spese operative dei nove mesi sono rimaste sostanzialmente stabili, nonostante gli incrementi retributivi del settore bancario, consentendo di ridurre il cost/income ratio al 43%, due punti percentuali in meno rispetto a un anno prima. Sul fronte commerciale, gli impieghi performing lordi hanno superato i 133 miliardi, con una crescita annua del 6,8%, sostenuta in particolare dai mutui alle famiglie.

La raccolta commerciale complessiva si attesta invece intorno ai 300 miliardi, mentre la qualità del credito rimane sotto controllo, con un'incidenza dei finanziamenti deteriorati lordi del 2,4%. Resta elevata anche la dotazione patrimoniale. Il Cet1 ratio fully loaded si attesta al 16,4%, in miglioramento rispetto al 16,3% di giugno e con un margine di circa 680 punti base rispetto ai nuovi requisiti regolamentari comunicati dalla Bce. Una riserva di capitale che offre alla banca flessibilità nella distribuzione degli utili e nella gestione delle prossime scelte strategiche.

L'analisi dell'opas promossa da Intesa Sanpaolo

Su queste ultime pesa soprattutto l'opas di Intesa Sanpaolo. Nel comunicato sui conti Mps conferma di essere impegnata nell'analisi dell'offerta volontaria lanciata sulla totalità delle proprie azioni. Il cda non ha ancora espresso una valutazione formale e prevede di completare l'esame entro novembre, sulla base del documento d'offerta e delle ulteriori informazioni disponibili.

I risultati del trimestre costituiscono così un elemento importante del quadro economico sul quale gli amministratori saranno chiamati a pronunciarsi. Intanto entro il 10 Intesa dovrebbe inviare il prospetto in Consob per l’approvazione, attesa in una decina di giorni. Anche il via libera Antitrust è atteso a stretto giro e l’offerta potrebbe arrivare sul mercato già nella settimana che inizia il 23 novembre per chiudersi a fine anno. (riproduzione riservata)