Colpo di scena all’assemblea di Mps: a conquistare il board è la lista di Plt Holding che ricandida l’amministratore delegato Luigi Lovaglio, appena licenziato dal board proprio per essersi schierato contro la lista del cda: conquista il 49,95% dei voti.
Quest’ultima, che schierava come ceo Fabrizio Palermo, con Nicola Maione presidente per un nuovo mandato ed era sostenuta da Francesco Gaetano Caltagirone, forte del 10% circa del capitale, ottiene un risultato non sufficiente per vincere: ha raccolto il 38,79% dei voti.
«Sento un grande senso di riconoscenza per l’ingegner Tortora per questa iniziativa e un altrettanto forte riconoscenza per tutti i nostri azionisti che ci hanno dato fiducia. Non vedo l’ora di ricominciare con il passo giusto, andando nella direzione che abbiamo fissato. Questo progetto è molto importante per il sistema finanziario e per il paese», ha commentato Lovaglio nella conferenza stampa seguita all’assemblea. «Quando ho capito che l’avrei fatta? Quando ho sentito l’esito dei voti», ha aggiunto il banchiere.
«Mi ha guidato un grande senso di responsabilità verso i clienti, la banca e gli azionisti. Ho avuto la fortuna di trovare un imprenditore coraggioso. Una sera ci siamo incontrati, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso di fare questa cosa. Non è una rivincinta. Io ho un solo grande desiderio: implementare un progetto innovativo che crei valore per tutti gli stakeholder per un senso di responsabilità e volontà di mantenere le promesse. I soci ci hanno dato fiducia per un progetto chiaro, innovativo e con una forte creazione di valore».
Quanto a Generali, Lovaglio si sente «tranquillo di confermare che la partecipazione nella compagnia triestina resta nice to have». Il suo primo passo? «Ricominciare a lavorare, anche se non ho mai smesso. Magari solo stasera...» ha continuato rivolto a Tortora che ha risposto sorridendo: «stasera festeggeremo».
Il piano resta quello? Sì, il piano è quello. Vogliamo fare 9,5 miliardi di ricavi e distribuire 16 miliardi di dividendi.
Terza si piazza la lista di Assogestioni con il 6,94% dei voti. Astenuti 4%. Ha votato il 64,92% del capitale.
L’esito è stato proclamato da Maione alle ore 17:24 dopo oltre sette ore di lavori assembleari. Determinanti sono stati Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio primo azionista del Montepaschi con il 17,5%, che ha votato per la lista Tortora, e Banco Bpm, che ha schierato il suo 3,7%.
Il nuovo cda sarà così composto: Cesare Bisoni (lista 3), Nicola Maione (lista 1), Luigi Lovaglio (lista 1), Fabrizio Palermo (lista 1), Flavia Mazzarella (lista 3), Corrado Passera (lista 1), Livia Amidali Aliberti (lista 3), Massimo Di Carlo (lista 3), Carlo Vivaldi (lista 1), Patrizia Albano (lista 3), Paolo Boccardelli (lista 1), Carlo Corradini (lista 3), Paola Leoni Borali (lista 3), Antonella Centra (lista 1) e Paola De Martini (lista 2). Maione ha rinunciato alla candidatura alla presidenza. Come previsto dallo statuto del Montepaschi, la lista Tortora-Lovaglio ha ottenuto 8 seggi su 15, la lista del cda 6 seggi, mentre il restante seggio è andato ad Assogestioni.
