Mps, il mercato incalza il ceo a Londra: Mr Lovaglio cosa sta succedendo alla vostra governance?
Mps, il mercato incalza il ceo a Londra: Mr Lovaglio cosa sta succedendo alla vostra governance?
Il banchiere nella capitale inglese per presentare il piano risponde alle perplessità degli investitori sull’evoluzione della governance. Non scopre le carte sulla lista, ma garantisce: nessun cambiamento sulla strategia

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 19/03/2026 10:02

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Mr. Lovaglio, può spiegare agli investitori non italiani cosa sta accadendo alla vostra governance? La domanda a bruciapelo di un analista dalla platea della Morgan Stanley European Conference è arrivata in coda alla presentazione che, giovedì 19, il ceo di Mps ha tenuto a Londra. 

Per il banchiere si è trattato della prima uscita pubblica dopo l’esclusione dalla lista che il consiglio di Montepaschi ha presentato in vista dell’assemblea del prossimo 15 aprile che sarà chiamata a rinnovare il board dell’istituto senese per il prossimo triennio. Una decisione arrivata peraltro a pochi giorni dall’ok al nuovo piano industriale. 

«Mr Lovaglio, quali sono i principali eventi e le tappe che dovremmo monitorare? E infine, se ci saranno cambiamenti nella leadership della banca, quali ambiti del business potrebbero essere interessati? Qualsiasi chiarimento in questo senso sarebbe molto utile», ha insistito l’analista dalla platea dell’evento londinese.

Lovaglio ha risposto con cautela: «È in corso un processo di governance e, francamente, non posso commentarlo». Ha però voluto riportare l’attenzione sui fondamentali: «Quello che conta davvero per la banca e per gli investitori è che la struttura è pienamente operativa. Il piano è solido, ben costruito dal punto di vista strategico e finanziario, e - come ho detto - più forte di prima». 

Il ceo ha ribadito la continuità del progetto strategico: «Non credo che ci saranno cambiamenti nel nostro piano, perché è già il risultato della combinazione dei due piani precedenti, definita negli ultimi cinque mesi». E ha aggiunto: «Riteniamo che quanto abbiamo oggi ci permetta di generare risultati rilevanti e di garantire una remunerazione significativa agli azionisti, nell’ordine di circa 16 miliardi complessivi».

Nessuna rivelazione invece sulle prossime mosse del banchiere. Dopo l’esclusione dalla lista del cda, sono circolati rumor non confermati né smentiti sul rientro in pista di Lovaglio in una lista presentata dal socio Giorgio Girondi (3%). In ogni caso le ultime rose andranno presentate in tempi brevissimi, cioè entro la scadenza di sabato 21.

Di tutto questo comunque il ceo non ha parlato a Londra, ma ha preferito concentrarsi sul nuovo piano. Al centro della strategia c’è un cambio di paradigma: «Vogliamo concentrarci completamente sui ricavi, perché questo rappresenta un vero cambiamento culturale che vogliamo portare all’interno del gruppo». In questa logica, la diversificazione delle fonti di ricavo - articolata in cinque aree di business - viene indicata come leva essenziale per rafforzare la resilienza e la capacità di crescita.

La conferma delle sinergie

Le sinergie restano un pilastro del piano: «I risparmi sono confermati e riteniamo possano anche essere superiori», ha spiegato Lovaglio, sottolineando come «oltre il 50% deriverà dall’integrazione tra retail banking e attività consumer», con ulteriori contributi dal corporate e investment banking. «Una volta che i team manageriali saranno al loro posto», ha puntualizzato il banchiere, «sarà accelerata la realizzazione del piano».

Sul fronte dei costi, il ceo ha ribadito un approccio pragmatico: «Non ho dimenticato i costi, ma sono la parte più semplice. I costi sono certi, mentre i ricavi lo sono meno». Il programma di efficienza prevede «una ripartizione circa 50/50 tra costi del personale e costi non legati al personale» e, secondo Lovaglio, «si tratta di un processo di risparmio molto basico e standard, che può essere raggiunto facilmente».

I tempi del piano

Guardando alla tempistica, l’attuazione sarà progressiva: «Una parte delle sinergie sarà visibile già nel 2026, mentre la componente legata al margine di interesse emergerà nel 2027». La piena realizzazione è attesa «tra il 2027 e il 2028», con «il periodo 2029-2030 dedicato al consolidamento», mentre «gli anni chiave saranno il 2027 e il 2028».

Un ruolo decisivo sarà giocato dalla tecnologia: «Alcuni interventi, in particolare su IT e tecnologia, richiedono tempo per essere implementati», ha osservato, confermando tuttavia che «la scansione temporale già annunciata nel piano resta valida». Infine, Lovaglio ha indicato possibili margini di accelerazione: «Vediamo anche opportunità di accelerazione, in particolare attraverso investimenti sull’intelligenza artificiale». E ha concluso: «Vogliamo muoverci ancora più rapidamente rispetto a quanto previsto inizialmente, perché riteniamo che sia cruciale».

Le opportunità di m&a

Quanto alle priorità, il ceo ha indicato innanzitutto la crescita organica: «La prima priorità è la crescita organica, perché è quella che garantisce la sostenibilità dei risultati nel tempo». E ha precisato: «Quando costruisci qualcosa, devi essere certo che la crescita sia costante, sostenibile e non si interrompa».

Accanto a questo, resta centrale l’attenzione alle opportunità di mercato: «Abbiamo accesso al capitale e monitoriamo con attenzione tutte le opportunità di creazione di valore che si presenteranno». Tuttavia, ha chiarito che «l’approccio deve essere sempre disciplinato e selettivo». La seconda priorità riguarda l’impiego efficiente del capitale: «È la capacità di aggiungere valore a ciò che stiamo costruendo». In questo senso, Lovaglio ha sottolineato che «non possiamo mantenere questo livello di capitale indefinitamente».

L’evoluzione del modello di business

Sul possibile ampliamento del perimetro di attività, Lovaglio ha escluso la necessità immediata di nuove business unit, indicando piuttosto un rafforzamento dell’esistente. «Nella fase attuale abbiamo già una componente significativa di ciò che il banking deve offrire», ha spiegato, sottolineando che l’evoluzione del modello passerà soprattutto «dal rafforzamento della distribuzione».

Un punto chiave riguarda il segmento premium: «Oggi abbiamo circa 1.300 consulenti finanziari, che rappresentano una buona base, ma dobbiamo raddoppiare», ha affermato, indicando come obiettivo «un servizio molto più personalizzato per il cliente».

Parallelamente, Lovaglio insiste sull’innovazione nei modelli di interazione: «Dobbiamo essere molto più innovativi». In questo senso, ha citato l’approccio conversazionale già introdotto: «È un esempio concreto. Il cliente può interagire direttamente con la banca attraverso strumenti semplici, ad esempio chiedendo di effettuare un bonifico in modo naturale, e l’operazione viene eseguita». (riproduzione riservata)