Ci vorranno molto più dei tre mesi inizialmente preventivati a inizio dicembre per l’estrazione dei dati dai computer e dai cellulari sequestrati a fine novembre al costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone, al presidente di Delfin ed Essilux Francesco Milleri e al ceo di Montepaschi Luigi Lovaglio.
I tre soggetti sono indagati dalla Procura di Milano per manipolazione del mercato e ostacolo alla vigilanza di Consob, Bce e Ivass nel presunto «concerto» orchestrato per pianificare la scalata a Mediobanca.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’elaborazione dei dispositivi sta dilatando i tempi, allungando anche la durata delle indagini, il cui termine al momento non è quantificabile: dipenderà dalla quantità di materiale raccolto dai magistrati e da cui partire per le indagini.
I motivi sono molteplici, a cominciare dal software: i programmi di estrazione dei dati non erano in dotazione al momento del sequestro. Poi ci sono ragioni tecnico-procedurali. Questa settimana dovrebbero essere pronte le copie-lavoro con il materiale grezzo estratto sulla base delle 66 parole chiave che i pubblici ministeri hanno indicato nel decreto di sequestro a cui limitare l’analisi dei contenuti utili all’inchiesta.
Tra tali termini ci sono per esempio «concerto», «ingegnere» (Caltagirone), «Grilli» (Vittorio Grilli, presidente di Mediobanca ed ex ministro dell'Economia), «Di Stefano» (Stefano Di Stefano, dg delle partecipazioni del Mef ed ex consigliere Montepaschi che si è dimesso dopo le indagini a suo carico per insider trading), «Bardin» (Romolo Bardin, ceo di Delfin) fino a «collocamento», «price guidance», «Miria» (sgr Enasarco) e Domenico Pimpinella (ex dg Enpam). Per isolare le conversazioni utili e ricostruire li pezzi mancanti servirà poi il contraddittorio con le parti che andranno a costituire le risultanze su cui gli inquirenti continueranno l’attività ispettiva.
Quanto durerà questo lavoro? Dipenderà dai gigabite e dal materiale complessivamente raccolto. Alla fine gli hard disk verranno consegnati alla polizia giudiziaria per proseguire le indagini alla ricerca di altri elementi al fine di consolidare il quadro accusatorio.
Questo lavoro si intreccerà con il processo di rinnovo della governance a Siena, dove il 15 aprile è in programma l’assemblea che potrebbe accendere la luce verde a un nuovo mandato di Lovaglio, ora proiettato verso una riconferma, soprattutto alla luce del nuovo piano su Mediobanca che prevede un’integrazione di Piazzetta Cuccia in Rocca Salimbeni con conseguente scorporo in una nuova entità di cib e private banking. (riproduzione riservata)