Mps, Lovaglio stringe sul cda: la presidenza a un eletto nella sua lista. Giovedì il primo board per gli incarichi
Mps, Lovaglio stringe sul cda: la presidenza a un eletto nella sua lista. Giovedì il primo board per gli incarichi
Il banchiere rieletto ceo vuole una governance coesa per accelerare sull’integrazione di Mediobanca. Ma il nuovo statuto grazia il fronte degli sconfitti. In caso di dimissioni tornerebbe in cda Caltagirone jr

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 20/04/2026 21:40

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Luigi Lovaglio si è rimesso subito al lavoro come ceo rieletto di Mps. Il weekend lo ha passato a Siena, nel suo ufficio di Rocca Salimbeni, per occuparsi dei dossier più urgenti. A cominciare dal completamento della nuova governance, al centro della prima riunione del consiglio convocata per giovedì 23: i nuovi amministratori saranno chiamati a designare il presidente, i due vicepresidenti e i membri dei comitati endoconsiliari, oltre a ridare le deleghe allo stesso Lovaglio, che era stato estromesso a marzo dal vecchio cda presieduto da Nicola Maione.

L’obiettivo di Lovaglio è completare rapidamente questi passaggi e disegnare una governance coesa per accelerare sull’integrazione di Mediobanca. Presidente e vice verranno così con ogni probabilità estratti dalla lista presentata da Pierluigi Tortora (attraverso Plt Holding), arrivata prima in assemblea con il 49,95% dei voti (32,43% del capitale) e che schierava Lovaglio. Per la poltrona di numero uno il candidato forte è il capolista Cesare Bisoni, già presidente di Unicredit e professore emerito di tecnica bancaria a Modena e Reggio Emilia. In alternativa si fa il nome di Flavia Mazzarella, ex presidente di Bper nonché ex vice dg dell’Ivass ed ex amministratore di Saipem, Alerion e Garofalo.

Secondo fonti a conoscenza del dossier, non sembrano esserci margini per la suddivisione dei ruoli tra le due liste auspicata da ambienti vicini all’ex cda, che in nome della concordia tra i due schieramenti vedrebbe come candidati alternativi a Bisoni il banchiere Corrado Passera e il rettore della Luiss Paolo Boccardelli. Ma Lovaglio non sarebbe dell’idea, anche perché una lottizzazione del vertice rischierebbe di rendere più farraginosa la governance e di rallentare i processi decisionali.

La minoranza è comunque già forte: con il nuovo statuto di febbraio Siena è passata da un sistema “winner-takes-all” a un proporzionale temperato che ha fatto ottenere alla lista dal cda, risultata seconda, ben 6 posti su 15, ovvero 4 in più che con il vecchio statuto. Del vecchio board oggi sono stari rieletti solo Lovaglio e Maione, eletto nella lista del cda. Ma è possibile che da quest’ultima venga ripescato Alessandro Caltagirone, figlio di Francesco Gaetano che ha il 13,5%, se si dimettesse un consigliere.

Su Mps si è espresso il segretario generale della Fabi, Lando Sileoni: «Ci sono due vincitori di questa partita. Il primo è il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti che ha giocato una partita a scacchi di grande intelligenza e lungimiranza. La seconda sono i clienti e i dipendenti che manterranno al momento, spero per diverso tempo, l'autonomia della loro banca». (riproduzione riservata)