Mps, la doppia ops arriva in Consob. Entro il 10 settembre i documenti all'authority
Mps, la doppia ops arriva in Consob. Entro il 10 settembre i documenti all'authority
Intanto il cda di Siena coopta Brancadoro e Caltagirone junior. E i pm chiedono tre anni per gli ex vertici Fabrizio Viola e Massimo Tononi sul filone giudiziario degli npl

di di Camilla Conti e Luca Gualtieri 08/09/2026 22:00

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Alla vigilia dell’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo sull’opas per Mps, arriva in Consob la doppia offerta del Montepaschi. Tra oggi e domani saranno sottoposti all’authority dei mercati i due documenti d’offerta relativi alle ops che il 21 agosto Siena ha lanciato su Banca Generali e Banco Bpm. Si tratta di uno degli snodi chiave dell’iter illustrato dal ceo Luigi Lovaglio con la mossa a sorpresa che ha riaperto le partite del risiko bancario.

Il documento d’offerta è, in sostanza, il testo che mette nero su bianco tutti gli elementi dell’operazione e consente agli azionisti della target di valutarla. Indica tra l’altro il corrispettivo proposto, le modalità e i tempi dell’offerta, le condizioni cui è subordinata, le risorse necessarie e gli obiettivi perseguiti dall’offerente. Il deposito segna l’avvio dell’esame da parte della Consob.

Il roadshow internazionale di Lovaglio

Sempre sul fronte senese il prossimo appuntamento sarà il roadshow internazionale di Lovaglio, chiamato a illustrare agli investitori il razionale della doppia operazione e a raccogliere consensi tra i grandi fondi. Il primo passaggio è previsto negli Stati Uniti, dove il ceo di Mps potrebbe partecipare dal alla Global Financial Services Conference di Barclays, mentre le tappe successive saranno Londra e Parigi.

L'assemblea straordinaria di Mps e le operazioni in agenda

Il passaggio decisivo arriverà poi il 29 ottobre, con l’assemblea straordinaria di Mps. I soci saranno chiamati a pronunciarsi sugli aumenti di capitale necessari alle due ops e sulle operazioni collegate, oltre che sulla distribuzione del dividendo straordinario da 4,5 miliardi e, secondo il calendario predisposto da Siena, sulla fusione con Mediobanca.

Le due operazioni sono giuridicamente distinte, come ricordato da Lovaglio, e ieri Adnkronos ha ventilato l’ipotesi che Siena possa concentrarsi inizialmente sulla sola Banca Generali. Lo scenario è stato però escluso da fonti vicine a Rocca Salimbeni, «concentrata a proseguire nel progetto industriale come annunciato al mercato con le due ops».

Il riassetto del cda del Monte e il via libera della Bce

Nel frattempo, ieri il cda del Monte è tornato alla sua composizione completa con la cooptazione di Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro, dopo il via libera arrivato dalla Bce al termine dell’esame fit & proper, che ha riconosciuto l’idoneità dei due candidati a sedere nel board di Rocca Salimbeni. Caltagirone e Brancadoro subentrano rispettivamente ad Fabrizio Palermo, dimessosi, e Carlo Vivaldi, dichiarato decaduto a inizio maggio.

Con i due ingressi il consiglio torna così a 15 componenti. Entrambi erano stati candidati nella lista presentata dal board uscente e la loro cooptazione riporta a sette i rappresentanti della minoranza, ricomponendo gli equilibri interni al consiglio in una fase particolarmente delicata per la banca senese. Il passaggio completa quindi il riassetto del vertice dopo i vuoti che si erano aperti nei mesi scorsi e restituisce al board l’assetto originario proprio mentre l’istituto senese è al centro delle partite di consolidamento del settore bancario e delle valutazioni sulle operazioni straordinarie.

Il fronte giudiziario nel processo a Milano

Sul Monte resta intanto aperto anche il fronte giudiziario. Nel processo milanese sulla contabilizzazione dei crediti deteriorati tra il 2013 e il 2016, le pm Giovanna Cavalleri e Cristiana Roveda hanno chiesto tre anni di reclusione per Fabrizio Viola e Massimo Tononi, rispettivamente ex amministratore delegato ed ex presidente della banca, limitatamente a un’ipotesi di falso in bilancio relativa alla semestrale del 30 giugno 2016. Un reato che, secondo quanto emerso in aula, è comunque ormai molto vicino alla prescrizione.

Per tutte le altre contestazioni la procura ha invece chiesto l’assoluzione, perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto. Le richieste scagionano integralmente l’ex presidente Alessandro Profumo e l’ex dirigente Arturo Betunio. Nella requisitoria i pm hanno inoltre preso le distanze dagli esiti della maxi perizia disposta durante le indagini con incidente probatorio, definita un «elefante» e considerata viziata sotto il profilo metodologico. Il processo davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta da Anna Calabi, riprenderà domani con le discussioni dei legali delle parti civili, circa cinquemila. (riproduzione riservata)