Luigi Lovaglio è «fiducioso» di essere rieletto amministratore delegato della banca senese, in virtù del track record alla guida di Mps e dei 16 miliardi di dividendi complessivi promessi agli azionisti nei prossimi cinque anni. Sospeso dal board ed escluso dalla lista del cda uscente, il banchiere lucano è stato ripresentato dall’elenco di maggioranza di Plt Holding, per il rinnovo del cda alla prossima assemblea del 15 aprile. La lista del board uscente schiera invece l’amministratore delegato di Acea Francesco Palermo, appoggiato dal secondo azionista (all’11,5%) di Rocca Salimbeni Francesco Gaetano Caltagirone.
«Sono fiducioso, sono pienamente impegnato e sono convito che questo impegno verrà riconosciuto dal mercato», spiega Lovaglio in un’intervista a Bloomberg Tv, nella quale non risponde alla domanda diretta su quali ritenga siano i motivi per i quali il cda uscente non l'abbia inserito nella lista del cda. «Non è il punto chiave», afferma poi aggiungendo invece di sentirsi «completamente impegnato» nella realizzazione dell'integrazione con Mediobanca e di essere felice «di avere l'opportunità di farlo in una lista qualificata del socio Tortora».
La fiducia di Lovaglio nel giudizio del mercato (oltre il 50% del capitale della banca è in mano a investitori internazionali) è basata su quella che hanno già dimostrato nei suoi confronti nei quattro anni in cui è stato alla guida della banca. «Mi sento a mio agio ad essere parte della lista, perché ho sempre raggiunto i risultati per i nostri azionisti, il mercato conosce il mio track record, quando mi impegno per un piano lo eseguo e credo fortemente che la continuità e l'esecuzione sia cruciale in questa fase per sprigionare la seconda fase di creazione di valore per i nostri azionisti», spiega il banchiere.
Il piano di integrazione con Mediobanca, ricorda, è stato ben costruito e «non cambierà» e credo che questo sia il messaggio chiaro da dare ai soci: il piano c'è ed è molto efficiente e sono sicuro che darà un'alta remunerazione» agli azionisti, permettendo a Rocca Salimbeni di prendere parte alla nuova fase del risiko bancario.
Quanto alla reazione negativa del mercato in occasione della pubblicazione delle strategie Lovaglio spiega di aver avuto «il feedback positivo» di molti investitori, secondo cui «il piano era ok». «A quel tempo - aggiunge - c'erano molte situazioni che hanno impattato il prezzo delle azioni, tra cui la mancata pubblicazione del rapporto di concambio» con Mediobanca. «Il piano – conclude – è un buon piano, stiamo promettendo 16 miliardi di remunerazione totale agli azionisti e collochiamo la banca a un livello molto alto».
Alla domanda sul destino della partecipazione (13%) che il gruppo detiene in Generali, l’ex Unicredit ripete quando affermato negli ultimi mesi «nice to have», bello averla e offre «ulteriori opportunità per la bancassurance. Guardiamo a Generali come un elemento importante del nostro piano industriale ma la nostra strategia e più orientata nel corporate investment banking e private banking e nella tipica banca commerciale». Pare che sulla gestione della quota Generali, strategica per Caltagirone, Lovaglio sia entrato in rotta di collisione con il costruttore romano, grande sponsor di Palermo.
Infine l’inchiesta della Procura di Milano sul presunto concerto nella scalata a Mediobanca assieme a Caltagirone e a Francesco Milleri, «non sarà un problema per rielezione». «L’inchiesta è in corso e sono molto fiducioso che alla fine tutto verrà chiarito», afferma il banchiere che ricorda che l’istituto lo scorso dicembre gli ha riconfermato i requisiti di «fit and proper». (riproduzione riservata)