Anche Mps torna sul mercato obbligazionario. Approfittando della finestra favorevole di inizio anno, la banca senese guidata da Luigi Lovaglio ha collocato con successo presso investitori istituzionali, sia internazionali sia italiani, un european covered bond a 4 anni di importo pari a 750 milioni di euro.
A fronte di ordini provenienti da oltre 60 investitori per oltre 2,4 miliardi di euro, per il titolo con scadenza 22 gennaio 2030 e rating atteso Aa2 da Moody’s e AA+ da Fitch lo spread è stato fissato a +30 sul tasso midswap, il livello più basso dall’avvio del programma di covered bond dell’istituto di credito, da una guidance iniziale a +37 punti base. Il prezzo reoffer è di 99,577 e la cedola annua è pari al 2,625%.
Le condizioni dell’emissione sono migliorative rispetto al covered bond con scadenza più lunga (5 anni e 7 mesi) emesso dalla banca a giugno 2025 a uno spread di 54 punti base, «a dimostrazione dell’apprezzamento del percorso di crescita del gruppo Mps rafforzatosi ulteriormente a seguito dell’opas su Mediobanca, chiusa a settembre dello scorso anno», si legge nel comunicato di Rocca Salimbeni.
La domanda è stata ampia e diversificata da parte degli investitori. La distribuzione geografica ha visto, infatti, la presenza di investitori italiani con il 36% ed esteri, tra cui Paesi nordici con il 28%, Regno Unito con il 16%, Germania, Austria e Svizzera con il 15%, Francia, Spagna e altri circa il 5%.
Joint bookrunner nell’operazione odierna Commerzbank, Crédit Agricole Cib, Mediobanca, che è anche global coordinator, Santander, Ubs, Unicredit e la stessa Mps.
Invece, l’ultima emissione del Monte del 2025 (novembre) è stata green, un’obbligazione con scadenza febbraio 2032 e con opzione di rimborso anticipato dopo il quinto anno, piazzata per un ammontare pari a 500 milioni. Un’operazione che anche in questo caso ha riscosso un forte interesse da parte degli investitori italiani e internazionali con una raccolta ordini pari a 2 miliardi, 4 volte l’offerta.
A gennaio diverse big cap italiane (Unicredit, Generali, Unipol, Banca Mediolanum, Eni, Enel e Snam) hanno intensificato l’attività sul mercato obbligazionario, approfittando di condizioni di finanziamento favorevoli per riequilibrare la struttura finanziaria, allungare le scadenze e ridurre i rischi di rifinanziamento.
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