Ore 16:40 Concluso il voto, servono alcuni minuti di procedura tecnica per l’esito
Ore 16:20 – breve pausa per assemblea, febbrili consultazioni su schieramenti per liste
Ore 14:50 – Riprendono i lavori. Ok dei soci con ampia maggioranza a board a 15 e due vicepresidenti
Ore 13:35 – Pausa pranzo dei lavori in assemblea
Ore 13:30 – Ok degli azionisti alla politica di remunerazione
Ore 13:00 – L’assemblea boccia l’azione di responsabilità di Bluebell (Bivona)
Ore 12:46 – Ok quasi unanime a dividendo e destinazione utile
Ore 12:35 – Bilancio 2025 Mps approvato con il 99,62% dei voti presenti
Ore 12 – Pausa dei lavori in assemblea
Ore 10.45 – Le quote dei grandi soci
Ore 10.33 – Presente il 64,11% del capitale votante
Ore 10.30 – Il presidente Maione: assemblea delle grandi occasioni
Ore 10.20 – Iniziata l’assemblea di Mps per il rinnovo della governance
Ore 10 - Presente in sala l’ex ceo Luigi Lovaglio
Ore 9.40 – Mps fa +2% in borsa nella prima parte della seduta
Ore 9.35 – Dai soci nessuna indicazione di singoli candidati per la lista del cda
Ore 9.30 – Le risposte ai soci: Mps concentrata su integrazione con Mediobanca
Ore 9.20 – Mps, causa Caltagirone da 741 milioni resta pendente
Ore 9.00 – Titolo Mps apre a + 1% a 8,38 euro
Il presidente Maione ha chiamato al voto i soci per le tre liste. Ma ha spiegato che servirà una decina di minuti per avere l’esito, nonostante il voto elettronico. Alla votazione è presente il 64,94% del capitale, cresciuto di circa lo 0,90% rispetto alle presenze della mattina.
Breve pausa per l’assemblea di Mps, dopo aver ascoltato gli interventi di sei soci sul punto più atteso all’ordine del giorno: il rinnovo del cda. Tutta l’attenzione è rivolta alla definizione degli schieramenti che sosterranno le due liste: quella del cda e quella promossa da Plt Holding della famiglia Tortora che candida l'ex Luigi Lovaglio come ceo.
Le voci più insistenti delle ultime ore riguardano Delfin e la possibilità che con il suo 17,5% possa schierarsi con Lovaglio. È stata Repubblica ad anticipare in un articolo online pubblicato attorno alle 16 questa decisione della holding della famiglia Del Vecchio. Al momento non ci sono conferme, ma le consultazioni diventano sempre più febbrili. Mentre il countdown per conoscere il verdetto dell’assemblea è già iniziato.
«Presidente Maione, io non so perché avete fatto scrivere un piano industriale a un amministratore delegato, manager che poi avete mandato a fare un roadshow e poi lo avete sfiduciato. Io avrei sfiduciato Lovaglio, ma cinque minuti prima avrei sfiduciato lei», dice sempre in tono polemico con il presidente della banca il fondatore di Bluebell Giuseppe Bivona.
L'assemblea ha determinato in 15 il numero dei componenti del futuro consiglio di amministrazione di Mps con il 98,25% dei voti favorevoli, l'1,44% dei voti contrari e lo 0,3% di astenuti. Al voto era presente il 64,94% del capitale. Approvata anche l’istituzione di due vicepresidenti con il 97,8% dei voti favorevoli, l’1,31% di contrari e l’1,35% di astenuti. La modifica rafforza la struttura del board.
Il presidente Maione ha sospeso i lavori dell’assemblea per una pausa.
L’assemblea ha approvato la politica di remunerazione con il 96,40% dei voti favorevoli, l’1,65% di contrari e l’1,93% di astenuti. Il via libera conferma il sostegno degli azionisti alle linee guida sui compensi del management e alla struttura incentivante dell’istituto senese.
I soci hanno respinto con il 94,49% dei voti contrari l’azione di responsabilità promossa da Bluebell di Giuseppe Bivona nei confronti di Maione e Lovaglio. La proposta contestava presunte violazioni dei doveri di diligenza e trasparenza nella gestione e nella contabilizzazione dell’operazione Mediobanca, che secondo il Bluebell sarebbe dal punto di vista contabile l’acquirente di Mps. E per questo motivo avrebbe richiesto un trattamento come fusione inversa ai sensi dello Ifrs3. Contro l'azione di responsabilità nei confronti di Maione si è espresso il 94,49% del capitale presente, quella contro Lovaglio è stata bocciata dal 96,49% del capitale.
