Resta in bilico il futuro del ceo Luigi Lovaglio nel cda di Montepaschi. Giovedì 22 il board della banca senese presieduto da Nicola Maione non ha sciolto i dubbi sul regolamento da definire sulla lista del consiglio, in vista del rinnovo degli organi sociali. Il tempo stringe: l’assemblea per l’elezione del nuovo board è stata convocata proprio ieri per il 15 aprile.
Il comitato nomine del cda, guidato da Domenico Lombardi, ha proposto di escludere Lovaglio dalla stesura della rosa dei candidati. La scelta, almeno formalmente, non pregiudica la riproposizione del banchiere come ceo, ma alcuni osservatori la leggono come un passo verso il «no» al bis per il triennio 2026-2029, soprattutto alla luce delle divergenze emerse sin dall’estate con il gruppo Caltagirone, che detiene oltre il 10% della banca.
Sulla bozza di regolamento sono stati presentati in cda due pareri legali: uno del civilista milanese Roberto Sacchi e l’altro del penalista romano Nicola Apa. Entrambi condividono un punto di fondo: in relazione alla scalata di Montepaschi a Mediobanca, la procura di Milano ha ipotizzato un possibile patto occulto tra Delfin e Caltagirone, con il coinvolgimento di Lovaglio. Di conseguenza, escludere l’ad dagli incontri con i grandi azionisti – compresi Caltagirone e Milleri, anch’essi indagati con Lovaglio – servirebbe a proteggere l’iter procedurale e la banca (che non è indagata) da eventuali contestazioni legali.
Il confronto tra i consiglieri è stato in alcuni momenti anche acceso al punto che per preservare la coesione interna il presidente Maione ha deciso di sospendere la discussione per approfondire meglio le tematiche legali: «Si è deciso di effettuare ulteriori approfondimenti per giungere all’approvazione del regolamento in tempi rapidi e con una chiara formalizzazione delle regole di governance, in vista dell’assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 4 febbraio per l’approvazione delle modifiche statutarie, previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni», si legge nella nota diffusa in serata. La discussione è stata rinviata a mercoledì 28.
L’empasse sul ceo ha di fatto bloccato l’intera procedura di selezione dei candidati per la «lista del cda». Il board uscente non ha ancora selezionato l’head hunter — si parla di Korn Ferry — e di conseguenza non è partito il processo di scrutinio dei curricula né l’engagement dei grandi soci.
I tempi restano però molto stretti: il 4 febbraio l’assemblea dovrà esprimersi sul nuovo statuto, che non ha ancora ottenuto il via libera della Bce. La lista del cda dovrà essere depositata entro il 5 marzo, quaranta giorni prima dell’assemblea di rinnovo già fissata per il 15 aprile.
Parallelamente, il board dovrà predisporre il nuovo piano industriale post-opas su Mediobanca. Anche la nuova strategia sarà uno dei banchi di prova per i grandi soci nella decisione sulla conferma o meno di Lovaglio. Il manager ha finora incassato l’appoggio di Delfin (primo azionista al 17,5%) e del Tesoro (4,5%) che hanno manifestato apprezzamento per il lavoro svolto sinora. Un giudizio condiviso dal vice premier Matteo Salvini che venerdì 16 ha dichiarato: «Penso che chi ha guidato Mps lo abbia fatto in modo eccellente. Poi ognuno farà le sue scelte».
Finora invece non ha ufficialmente scoperto le carte Caltagirone. In un articolo pubblicato nei giorni scorsi il Financial Times ha ipotizzato una «frattura» tra il costruttore romano e Lovaglio sul futuro di Mps e sull’integrazione di Mediobanca, una «disputa» che «rischia di destabilizzare gli investitori mentre il settore bancario italiano cerca di affrontare un’ondata di operazioni», scriveva il quotidiano finanziario inglese.
Ma la ricostruzione è stata respinta dal costruttore romano che, in una nota, ha sottolineato di non avere «contatti con l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, da diverse settimane» e che si tratta di una «fase di confronto interna al cda di Mps, chiamato a deliberare in tempi brevi su due snodi cruciali: il piano industriale richiesto da Bce entro sei mesi dalla chiusura dell’ops su Mediobanca e la definizione della lista del board in vista del suo rinnovo». (riproduzione riservata)