Mps, Lovaglio e Maione nella long list da 30 nomi al vaglio del cda. La decisione sul nuovo vertice entro il 6 marzo
Mps, Lovaglio e Maione nella long list da 30 nomi al vaglio del cda. La decisione sul nuovo vertice entro il 6 marzo
Nella rosa manager e banker. Verso la conferma oltre la metà del board Ieri vertice sulle nomine e sull’integrazione. Sul Danish Compromise servirà una valutazione Eba-Bce

di di Luca Gualtieri e Francesco Ninfole 19/02/2026 21:40

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I nomi di Luigi Lovaglio e Nicola Maione entreranno nella lista che il consiglio di amministrazione di Montepaschi presenterà per il rinnovo del prossimo 15 aprile.

Giovedì 19 il board della banca si è riunito fino a sera per dare gli ultimi ritocchi alla long list, l’elenco da trenta candidati da cui nelle prossime due settimane sarà tratta la short list da 20 nominativi, cioè la rosa quasi definitiva. 

La riunione – ancora in corso quando questo giornale è andato in stampa – è stata presieduta da Maione che, insieme al numero uno del comitato nomine Domenico Lombardi, sta cercando un punto di sintesi tra i consiglieri e i grandi azionisti. Proprio nei giorni scorsi si sono concluse le consultazioni con i soci, a partire da Delfin e Caltagirone che complessivamente detengono circa il 28% di Rocca Salimbeni.

Dal processo è stato escluso Lovaglio per il suo coinvolgimento nelle indagini della Procura di Milano sul presunto concerto. Ma, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il nome del banchiere e quello di Maione saranno inclusi nella rosa. L’orientamento è muoversi in continuità con il consiglio uscente, confermando tra la metà e i due terzi degli attuali amministratori.

Non dovrebbero però mancare new entry e fonti finanziarie suggeriscono che l’elenco dovrebbe comprendere professionisti di alto profilo, provenienti anche dal banking.

I tempi per le scelte ormai stringono. La lista del cda dovrà essere presentata 40 giorni prima dell'assemblea, quindi entro il 6 marzo. Per mettere a punto ulteriori rose ci saranno dieci giorni in più di tempo e a muoversi dovrebbe essere Assogestioni che nel board attuale esprime tre consiglieri.

Sempre ieri, prima della riunione formale del cda, si sarebbe discusso del nuovo piano industriale che sarà presentato venerdì 27 febbraio.

Il piano industriale e l'integrazione con Mediobanca

Il documento dettaglierà la fusione di Mediobanca in Mps già deliberata dal board di Siena nei giorni scorsi e gli effetti che la mossa avrà sulla strategia e sulle sinergie.

Come anticipato ieri da MF-Milano Finanza, il disegno di Lovaglio sarà incardinato sull’attuale Mediobanca Premier nella quale saranno conferiti il cib, il private banking e il 13,2% di Generali, gioiello della corona del portafoglio di Piazzetta Cuccia. Questa scelta consentirà di mantenere la licenza in capo a Premier senza dover avviare nuove e dispendiose procedura autorizzative.

C’è peril nodo del Danish Compromise. Mediobanca finora ha utilizzato una norma specifica del regolamento Crr che ha consentito uno sconto patrimoniale per la partecipazione in Generali. L’Eba e la Bce dovranno valutare ora se la stessa regola si può applicare anche nella nuova struttura del gruppo Mps.

Se il giudizio delle autorità sarà positivo, non serviranno ulteriori passaggi regolamentari e il Danish Compromise potrà continuare a essere applicato. Se invece la valutazione sarà negativa, dovrà essere avviata una nuova procedura per usufruire del compromesso danese.

In questo caso, però, si dovrebbe applicare la normativa dei conglomerati finanziari (non quella specifica utilizzata finora da Mediobanca) e quindi la richiesta dovrebbe essere fatta da Mps. (riproduzione riservata)