Il finanziere di Bluebell ha ricordato l’intervento del procuratore della Repubblica di Milano, Marcello Viola, alla Commissione Banche sull’inchiesta sul presunto concerto tra Caltagirone, Milleri e Lovaglio sulla scalata a Mediobanca. E ha citato da un lato Lovaglio che «a luglio dichiarava: “Siamo convinti che supereremo il 66%”. Ora, questa previsione pubblica di controllo appare difficilmente compatibile, sul piano logico, con la struttura azionaria post-operazione, nella quale gli azionisti di Mediobanca risulterebbero detenere la maggioranza — sia del capitale sia dei diritti di voto — del nuovo gruppo bancario».
«L’unico modo per rendere coerenti queste due rappresentazioni», ha continuato Bivona «sarebbe ipotizzare l’esistenza di un accordo di concerto tra alcuni soggetti rilevanti — in particolare tra Francesco Gaetano Caltagirone e Luigi Lovaglio — ipotesi che, a nostro avviso, trova riscontro in diversi elementi. Personalmente, tuttavia, dubito che questa sarà la linea difensiva adottata. E proprio per questo, se non stessimo parlando di una banca, ma di una serie televisiva su Netflix, probabilmente la trama apparirebbe più coerente di quanto non lo sia questa rappresentazione dei fatti».
I soci hanno approvato la destinazione dell’utile di esercizio e la distribuzione del dividendo con il 99,90% dei voti favorevoli, lo 0,01% di contrari e lo 0,07% di astenuti.
L’assemblea ha approvato il bilancio 2025 con il 99,62% dei voti favorevoli, lo 0,04% di contrari e lo 0,30% di astenuti. Le quote non votanti si attestano allo 0,021%.
Il presidente Maione ha sospeso i lavori dell’assemblea per una pausa.
Il finanziere Giuseppe Bivona interviene contestando il presidente Nicola Maione e annunciando il voto contrario del suo fondo Bluebell al bilancio: «Al di là delle divergenze, anche profonde, ritengo corretto riconoscere l’impegno delle persone. Per questo, pur nelle mie posizioni critiche, desidero ringraziare il dottor Lovaglio per il lavoro svolto. Non condivido molte delle sue scelte, e l’ho anche contestato formalmente, ma questo non esclude il riconoscimento di un impegno professionale». L’assemblea dei soci applaude vigorosamente. Infine, la dichiarazione di voto: «Mi avvio a concludere, spero che anche questa presidenza stia concludendo».
Il presidente della Fondazione Mps Carlo Rossi evidenzia i risultati «eccezionali» 2025 di Rocca Salimbeni, in fase di consolidamento dopo il rilancio avviato con il piano, che ha rafforzato redditività e credibilità. Riconosciuto il ruolo di management e dipendenti, nonché il valore industriale dell’operazione con Mediobanca, definita «storica». La Fondazione, che ha aumentato la quota allo 0,2%, chiede continuità strategica: centralità della banca commerciale, sostegno a imprese e territori e legame con Siena. Esprime invece cautela su possibili discontinuità orientate a logiche finanziarie. Annuncia voto favorevole sui conti, astensione sulla governance e contrarietà all’azione proposta da Bluebell. Il cda uscente dice che c'è la necessità di una discontinuità, «francamente non abbiamo sufficienti elementi per esprimere un giudizio compiuto».
Dal libro soci, aggiunge il presidente del Monte, emerge che i principali azionisti sono Delfin con il 17,5%, gruppo Caltagirone con il 10,26%, Blackrock con il 4,98%, il ministero dell'Economia con il 4,86% e Banco Bpm il 3,74%.
Affluenza più bassa rispetto alle attese del 70%, con il Tesoro ancora azionista della banca senese al 4,9% che ha fatto sapere da giorni che non avrebbe partecipato. In sala è presente, fisicamente o per delega, il 64,11% del capitale votante.
