La doppia offerta di Mps su Banco Bpm e Banca Generali presenta «significative sfide sul fronte dell’esecuzione» anche per Fitch. Dopo gli analisti di Moody’s che tirano in ballo rischi di execution, anche per l’altra grande agenzia di rating americana il principale fattore di rischio è la complessità dell’operazione: oltre alle due nuove acquisizioni, la banca senese deve ancora completare l’integrazione di Mediobanca.
A questo si aggiungono l’iter autorizzativo, il voto dell’assemblea straordinaria del 29 ottobre per il quale sarà necessaria la maggioranza dei due terzi dei soci presenti, e la necessità di convincere gli azionisti delle due target, a partire da Crédit Agricole, primo socio di Banco Bpm con oltre il 29%. Fitch segnala inoltre una governance non pienamente coesa in Mps, alla luce della spaccatura del cda di Mps che ha approvato il varo delle due ops solo a maggioranza lo scorso 20 agosto.
Secondo gli analisti a stelle e strisce un ulteriore elemento da monitorare è il capitale. Mps prevede che il Cet1 scenda dal 16,3% di fine giugno, pur mantenendosi sopra il 13% nel periodo 2026-2030. Un eventuale calo sotto questa soglia, senza una prospettiva di recupero nel breve periodo, potrebbe esercitare pressione sul profilo creditizio.
Sul fronte dei punti di forza, invece, come Moody’s anche Fitch riconosce una significativa logica industriale al progetto. Il gruppo risultante diventerebbe la seconda maggiore banca domestica italiana dopo Intesa Sanpaolo, con 810 miliardi di euro di attività finanziarie complessive mettendo insieme il business commerciale di Mps, il forte posizionamento di Banco Bpm presso Pmi e imprese e le competenze di Banca Generali nel wealth management.
Le sinergie rappresentano un altro elemento favorevole: Mps stima 1,8 miliardi di euro di benefici annuali entro il 2029 dalle due nuove operazioni, ai quali si aggiungerebbero 800 milioni dalla fusione con Mediobanca.
Nel lungo periodo, se le integrazioni saranno completate con successo, Fitch ritiene quindi che il nuovo gruppo possa beneficiare di maggiore diversificazione dei ricavi, redditività e capacità competitiva. La sfida sarà trasformare questi benefici potenziali in risultati senza compromettere capitale e profilo di rischio. Oltre all’incertezza nell’esecuzione e al passaggio assembleare, per Mps gli analisti di Moody’s avevano rilevato anche «l’ottenimento di tutte le necessarie approvazioni normative, di vigilanza e antitrust». (riproduzione riservata)