Mps-Mediobanca, a Piazza Affari scatta il rally per delisting e fusione
Mps-Mediobanca, a Piazza Affari scatta il rally per delisting e fusione
Siena sale del 2,3% e Piazzetta Cuccia del 6,8%. La borsa punta su un concambio a premio per le minoranze della merchant. Ora attesa per il piano industriale di Lovaglio

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 18/02/2026 09:40

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Piazza Affari dice sì all’integrazione di Mediobanca in Mps. Mercoledì 18 le azioni delle due banche sono scattate al rialzo dopo l’ok dei cda al progetto di delisting e fusione. Alle ore 10:30 Siena guadagna il 2,3% a 8,62 euro, mentre Piazzetta Cuccia strappa il 6,8% a 19,38 euro. 

Il movimento dei titoli

Gli andamenti azionari mostrano acquisti concentrati su Mediobanca, segno di arbitraggio in corso: gli investitori si stanno posizionando sui titoli della merchant bank (che ormai ha un flottante di circa il 14%) in vista di un concambio a premio stabilito nel progetto di fusione. Un movimento che aveva iniziato a osservarsi già nelle scorse settimane, mentre al vertice di Rocca Salimbeni cresceva il consenso verso il piano di Lovaglio. 

Il progetto approvato dai cda

Martedì 17 il cda di Mps ha dato luce verde alla «piena integrazione con Mediobanca attraverso la fusione per incorporazione e il conseguente delisting», spiega una nota diffusa in serata. La merchant fondata da Enrico Cuccia lascerà quindi Piazza Affari dopo 70 anni, ritirando l'ultimo 13,7% rimasto quotato dopo la conclusione dell'offerta.

«Contestualmente», continua il comunicato di Montepaschi, «le  attività di corporate & investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta saranno trasferite in una società non quotata posseduta al 100% da Mps che manterrà la denominazione di Mediobanca, un brand di altissimo valore con un patrimonio unico di competenze e sinonimo di eccellenza nei servizi di consulenza alle imprese e ai privati». Nella newco confluirà anche il 13,2% di Generali, gioiello della corona del portafoglio finanziario di Piazzetta Cuccia.

La nuova Montepaschi avrà una forte presenza nel retail & commercial banking, nel consumer finance e nell'asset & wealth management grazie all'apporto degli asset di Piazzetta Cuccia. In particolare Mediobanca Premier (la ex Che Banca) si fonderà con Widiba, la banca digitale di Siena, mentre la società di credito al consumo Compass verrà unita a Mps Consumer Finance. «La nuova struttura del gruppo è finalizzata al raggiungimento degli obiettivi strategici e reddituali e alla piena realizzazione delle sinergie industriali per la massimizzazione della creazione di valore», puntualizza la nota diffusa ieri. «Tale configurazione è volta a valorizzare l'expertise distintiva di Mediobanca e delle risorse professionali, in un modello operativo specializzato».

I giudizi degli analisti

Secondo gli analisti di Banca Akros, la decisione del board di Banca Mps di procedere alla piena integrazione con Mediobanca rappresenta un passaggio coerente con il percorso già avviato con l’opa conclusa nel 2025, che aveva portato il gruppo senese all’86,3% del capitale.

Restano tuttavia da chiarire delisting e concambio, che saranno definiti nel documento di fusione e sottoposti al voto delle assemblee straordinarie. Gli esperti ritengono che l’operazione possa aumentare la visibilità sulle sinergie già indicate in circa 700 milioni, mentre maggiori dettagli sulla riorganizzazione e sul piano industriale sono attesi in occasione del capital markets day di fine febbraio.
 

Più articolata invece la lettura di Equita, che sottolinea come il conferimento delle attività di corporate & investment banking, private banking e della quota del 13% in Generali in una società non quotata controllata al 100% da Mps sia funzionale a estrarre valore e ridurre i rischi di integrazione.

L’operazione, secondo la sim, dovrebbe rafforzare anche la posizione patrimoniale del gruppo (circa +45 punti base di CET1) e consentire un progressivo avvicinamento a un utile netto adjusted nell’ordine dei 3 miliardi al 2028. Rimangono però incognite su concambio definitivo e tempistiche del delisting, elementi che il mercato considera cruciali per valutare appieno la creazione di valore dell’aggregazione. (riproduzione riservata)