Mps, il mercato aspetta altre opa nella fase due del risiko bancario. Ecco su chi scommettono gli analisti
Mps, il mercato aspetta altre opa nella fase due del risiko bancario. Ecco su chi scommettono gli analisti
Dopo il blitz di Intesa su Mps, occhi puntati su Banco Bpm, Unicredit e Agricole. Per gli analisti di Deutsche Bank un’offerta alternativa per Rocca Salimbeni targata Piazza Meda è in salita. Ma Castagna potrebbe allearsi con Unicredit oppure riaprire i negoziati con Crédit Agricole Italia

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 10/06/2026 20:16

Ftse Mib
50.029,17 23.51.02

-0,46%

Dax 30
24.195,31 23.51.02

-0,97%

Dow Jones
49.918,78 5.42.21

-1,87%

Nasdaq
25.167,19 23.51.02

-1,98%

Euro/Dollaro
1,1546 6.00.33

-0,03%

Spread
77,05 17.29.12

+1,43

Il mercato si aspetta che la seconda fase del risiko bancario si arricchisca di nuove offerte dopo quella di Intesa Sanpaolo su Mps. Gli occhi sono puntati su Banco Bpm, rimasto per ora a bocca asciutta, ma si specula anche su iniziative di Unicredit e di Crédit Agricole. Il perno di tutte queste manovre potrebbe essere Piazza Meda che, non a caso, ieri è salita del 3,7% in controtendenza rispetto al settore.

E proprio sull’istituto guidato da Giuseppe Castagna si sono concentrati gli analisti di Deutsche Bank in un report dedicato al consolidamento italiano. Per l’esperto del gruppo tedesco Giovanni Razzoli il Banco ha a disposizione quattro opzioni. La prima è continuare il dialogo con il cda di Mps e provare a costruire una fusione in scia alla proposta formulata domenica 7.

Gli stessi analisti, però, evidenziano il principale ostacolo dell'operazione: la differenza dimensionale tra i due gruppi. Banco Bpm, osserva il report, parte da una posizione di relativa debolezza in termini di valore che può offrire agli azionisti senesi rispetto a quella garantita da Intesa Sanpaolo: 1,1 miliardi di sinergie contro i 2,9 miliardi messi sul tavolo da Ca’ de Sass.

Le opzioni per Banco Bpm e il ruolo dei soci

In teoria Banco Bpm potrebbe «tentare di eguagliare o superare la valutazione implicita di Mps nell'offerta di Intesa attraverso un'operazione di scambio di azioni». Tuttavia il passaggio successivo del report lascia emergere chiaramente i dubbi degli analisti: per arrivare a un simile risultato sarebbe indispensabile il sostegno degli azionisti e in particolare Crédit Agricole (primo socio al 22,8%), indicato come il soggetto chiave per l'eventuale costruzione di una controfferta.

Lo scetticismo su una cordata alternativa

Il report riconosce Bpm potrebbe «presentare una controfferta per Mps con il supporto di un altro soggetto». Quale? Sul mercato si specula su un intervento di Unicredit che, in tandem con l'istituto di Castagna, potrebbe presentare un’offerta speculare a quella targata Intesa-Unipol. Ma Razzoli è scettico sull’idea di una cordata alternativa per Siena: uno schema di questo tipo appare «piuttosto difficile da realizzare» a causa della «scarsità di potenziali partner di dimensioni sufficientemente rilevanti».

Più chance potrebbe quindi avere uno scenario completamente diverso, cioè l'uscita di Banco Bpm dalla partita. Secondo Deutsche Bank, viste «le difficoltà nel costruire un'operazione che avvantaggi tutti gli azionisti», Piazza Meda potrebbe decidere di rinunciare al dossier Mps e concentrarsi sulla propria strategia standalone determinando così una ulteriore rivalutazione del titolo.

Le prospettive di aggregazione e l'interesse internazionale

Infine Deutsche Bank richiama una quarta opzione: Bpm «potrebbe prendere in considerazione altre operazioni di aggregazione». Quale? «una combinazione con la rete italiana di Crédit Agricole potrebbe anch'essa generare sinergie e creare valore». Sempre che nel frattempo Unicredit non decida di riaprire il dossier Piazza Meda, anche per tutelare il risparmio italiano gestito da Anima. Intanto la partita Mps continua intanto ad attirare l'attenzione della stampa economico-finanziaria internazionale.

Ieri i principali quotidiani hanno dedicato ampio spazio all'offerta di Intesa. In caso di successo dell'operazione, sottolineano le testate, il gruppo guidato da Messina diventerebbe il secondo istituto dell'Eurozona per capitalizzazione di mercato, rafforzando al tempo stesso la propria presenza nel wealth management e acquisendo il controllo di asset strategici legati alle partecipazioni in Mediobanca e Generali. (riproduzione riservata)