«Un'assemblea molto affollata, delle grandi occasioni», ha esordito il presidente Nicola Maione aprendo i lavori. La solidità ritrovata di Mps «ha contribuito a quella dell'intero sistema bancario non dimenticando mai le radici nel territorio», afferma poi l’avvocato calabrese. Maione ricorda la sua lunga militanza nel consiglio, dove siede da quasi nove anni, e «gli enormi sacrifici e le grandi gioie» vissute aggiungendo che «se oggi la banca è tornata competitiva è grazie alle donne e agli uomini» che lavorano per la banca. Maione ha quindi ringraziato il cda «nessuno escluso» per aver consentito a Mps di raggiungere risultati incredibili. «Non so come finirà l’assemblea - aggiunge Maione - con tutto il cda ci mettiamo la faccia, e sono sicuro di aver dato tutto quello che potevo per questa banca e lo farò sempre, perché sono sempre il primo sostenitore della banca più antica e straordinaria al mondo, indipendentemente dalle posizioni che occuperò».
Al via a Siena l'attesa assemblea degli azionisti di Mps chiamata a votare sul nuovo cda e sui nuovi vertici che guideranno la banca per il prossimo triennio. A dirigere i lavori il presidente uscente Nicola Maione. Il bilancio invece sarà illustrato ai soci dal vice direttore generale, Maurizio Bai, capoazienda dopo il licenziamento del ceo Luigi Lovaglio.
Nella sala è presente l’ex amministratore delegato della banca e consigliere Luigi Lovaglio, salutato da alcuni soci. Il cda gli ha revocato le deleghe e lo ha licenziato da direttore generale dopo la candidatura nella lista di Plt Holding.
Accelera al rialzo Banca Mps in una Piazza Affari piatta. Il titolo registra un progresso del 2%, attestandosi a 8,39 euro, in linea con un clima di fiducia degli investitori sulle prospettive dell’istituto. Il movimento si inserisce in un contesto di attenzione del mercato alle scelte di governance e agli sviluppi strategici della banca.
L'argomento più «caldo» è quello del rinnovo del cda. Sulla definizione della lista del board, la banca ha spiegato che «le interlocuzioni con i soci» per la formazione della lista del cda di Mps «sono state limitate ai criteri quali-quantitativi per l'individuazione della composizione ottimale del consiglio e ai profili professionali ritenuti maggiormente adeguati, senza estendersi all'indicazione di singoli candidati».
Nelle risposte agli azionisti, a chi chiedeva di eventuali nuove operazioni straordinarie, la banca anche precisato di essere al momento «concentrata» sull'integrazione con Mediobanca e sulla «relativa riorganizzazione societaria».
Montepaschi mantiene pendente presso il Tribunale di Roma la causa promossa dal gruppo Caltagirone, con un petitum di 741 milioni relativo agli aumenti di capitale 2008 e 2011. L’istituto indica il rischio come “remoto” dal bilancio 2024, escludendolo dalle principali voci di rischio legale 2025. Restano inoltre rapporti locativi preesistenti con società del gruppo. Il contenzioso complessivo raggiunge 2,83 miliardi a fine 2025, mentre le spese legali superano i 60 milioni annui, in linea con i costi per fornitori Ict (62 milioni).
Sono stati visti entrare nella sala dell’assemblea di Mps a Siena il patron di Plt Holding Pierluigi Tortora assieme alla 36enne figlia Eleonora, cfo del gruppo delle energie rinnovabili. Per il gruppo Caltagirone invece presenti Alessandro Caltagirone, candidato consigliere della lista del board e figlio del costruttore e Filippo Noto, direttore delle relazioni esterne che partecipaerà ai lavori esprimendo il voto dell’azionista romano (13,5%) frazionato in una ventina di veicoli societari.
In apertura di contrattazioni il titolo Mps apre in rialzo dell’1% nel giorno dell’assemblea sul rinnovo del board. (riproduzione riservata)
(notizia in aggiornamento)